C’è chi vuole imbavagliare la stampa libera in Calabria

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Peggio di un attentato terroristico. Più violento di una strage mafiosa. Il Liberticidio è il padre di tutti i mali. E quando la Libertà viene uccisa con l’uso della calunnia e/o della menzogna, il male è assoluto. Perché annienta non solo la nobiltà della Libertà stessa, ma anche la vita di chi la professa, la difende, la trasmette con coraggio eroico.

OFF conosce Michel Dessì fin dal primo giorno di fondazione, quando, poco più che ventenne, partecipò alla prima uscita con un suo  pezzo. Non ci siamo chiesti se fosse o no già iscritto all’Ordine: la sua penna era abbondantemente quella di un giornalista. Oggi ci compiacciamo di saperlo arrivato al traguardo. Co-dirige con un’altra nostra magistrale penna, Nino Spirlì,  il canale televisivo SUD, sul canale 656 del digitale terrestre, visibile in ben quattro regioni dell’Italia Meridionale; conduce programmi TV di tutela dei diritti del cittadino, trattando temi scottanti con correttezza e professionalità uniche; è autore di apprezzati reportage per IlGiornale.it; collabora quotidianamente con NewsandCom e scrive per Il Dispaccio.

Coraggioso e temerario, è sempre in prima linea, da anni, nella lotta al malaffare, alla malavita, ai poteri occulti. Nei giorni scorsi è stato fatto bersaglio di attacchi ingiustificati da parte del sindaco Scionti di Taurianova, un grosso centro della Piana di Gioia Tauro. Dessì aveva “infangato” (termine usato dal politico) la propria città, scrivendo un articolo per il quotidiano on line Il Dispaccio, su presunti affidamenti diretti per lavori del Comune. In un suo intervento durante il consiglio comunale, il sindaco ha, addirittura, definito Michel Dessì “l’articolista pagato per infangare la città” e, successivamente, ha inviato una lettera alla redazione de Il Dispaccio, al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti e al Presidente del Sindacato dei Giornalisti: l’intento? Non si sa! Il risultato? Una levata di scudi di tutto il giornalismo serio e libero della Calabria. Quello che non si piega alle minacce velate e non di certa politica arrogante, che vorrebbe tappare la bocca alla stampa per dedicarsi alle proprie scorribande.

Caro Dessì, noi ci siamo! Pronti ad impugnare le nostre penne a difesa di chi, come te, dedica la propria esistenza alla difesa della Verità e della Legalità. Al sindaco del Tuo paese ricordiamo che la politica si deve preoccupare di amministrare con giustizia e onestà e che  le intimidazioni larvate non fanno parte del suo mandato. Viva la stampa libera! Viva la politica rispettosa!