La parola agli artisti. Arte e impegno a Milano negli anni ’70

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sarenco-poeticallicence-1973-stampa-fotografica-220x140-cm-copiaFormidabili quegli anni, Mario Capanna dixit. E per una volta siamo d’accordo con lui. I lettori del Giornale, dopo aver visto la copia del loro quotidiano prediletto intecata come un oggetto d’arte al Museo di Lissone, sobbalzeranno per questo endorsement, tenendo conto del fondo di Montanelli, aprile 1976, sull’attentatuni alle rotative avvenuto  la notte prima. Ma questo era il clima: La parola agli artisti. Arte e impegno a Milano negli anni ’70, a cura di Cristina Casero e Elena Di Raddo, ha aperto lo scorso sabato 24 settembre la stagione espositiva del Museo d’arte contemporanea di Lissone diretto da Alberto Zanchetta e la dichiarazione di Lea Vergine, sempre 1976, la decana di tutte le critiche engagé, “L’arte è un’attività politica, fin quando si resta nell’ideologia estetica non muterà nulla per davvero”, ne è la prova provata.

Bret Easton Ellis li ha definiti “mosci”, i millennial di oggi e a ragione. Sono nulla in confronto agli allor giovani artisti embedded che nei Settanta politicizzarono il quotidiano, rifiutando il sistema dell’arte e offrendo la loro competenza alla pratica rivoluzionaria trasfigurandosi in animatori sociali e “operatori estetici”: il lavoro nelle fabbriche, la questione manicomiale, lo status della donna e l’attitudine manipolatoria dell’informazione divennero materiale, appunto, estetico.

Inutile che cerchiate, nella bellissima mostra al Museo di Lissone, i big che operarono a partire da quegli anni, i vari Castellani & c. che ora furoreggiano nelle aste: probabilmente al Laboratorio di Comunicazione Militante e al Collettivo Cinema Militante e alla galleria di Porta Ticinese importava poco o punto del mainstream e del mercato, forse solo il mercato rionale.

E infatti: qualcuno fece il botto, qualcun altro no.

La non esaustività di questa mostra ne è il pregio: troppo noti i soliti noti e troppo vasto l’argomento, molto meglio selezionare e proporre coloro che, secondi tra i primi, segnarono un’epoca. La parola agli artisti è una mostra importantissima perché espone la testimonianza di chi si sporcò le mani: oltre all’immancabile Nanni Balestrini, Ugo La Pietra, Enzo Mari ed Emilio Isgrò, in mostra vedrete le opere di quegli artisti meno noti agli hipster delle inaugurazioni milanesi, come Valentina Berardinone, Franco Mazzucchelli, Giovanni Rubino, Fernando De Filippi, Fernanda Fedi, Paolo Baratella, Antonello Branca e molti altri e che tuttavia gli attuali padroni delle ferriere (leggi: il combinato disposto collezionisti/galleristi/curatori superstar), così sensibili alla partecipazione popolare all’arte, hanno messo in un cassetto come fosse l’espressione del poveraccismo terzomondista con cui esser solidali per finta.giovanni-rubino-mortedison-1973-74-10-fotografie-cad-50x60-cm

La parola agli artisti è una mostra consigliabile anche agli aficionados dei libri, non necessariamente d’artista: curata da Bianca Trevisan, la sezione dedicata all’editoria presenta un non trascurabile compendio di pubblicazioni periodiche e libri che titillerebbero qualunque bibliofolle appassionato d’arte, nonché una sezione, curata da Jennifer Malvezzi, dedicata al video.

 

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Emanuele Beluffi
Nato a Milano, vivo e lavoro a Milano. Ordine Nazionale dei Giornalisti tessera n. 173490. Laurea in Filosofia presso Università degli Studi di Milano, Filosofia del Linguaggio-Orientamento Logico-epistemologico. Responsabile di redazione presso Il Giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale. Ho curato cento mostre di arte contemporanea in Italia, in collaborazione con svariate gallerie d'arte; i relativi testi critici sono tutti pubblicati a catalogo e online. Ho scritto una monografia pubblicata da Skira. Ho prodotto un magazine cartaceo d’arte contemporanea a colori su carta patinata, presentato a diverse fiere internazionali d’arte contemporanea e attualmente conservato al Centre Pompidou di Parigi. Profilo completo qui: https://www.linkedin.com/in/emanuele-beluffi/