Modena sconvolse l’arte italiana guardando al futur…ismo

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image-2Modena, Teatro Storchi. E’ il 2 giugno 1913 e la storia della musica sta per non essere più la stessa. Alla presenza del capostipite del futurismo, Filippo Tommaso Marinetti, e di molti altri artisti a lui vicini, il musicista Luigi Russolo presenta il suo “scoppiatore”, prototipo di quello che diventerà l’intonarumori. È proprio da Modena, dunque, che la rivoluzione musicale futurista iniziò a irradiarsi in Europa. E fu proprio in questa serata che Marinetti in persona, il poeta del zang-tumb-zang-tuuum-tuuumb, annunciò di voler inserire il nascente intonarumori nell’orchestra diretta da Balilla Pratella.

Ora, quella serata passata alla storia della musica e della cultura, viene declinata e presentata in una chiave nuova e insolita per un qualcosa di propriamente musicale: una mostra. Si intitola SibilaRonzaScoppia! ed è allestita, a cura di Cristina Stefani, presso il Museo Civico d’Arte modenese sino all’8 gennaio del prossimo anno. Attraverso le cronache dell’epoca emerge come la serata modenese si possa considerare uno di quegli eventi che, tra il 1910 e il 1914, sconvolsero l’arte italiana. La rivoluzione russoliana inaugurata a Modena, dunque, rappresentò la sintesi di un’ampia ricerca sonora, ma, al contempo, incarnò il trampolino di lancio per l’avvio di quella che diventerà la musica “preparata” di John Cage, la musica concreta di Pierre Schaeffer o l’elettronica di Karl Stockhausen e Bruno Maderna.

image-12Nella mostra emerge anche il legame tra Marinetti e la città: rapporti che risalgono al 1911, anno in cui venne inizialmente programmata la serata, ma che, a causa di impegni parigini del teorico del futurismo, venne rimandata al 1913. Moltissimi i documenti esposti: immagini, libri, incisioni, giornali, fotografie. Ma al centro della mostra ci sono loro, gli apparecchi russoliani che, nel manifesto futurista L’arte dei rumori, dovevano veicolare la musica del futuro composta di suoni-rumore: ululatori, scoppiatori, ronzatori, crepitatori, gorgogliatori, rombatori…
Gli strumenti sono fedeli ricostruzioni degli originali (distrutti durante la guerra) condotte sui brevetti depositati da Russolo stesso. Ai visitatori, quasi a novelli orchestrali futuristi, sarà possibile, in alcuni casi, provare gli strumenti o, in altri, ascoltare il suono prodotto.