“I bimbi? Ci insegnano mentre il mondo si distrugge”

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francescosarcina_ospite2013_featured_894x672«Finalmente ho ripreso la chitarra in mano senza mollarla per tutto lo show. D’altronde nasco come chitarrista!» E’ reduce da un tour di successo Francesco Sarcina. E’ il Femmina Tour, partito dal Campus Industry di Parma con tappe a Pozzuoli, Roma e Milano e che ha preso il nome dal suo ultimo album, il secondo da solista. Un lavoro al cui interno si ritrovano i vecchi suoni peculiari del percorso dell’artista, rock e ruvidi, con sperimentazioni nuove. Un disco pop ma anche romantico, in cui mostra la sua raggiunta maturità artistica e la vena più sensibile. Complice di questa evoluzione anche i recenti cambiamenti – matrimonio e paternità – che ci sono stati nella sua vita privata. Ce lo racconta lo stesso cantante in questa intervista, una sincera riflessione sui figli, la musica, sugli inizi faticosi e su come la gavetta sia cambiata.

Senza dubbio ogni data è diversa dalle altre, è unica. Ma nei suoi live, in genere, c’è un brano che la emoziona di più nel riproporlo?

Sicuramente a seconda del periodo che vivo c’è sempre un brano che mi emoziona più degli altri. Questo giro direi che è Inesauribile, che la si troverà live in una versione diversa del disco.

Femmina è un album rock ma anche molto romantico. In questo cambiamento c’entrano il matrimonio e la nascita di sua figlia: ci racconta meglio in che modo la sua vita privata ha inciso sul suo lavoro?

Spesso la vita privata incide sulle proprie creazioni. I figli soprattutto. Ed il fatto che il mio secondo figlio, arrivato a distanza di quasi 10 anni dal primo fosse una femmina, mi ha decisamente proiettato in un universo diverso e pieno di quesiti. Il primo è come mi sarei rapportato come padre di una futura donna, il secondo sicuramente come l’avrebbe presa il mio primo genito e, per ultimo, in che mondo vivranno e quali difficoltà dovranno affrontare durante la loro crescita .

A proposito di matrimonio e visto il dibattito molto caldo, ha voglia di dirci la sua sulle unioni civili?

Sinceramente tutto questo dibattito non lo capisco. Davanti al vero amore e alla voglia di unirsi non trovo alcuna controversia.

Per il suo secondo album da solista si è affidato per la prima volta ad autori giovani come Ermal Meta, che abbiamo visto di recente sul palco dell’Ariston. Come mai stavolta ha scelto di non fare tutto da solo?

Questo giro non ho fatto tutto da solo perché non potevo. È stata una questione di tempo che non avevo, perché ero a fare il professore ad Amici. Mi son ritrovato in un camerino angusto a scrivere e registrare in tempi molto stretti. La produzione eccelsa di Fabrizio Ferraguzzo includeva anche l’ausilio di collaboratori altrettanto eccelsi come Roberto Cardelli ed Ermal Meta. Mi hanno aiutato con amore e condivisione, ed il fatto di aver scritto così tanto da solo nella mia vita mi ha fatto pensare che a volte è necessario imparare ad ascoltare. In questo caso ho sentito alcune cose meravigliose che nel cantarle mi hanno fatto vibrare.

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Con Ermal Meta ha scritto Benvenuta nel mondo dedicata alla sua bambina. Che tipo di papà è e cosa teme di più per i suoi figli?

Benvenuta nel mondo è una canzone che ho scritto consapevole dell’arrivo di mia figlia, la cosa divertente è che Ermal era appena diventato zio. Abbiamo passato nottate a parlare ed a raccontarci le sensazioni e la magia dei bimbi, di ciò che ci insegnano inconsapevolmente mentre il mondo si autodistrugge. Sono un padre attento liberale ma con valori familiari e a volte severo quando manca il rispetto e l’amore per il prossimo. La cosa che più mi spaventa per i miei figli è la solitudine, il fatto che non siano in grado di apprezzare se stessi nonostante le avversità che inevitabilmente ci saranno, ma che gli serviranno per diventare adulti. Se non si è in grado di affrontare ciò la solitudine è inesorabile.

Lo scorso anno è stato vocal coach di Amici di Maria De Filippi: le è piaciuto fare l’insegnante?

Molto.

Lei, alla stessa età degli allievi della scuola di Canale 5, quali guide musicali ha avuto?

Io a differenza loro ero già in giro a suonare ovunque. Dormivo per strada e non mi spaventava nulla. Erano anche tempi in cui la musica aveva un valore a differenza di oggi, che è solo un mood momentaneo da masticare e sputare velocemente per poi masticarne un altro e così via. Farsi le ossa per strada crea tutt’altra attitudine che diventare famosi attraverso la tv. Ma questi sono i tempi moderni. Tv o YouTube. La strada non c’è più. Ma questo anche perché ci son leggi che limitano molto la diffusione dei live nelle strade e nei locali.

Forse non tutti lo ricordano, ma è stato lei a portare i The Kolors ad Amici. Quando si era accorto del loro talento?

Quello che si ricorda o no la gente è relativo. I The Kolors li ho spesso visti ai miei concerti. Sono dei ragazzi in gamba, che a differenza di molti altri nei talent, hanno fatto la differenza perché sanno cosa vuol dire la strada. Mi hanno sempre ricordato com’ero io a 20 anni. Poi li ho seguiti io nei loro vari concertini in una Milano che non li considerava. Alla fine hanno suonato nel mio locale e il resto lo conoscete, li ho portati ad Amici e hanno spaccato tutto! Purtroppo in Italia non esiste più da molti anni la figura del talent scout, cosa che invece io faccio, a quanto pare (ride, ndr).

Le ho sentito dire che fare musica non è un lavoro ma un divertimento. Ma agli inizi quanto ha dovuto faticare per farsi strada? Le va di raccontarci un episodio OFF della sua carriera?

Si fatica sempre, ma la differenza sta nel quanto si provi piacere a faticare per un qualcosa in cui si crede. Mi ricordo che dormivo con la mia band in un furgone scassato fuori dai locali di tutta Italia per suonare, poi si andava a lavorare come tecnici per band note come Afterhours , Bluvertigo e Verdena. Gli rompevo le scatole per aprire i loro concerti. Ed una volta alla settimana facevo il giro delle discografiche con le canzoni e facevo dei veri e propri agguati. Tant’è vero che molti discografici usavano uscite secondarie per paura di trovarmi lì assetato di risposte. Perché non hanno mai avuto il coraggio di dirti in faccia la verità: Sarcina la tua musica non ci interessa. Preferivano scappare (ride, ndr).

Per concludere, le Vibrazioni potrebbero tornare insieme?

Certamente, everything is possible.