Un’Onda dannunziana contro il trio di Ventotene

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1470731608-gabriele-dannunzioL’estate sta finendo e un anno se ne va sto diventando grande lo sai che non mi va” avrei preferito sentire cantare questa tenera strofa dei Righeira a mia figlia come tormentone dell’estate tre giorni prima del dramma del sisma ed invece “Andiamo a comandare” risuona come il nuovo verbo dei nostri tempi.

Il problema è che la testa funziona solo a metà e uno non capisce se è pazzo o un genio. E così sulle acque di Ventotene Renzi, Hollande, Merkel si sono incontrati per suggellare un’ Europa dei Popoli che non c’è mai stata al contrario di quella delle Masse, ben omologata e compatta dal politicamente corretto e che ben si controlla con” un selfie mosso alla Gue Pequeno!”.

Siccome mia figlia si chiama Luce, un nome futurista e in queste ore drammatiche c’è bisogno di futuro, stamattina  giocando col sorriso sulle labbra le insegno l’Onda di Gabriele d’Annunzio. Il poeta della forma, l’operaio della parola (quello che che nel ’19 a Fiume aveva già anticipato il ’68, intervista a Giordano Bruno Guerri; leggi qui). Uno che in centoquaranta battute scriveva già cento anni fa. Sentite che musica , che rap: sciacqua, sciaborda/scroscia, schiocca, schianta/romba, ride,canta  Al trio di Ventotene consiglierei di mantenere le promesse di aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto, quello sarebbe un vero segno di europeismo. Altrimenti arriverà un’Onda anche per loro..dannunziana.

Scopri il il nuovo spettacolo dedicato a Gabriele D’Annunzio di Edoardo Sylos Labini. Al Teatro Quirino di Roma dall’11 ottobre