Cannavacciuolo: “Fuori la politica dalla Rai e dalla tv”

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Non le manda a dire il bravissimo Gennaro, in questa intervista che esorta a combattere l’ostruzionismo culturale della televisione. Che lui definisce “maledetta scatola”, in cui tutto fa spettacolo, anche il Grande Fratello. A scapito dei nostri giovani, ahimé, “che non sanno neanche chi sia Gassman”. Lui, uno dei massimi esponenti e del “bel teatro”, della canzonetta sceneggiata.

Nel suo ultimo lavoro Il Peccato Erotico – divertimento musicale a luci rosa, recital in due tempi di e con Gennaro Cannavacciuolo, l’artista tratteggia uno splendido affresco, comico ma colto, del periodo compreso tra gli anni 1890 e 1940, proponendo le canzoni tipiche del teatro popolare, allora per soli adulti, basate sul doppio senso, l’allusione licenziosa, l’ironia.

I testi rivisitati sono di autori come i celeberrimi  Pisano-Cioffi, Gill, Ripp e di altri popolari che fecero la fortuna della canzonetta sceneggiata. Un recital sentimentale ed elegante che diverte un pubblico dandogli l’occasione di riscoprire gli ingenui meccanismi del ridere, con un repertorio ricco di indimenticabili chicche musicali, che profumano di storia e  di cultura, quella vera.

Raccontami la storia di questo spettacolo che fa Storia.

Questo spettacolo, un po’ come gli altri ultimi spettacoli, nasce qualche anno fa, nel 2000, da un’idea che ho estrapolato dalla trasmissione di Paolo Limiti. Quando mi invitava in studio per farmi cantare quelle canzoni un po’ peccaminose, spinte, gli dicevo “Paolo non me le far fare!”. E lui: “Tu puoi, perché anche le cose più forti con te sono più gradevoli”.  Andavamo in onda verso le ore 14. Quindi ho collezionato un po’ di queste canzonette, e le ho riproposte con questo spettacolo.

Tu hai debuttato con Eduardo De Filippo: davvero troppo forte il contrasto tra il tuo esordio e la scena teatrale odierna.

E’ una osservazione molto difficile per un attore che come me ha cominciato con lui. Ho iniziato come regista, ero uno dei giovani della compagnia del mio caro amico Luca De Filippo. Questa scuola naturale mi ha fatto capire che grandi maestri e grandi uomini come Eduardo ormai non ci sono più. Tutto per colpa della televisione, che ha mischiato tutto nel “grande calderone dello spettacolo”, tra teatro di prosa e Grande Fratello. Maestri ce ne sono pochi, purtroppo.

Come si può allora a creare un nuovo flusso di informazione e cultura che si opponga a tale flusso “negativo”?

Per chi fa questo mestiere è una vera missione: dovremmo tutelare il nostro repertorio, e far sì  che vengano più giovani possibili, per far capire che questa è la base del teatro. Ad esempio, questo repertorio di canzoni che possono sembrare molto frivole ha partorito grandi nomi, come i De Filippo, Totò, Petrolini, sino ai più recenti Sordi, Gassman e Tognazzi. La missione dobbiamo portarla avanti noi, per far capire che il teatro, che sia di prosa o di varietà, è qualcosa molto diverso da quella maledetta scatola.

Quali sono gli artisti che oggi apprezzi particolarmente?

Ce ne sono ben pochi purtroppo, ma mi viene in mente il grande Glauco Mauri, oppure un artista come Umberto Orsini. Però purtroppo sono l’ultima generazione, si contano su una mano. Ci sono anche dei giovani bravi, in cui credo molto, come Massimo Popolizio e Gabriele Lavia. Sì, qualcuno c’è.

Cosa ti piacerebbe fare o vedere in tv?

Mi piacerebbe che si puntasse ai grandi spettacoli musicali, educativi: ultimamente ho rivisto il gruppo storico Quartetto Cetra, che faceva teatro ma insegnava anche la Storia, seppur in maniera leggera. Nella grande “Biblioteca di Studio Uno” si imparava l’Odissea. Ecco, mi piacerebbe una televisione così, ma per raggiungerla occorrerebbe una rivoluzione culturale all’interno della Rai.

Gennaro Cannavacciuolo, Volare, Omaggio a Domenico Modugno. Teatro Dei Comici 16/01/2010. Foto realizzate da Carlo De Gori
Gennaro Cannavacciuolo, Volare, Omaggio a Domenico Modugno. Foto realizzate da Carlo De Gori

Dov’è il problema nella Rai, secondo te?

Sono tutti abbagliati dai topless e dai fili interdentali tra tette e natiche: occorrerebbe cambiare quelle teste. E togliere i politici, che non capiscono un emerito cazzo di teatro e cinema. Occorre rimuovere i capi che sono lì per altri interessi, e mettervi gente competente, come si fa all’estero, per sedersi attorno ad una tavola rotonda e cominciare a ideare spettacoli educativi. Per dire, i giovani francesi conoscono Edyth Piaf, mentre i nostri non conoscono Gassman. Siamo in Italia e ci si dimentica facilmente del nostro passato.

Dove ti possiamo vedere prossimamente?

Siamo a Roma, poi mi sposterò sulla provincia abruzzese. Poi riprenderò un altro cavallo di battaglia, “Volare, omaggio a Domenico Modugno”. Finalmente poi il prossimo anno porterò in scena la vita di un grande italiano, che nessuno conosce, ossia Yves Montand, a 25 anni dalla scomparsa. Debutterò a Roma, farò un grande girò e tornerò a Milano. E lotto, perché comunque è una lotta.

 

4 Commenti

  1. Parole sante! Ho visto 3 volte Gennaro Cannavacciuolo a teatro e in uno sceneggiato e primeggiava su tutti, schiacciante: dovrebbe essere tra le star della migliore televisione . Ma l’Italia non è un paese meritocratico.
    Sig. Cannavacciuolo: dovrebbe tesserarsi con il PD o l’ex PCI, oppure diventare l’amante di qualche potente e soprattutto dire tante volgarità e diventerebbe una star ! Ma Lei è troppo perbene!

  2. Certo, via i politici dalla Rai, ma soprattutto via la politica … che condiziona un’informazione libera, obiettiva, educativa …

  3. parole sante!!! via i politici dalla rai e vari lacche’ e paraculi , ma rimarra’ un dream che non si avverera’ mai fin quando esistera’ la rai

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