Nei meandri della tecnologia per cogliere le percezioni di Van Gogh

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e5a65df04c38015d252dcf383e594f21Un viaggio nella pittura e nel mondo di Vincent Van Gogh attraverso un’esperienza multisensoriale. Nasce da questa idea la mostra “Van Gogh Alive – The Experience” che ha fino al 26 marzo porta al Palazzo degli Esami di Roma le opere del maestro olandese proiettate con 3mila immagini su grandi muri di maxi schermi e da oltre 40 proiettori ad alta definizione.

Cosa avrebbe pensato il geniale pittore di questa mostra? Lo chiediamo all’esperto d’arte Sergio Gaddi.

“L’esperienza della mostra è un viaggio emotivo ed emozionante, e credo che Van Gogh sarebbe stato incuriosito da questa grande diffusione del suo lavoro, ben realizzata ed in grado di amplificare i sensi per creare nuove percezioni. E’ molto interessante anche l’utilizzo delle musiche, che accompagnano il visitatore nel percorso artistico e nell’esperienza creativa del pittore. Van Gogh amava molto Wagner e, peraltro, tra le moltissime lettere che scrive all’amato fratello Theo, dice anche che “con un quadro vorrei poter esprimere qualcosa di commovente come una musica”.

Qual è il valore aggiunto di una mostra innovativa e tecnologica come Van Gogh Alive – The Experience? Cosa aggiunge alla conoscenza di uno degli artisti più famosi di tutti i tempi?

“Questa mostra consente di vivere un’esperienza profonda, potremmo dire simbiotica con le percezioni dell’artista. La tecnologia porta il visitatore dentro i quadri ed a contatto con le emozioni dell’artista. Ogni pennellata è una lettera al pubblico, sempre desiderato ma mai avuto, nella frustrazione di aver venduto un solo quadro in tutta la sua vita. La sua insoddisfazione e il suo dolore sono riportate nei suoi dipinti. La sua pittura è un’emozione forte e diretta che non parla all’occhio esterno ma che colpisce il cuore e tocca l’anima. Con questa mostra si crea un meccanismo di partecipazione al suo processo creativo. Naturalmente non sostituisce l’esperienza di poter sostare davanti alla tela originale, ma ha comunque un valore interessante perché avvicina al vissuto e all’opera di Van Gogh. La mostra ha la capacità di coinvolgere anche chi è meno abituato alle visite nelle gallerie d’arte, è una grande esperienza per pubblici diversi che, in questo modo, hanno la possibilità di un primo passo verso la comprensione di questo straordinario artista. La mostra stimola i sensi e fa “sentire” il quadro, scatena curiosità ed empatia verso le opere e la sofferenza di un genio assoluto. E questo avviene attraverso il coinvolgimento dei sensi che portano ad avvicinarsi allo stato d’animo di Van Gogh. La sua stessa vita è
fatta di continue oscillazioni d’umore che sono percepibili nelle opere. La sua esistenza ha il senso images-24
tragico dell’infelicità perenne e, nel suo essere bipolare, incline tanto all’euforia quanto alla depressione”

Già nei primi giorni l’esposizione di Roma ha fatto registrare grandi numeri. Come possiamo spiegarci questa eterna passione per Van Gogh?

“Credo che il pubblico sia affascinato dalle sue opere che parlano di una vita breve e intensa, soprattutto in relazione agli ultimi anni nei quali vengono creati i capolavori più celebri. Nello stesso tempo si è rapiti dalla sua capacità di mostrare la verità dell’esistenza umana. Le sue opere trasudano emozioni, come se fossero un corpo vivo e vero. Ed è lo stesso Van Gogh che dichiara che «con il rosso e il verde voglio descrivere le brucianti passioni umane». E lo fa in maniera brutale e profondamente autentica. Il suo stile è violento, e quindi, vero. Quelle pennellate così marcate e decise, come se il colore fosse spremuto dal tubetto direttamente sulla tela, sono autentiche iniezioni di vita”