Salviamo la lingua italiana dal vilipendio

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danteSe è vero quel che affermava Emil Cioran “Non si abita un paese, si abita una lingua”, rischiamo sempre più che gli italiani, a forza di usarla – la lingua – per leccare il progresso, si accontentino di essere coinquilini in affitto di un attico da ristrutturare che si chiama mondo. Proprietari non si sa bene di che cosa, neanche più del loro idioma. Svenduto, ammodernato, dimenticato. Per un cicciotelle, Giuseppe Tassi perse il lavoro – ma poi lo riebbe… -, per un webete Enrico Mentana trovò la gloria. Per il Governo, le donne, nella grande era delle libertà, vanno tutelate come le marmotte e quindi sotto di rivoluzione civile, l’italiano diventa di genere, chiedetelo ad una brava avvocatA; Per un Sì al referendum del prossimo ottobre Renzi svende l’italiano a Bolzano: “uno scambio elettorale in piena regola: per un Sì al referendum il premier Renzi avrebbe fatto un accordo segreto con la Svp – il Sudtiroler Volkspartei – per togliere la lingua italiana sui cartelli delle strade di Bolzano e provincia”, così scriveva Antonio Rapisarda per Il Tempo, che ne ha dato notizia-. Tagliamo la lingua al popolo così non potrà più dire nazione. Ma questo forse non si può dire. Italiani! Mordetevi la lingua o tornate al dialetto prima che per dire uomo si dovrà dirà schiavo

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