A Montefeltro tutti a scuola di cinema

0

def-montefeltro-fsf-pennabilli-2016-e1468336663326-700x430Dopo i festival storici di Monaco e Poitiers, anche l’Italia dall’anno scorso, con il Montefeltro Film School Festival, ha la sua kermesse dedicata esclusivamente alle Scuole di Cinema. «L’idea è nata molti anni fa quando dirigevo il San Marino International Film Festival in cui c’era una sezione dedicata alle scuole di cinema. Dopo aver chiuso quell’esperienza, insieme a miei compagni di viaggio, continuava ad esserci a cuore e perciò abbiamo voluto creare questa manifestazione a Pennabilli, un luogo molto famoso per la presenza di Tonino Guerra. C’è una forte liason tra l’ambiente e la sua casa, che noi apriamo durante i cinque giorni del festival. Qui si sono fermati i più grandi registi del mondo, da Michelangelo Antonioni a Wim Wenders, da Andrej Tarkovskij a Theo Angelopoulos», ci ha raccontato il direttore artistico Maurizio Zaccaro. «Poi ognuno di noi proviene, nel bene e nel male (lo dice sorridendo, nda), da una scuola di cinema che non credo che illumini tutto il percorso futuro, ma quanto meno introduce in un settore».

In questi giorni (fino a sabato 23 luglio) il paesino in provincia di Rimini diventa un cuore pulsante di giovani, di tutte le nazionalità, che amano e fanno il cinema.

C’è un aspetto fondamentale che ci teniamo a sottolineare: «I finanziamenti sono esigui, ma riusciamo a sostenere le spese di una trentina di ragazzi che vengono da Russia, Cina, insomma dai quattro angoli della terra e questa è una scommessa visti i tempi che corrono. A me sarebbe piaciuto vedere i lavori di altri ragazzi quando facevo la scuola di cinema, solo allora si girava anche in pellicola per cui i costi erano ancora più elevati. Il confronto è fonte di reciproco arricchimento ed è fondamentale per chi ha vent’anni». È questa vocazione che ha mosso il regista e sceneggiatore Maurizio Zaccaro, coadiuvato dal regista e sceneggiatore Piergiorgio Gay, a dar corpo al  Montefeltro Film School Festival.

Il direttore artistico ci ha svelato di aver «visto delle grandi idee basate sull’autenticità del discorso che mettono in campo e sulla libertà d’espressione, un tasto importantissimo».

Quest’anno potrete vedere trentatré opere di diciotto diversi Paesi: 3 film provenienti dagli USA, 3 dall’Inghilterra, 3 da Israele e 3 dal Belgio; 2 dall’Austria, 2 dalla Danimarca, 2 dalla Francia, 2 dalla Germania, 2 dalla Russia, 2 dalla Spagna e 1 da Albania, Argentina, Croazia, Italia, Messico, Olanda, Polonia e Svizzera. Una varietà di culture e background, oltre che di generi, che assicura senz’altro un’apertura di sguardo e al confronto.emotionheader

A completare il tutto sono previsti eventi speciali come l’anteprima di “Theeb” diretto da  Naji Abu Nowar (film finalista sezione miglior film straniero ACADEMY AWARDS 2016) o “Idealisten” di Christina Rosendahl), masterclass (con Anna Galiena) e reading come quello di Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini o gli Yo Yo Mundi che realizzano, per l’occasione musica live per il film “Sciopero” di Sergej Ėjzenštejn.

Va detto che «se non ci fosse il supporto economico di un privato, un imprenditore locale, Roberto Valducci, non riusciremmo ad esistere. Poi a lui piace molto il contatto coi giovani. Certo ci auguriamo di avere presto un aiuto dalla Regione così come dalla Comunità Europea», ha affermato Zaccaro. Noi non possiamo che rilanciare questo auspicio tenendo conto di quanto i giovani studenti abbiano bisogno di questi luoghi come vetrine, oltre che di scambio umano e professionale.