I Simons: “Per fare musica? Facciamo i giornalisti…”

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SimonsLoro sono giovani, carini e… irriverenti. Oggi siamo a colloquio con i Simons, la band elettropop formata da cinque ragazzi modenesi tra i 22 e i 26 anni (Leonardo Cristoni: voce. Guglielmo Gibertini, basso/synth. Emanuele Bonini: chitarra. Mattia Campana: batteria. Jason Donato: tastierista). Al 2013 risale la loro partecipazione al talent-show Amici di Maria De Filippi ma attirano la nostra attenzione quest’anno quando li ritroviamo in veste di inviati al Giffoni Film Festival (rassegna dedicata ai giovani che si tiene ogni anno a Giffoni Valle Piana, ndr) con un cavalluccio, tanta allegria e la faccia tosta di invitare gli artisti ospiti alle loro domande dondolandosi come bambini.

Il loro senso dell’umorismo sembra secondo solo alla loro ambizione e per questo non pongono limiti alla creatività che, dopo l’esperienza televisiva, hanno veicolato attraverso altri canali. Determinante è stato l’incontro con il team di Opti Magazine, giovani professionisti con un originale progetto giornalistico. Ce lo racconta Leonardo Cristoni, il frontman dei Simons.

Come nasce il vostro rapporto con OM?

L’incontro è stato fortuito. Una delle loro collaboratrici ci ha ascoltati in concerto e ha pensato che potessimo diventare i partner giusti per dei progetti che concernono il mondo dello spettacolo. Si è creata fin da subito una bella sinergia perché l’azienda è lontana dal preconcetto italiano che chi fa musica o altro può fare solo quello e ci ha messo alla prova anche in altri campi, tra cui quello giornalistico. Loro, ad essere onesti, sono stati molto più lungimiranti di noi. In cambio si impegnano a valorizzare il più possibile il nostro progetto musicale.

La prima tappa di questa collaborazione si chiama Festival di Sanremo.

Sì. Venendo da un talent show come Amici conoscevamo buona parte degli artisti in gara e questo ci ha aiutati a far funzionare meglio il format. Dal di fuori Sanremo mi ha sempre dato l’impressione di un ambiente piuttosto pesante. Molti credono si tratti di una delle settimane più incredibili dell’anno e invece da musicista credo che abbia perso molto del potenziale che aveva in passato.

E la musica quanto rimane vittima di questo meccanismo?

Credo che nel mondo della musica in Italia, ma non solo in quello, si siano create delle situazioni che appesantiscono un po’ la creatività dei giovani, limitando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dai nuovi strumenti di comunicazione. C’è chi prova a cambiare le cose ma per il momento iniziative come Sanremo Social fanno un po’ ridere.

Al Giffoni Film Festival vi siete fatti notare grazie ad un format vincente e una bella dose di sfrontatezza…

E’ un’ambiente sicuramente più rilassato rispetto a quello di Sanremo nonostante la presenza di grandi ospiti. Optima è un’azienda formata da giovani professionisti che lavorano come un grande team con tanta passione. Abbiamo collaborato con loro in tutto e per tutto, confrontandoci su ogni minimo dettaglio anche in fase di montaggio.

C’è anche chi ha storto il naso dinanzi al cavallucciosimons (1) con cui chiedevate agli artisti di giocare. Non trovate che gli italiani siano meno abituati a questo tipo di sketch?

In realtà abbiamo riscontrato più reticenza da parte dei loro uffici stampa che degli artisti stessi. E’ una paura che non ha ragione di esistere. Il format non è ideato per metterli in difficoltà, anzi. Dal mio punto di vista chi decide di mettersi in gioco fa sempre bella figura. Se fossi stato nei loro panni su quel cavalluccio c’avrei saltato!

La partecipazione ad un talent show rimane d’obbligo per chi vuole fare musica?

Non sono in molti a sapere del nostro passaggio ad Amici. Tutto dipende da come affronti l’esperienza, come la interpreti e come decidi di proseguire dopo la tua strada. Noi abbiamo pensato che quel tipo di visibilità potesse essere utile al progetto. C’è sempre il rischio di soffrire del pregiudizio ma a noi non è capitato perché non abbiamo subito le regole del talent nonostante questo ci abbia forse anche un po’ penalizzati. In ogni caso non ci siamo scoraggiati.

In cosa vi sentite diversi?

Ci piace allargare i nostri orizzonti. Essere degli artisti per noi non significa limitarci all’ambito musicale ma essere in grado di spaziare a 360°. Ad esempio siamo stati scelti per la serie tv Netflix Master of None che gireranno nella nostra città, Modena, nonostante questo non abbia apparentemente nulla a che vedere con la musica.

Puoi anticiparci qualcosa sui vostri nuovi progetti musicali?

Dopo un anno di lavoro dietro le quinte a metà ottobre uscirà finalmente il nostro nuovo singolo ma il progetto musicale partirà dall’autunno prossimo per coprire tutto il 2017.