Microcosmi tra antichità e modernità sonora: il ritorno di Gianni Nocenzi

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Gianni Nocenzi_col vert_mrProcede da solista il percorso musicale di Gianni Nocenzi, che non dimentica, però, i compagni di viaggio nell’avventura (condivisa dal 1969 al 1985) del Banco del Mutuo Soccorso. E’ infatti a al fratello Vittorio, a Francesco Di Giacomo ed a Rodolfo Maltese, tutti membri dello storico gruppo romano, che dedica Miniature. Uscito a 23 anni di distanza dal suo ultimo lavoro, il nuovo progetto è il primo in cui il compositore di Marino suona esclusivamente il pianoforte acustico.

La tracklist si compone di sei brani, tutti incisi in presa diretta, ma mantiene l’anima di un Lp – il disco dura circa quaranta minuti –. «Brani diversi, formalmente, dalle grandi stesure – pur frequentate in passato ai tempi delle ‘suites’ del progressive – cionondimeno credo, come succede nelle miniature, con una varietà di microcosmi al loro interno visibili ‘da vicino’ e, nella metafora, al riascolto» spiega Nocenzi. E dire che un ritorno in questo modo il pianista non l’aveva programmato. L’idea è del produttore Luigi Mantovani, che gli propone di comporre nuovi temi per pianoforte, di interpretare e registrare “live” con uno Steinway Grand Piano, realizzando così un “disco antico moderno”. Una proposta inaspettata per il fondatore del Banco, ma assolutamente entusiasmante.

Si mette così subito al lavoro, incidendo Minature in due brucianti session lo scorso febbraio, presso il Forward Studio di Roma. Lo registra con una serie di inedite tecnologie che hanno dato al suono del pianoforte una nuova dimensione e all’ascoltounnamed (1) particolari sensazioni sonore. «Contrariamente alle mie abitudini – ha commentato Nocenzi – lo studio era pieno di amici e collaboratori creando un’atmosfera di happening affettuoso, solidale, per me di grande conforto. Allora ho pensato di restituire a livello audio la situazione registrando ad alta risoluzione e disponendo l’array microfonico proprio sopra la mia testa in modo che l’ascoltatore potesse condividere in seguito la mia stessa prospettiva audio mentre stavo suonando» L’effetto? «In pratica chi ascolterà il disco (soprattutto in cuffia) è come se fosse seduto con me sulla panca del pianoforte percependo nei dettagli le risonanze, i piccoli rumori della meccanica, dei pedali, degli smorzi, tutto quanto di miracoloso dal punto di vista di ingegneria meccanica crea il magnifico suono di un Gran Coda, inclusi i miei errori di esecuzione che ho volutamente lasciato».

Mercoledì 29 giugno, Gianni Nocenzi presenta a Milano, alla Mondadori di Piazza Duomo, alle ore 18, il suo ultimo lavoro dal vivo.