I Royal Bravada, indie rock all’italiana alla massima potenza

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Royal_Bravada_15.02c12356Non si tratta di quell’inde rock che ha raggiunto la gloria nel 2006 e nemmeno del cantautorato italiano che sta sbaragliando tutti i Festival col nome di esotiche mete vacanziere. Quello dei Royal Bravada è un sound diverso, un’inedita sfumatura dell’indie rock italiano in cui vengono esplorate nuove sonorità che strizzano l’occhio al brit-indie e allo stoner rock. Albi (voce), Tony (basso), Luke (chitarra) e Vale (batteria) sono musicisti dotati di un atteggiamento vincente fatto di quella convinzione che domina il palco durante i live show e trasforma ogni concerto in un puro concentrato di energia, pronto a mandare in visibilio anche lo spettatore di passaggio. Basta ascoltare “Darkside Backyards”, il singolo che ha lanciato l’ep “War”, secondo progetto discografico dopo l’esordio due anni fa, per avere un’idea delle intenzioni della band.

Un rock ricercato, potente nella batteria, scandito da violenti assoli di basso e instancabili riff di chitarra, il tutto armonizzato da una voce versatile che non ha paura di azzardare.  Il video del brano poi aggiunge quel mood un po’ dannato all’immagine del gruppo, girato a bordo di una Gran Torino s’ispira al film cult “Christine” di John Carpenter. L’Ep è un ritmo in crescendo che esplode in pezzi come “No Ledge” ed “” e che trova il suo equilibrio in “Alfie”. Uno stile che ha convinto persino gli addetti ai lavori che li hanno voluti nella line–up dell’I-Days Festival di Monza, un’ora prima dei Sigur Ròs. “Un disastro annunciato” secondo i più scettici, un successo inaspettato che ha visto il tendone del Brianza Rock Festival riempirsi di curiosi, in fila pur di vedere quello spettacolo che per un attimo ha fatto dimenticare a tutti gli headliner.