L’arte erotica è un racconto di geometrie sensuali

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E’ ancora, sempre e sempre di più l’epoca del nudo. Basta una sbirciata in rete per rendersene conto: il corpo nudo è intrattenimento più o meno privato e rivendicazione politica, passa dal business della pornografia dei siti dedicati, ai selfie scherzosi delle popstar come Rihanna, fino alle manifestazioni parafemministe delle Femen.

Ma nudo per nudo forse meglio che sia artistico. Perché anche la provocazione prima che politica e arte, perché nelle geometrie di gambe, glutei seni messe in scena da un fotografo o da un pittore, c’è un fondo di segretezza che resiste a ogni esibizione oscena. Lo stile esalta anche l’eros. Sempre. 

Vedi gli scatti di Enzo Obiso. Reporter di lunga esperienza, nome importante della fotografia, Obiso, tra l’altro, porta avanti dal parecchio tempo una ricerca personale focalizzata sul nudo femminile. “Il Progetto si chiama “Ritratti di beata bellezza”, lavoro che ho iniziato nell’89 ed esposto esposto a Festival dei due mondi nel 93” racconta Obiso a ilgiornaleoff.it. Nudo quindi, ma con alcune caratteristiche particolari: “Le donne che fotografo sono vere, normali, non modelle. Non lavoro in pubblicità” spiega il fotografo. “Le modelle “vere” rispettano dei canoni di bellezza professionali, sanno come posare, sono delle professioniste. Cambia il rapporto. A me piace che siano persone che conosco, che frequento. E le ritraggo tutte nella medesima stanza del mio studio”.

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Braccia, gambe, schiene, piedi. Se dio (e il diavolo) si nascondono nei dettagli è proprio lì che Obiso va a scovare l’originalità di ciascuna modella: “La mia ambizione è di riuscire a far parlare il corpo attraverso i particolari” racconta il fotografo. E quali sono i particolari che dicono di più? “Le mani, le gambe, le relazioni cinetiche tra le mani e le gambe. Non dico le mani per fare il pudico, a volte attraverso queste si può avere una potente espressività sensuale. Poi i capelli. Decisamente” conclude.

E infine la geometria. La selezione di foto che Obiso ha presentato al Mia (Milan Image Art Fair) tra ombre, chiaroscuri e posizioni del corpo evoca contrasti geometrici “sottolineate anche con ambientazione, luci, contrasto”. Spiega Obiso. Dal nudo selvaggio e proliferante ci salverà la geometria seduttiva?