Il colore è spirito, immaterialità, fede e separazione dalla realtà

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IMG_0350E’ in corso fino al 26 giugno 2016, presso il  chiostro del Centro Culturale Don Orione Artigianelli, la mostra che vedrà la presenza dell’ eccelso artista veneziano Arturo Calce. Mettendosi in relazione alla Biennale Architettura che aprirà proprio in quei giorni le porte al pubblico, Calce ha messo a punto un progetto di spazializzazione delle sue opere che si concretizzerà in una forma cubica all’ interno del meraviglioso chiostro nel sestiere di Dorsoduro 909-919, Venezia, di fronte alla Fermata Zattere. 

Arturo Calce è uno che sa organizzare lo spazio: lo si vede subito entrando nel suo piccolo appartamento gioiello nel centro di Treviso. Un rifugio non molto abitato per il suo costante viaggiare, ma non per questo meno vissuto. Mobili nati dalla sua penna, colori azzardati ma armonici, libri, quadri, pezzi di design. Scivoliamo sulla superficie della vita di un uomo in continuo movimento, seguendone il flusso dalla periferia delle scelte al centro della poetica, come un fiotto di sangue che risale le vene verso il centro del cuore.  Quello usato da Calce è un modo di comunicare la realtà nato da un’ intuizione datata 1996: “È stato un incidente di percorso, fino a quel momento avevo sempre dipinto su tele e legno. Un bel giorno mi trovai davanti un pezzo di plexiglas, ci dipinsi sopra qualcosa e poi lo guardai dall’ altra parte. Lì è cominciato tutto”.  Il suo manifesto dell’ immaterialità ha suscitato molto dibattito. L’artista non si deve identificare con nessuna corrente al di fuori dell’ immaterialità:“Il credo dell’artista è la convinzione che l’arte è immateriale e quindi il colore viene visto come spirito e non come materia.  La fede , è nella convinzione che lo spirito è primordiale alla materia.  Solo la mano destra deve essere usata per trasferire il colore sulla materia usata. La razza artistica è appartenere al Dio del colore.  Ogni colore deve essere usato per distinguersi ed essere più vicini alla vastità dei colori estinti. Il credo è che i colori sono proprietà di Dio. Ogni artista immateriale , crede nell’individualismo, nell’ordine , nella morale e nella cultura per la consacrazione del nuovo impero dell’ immaterialità. L’artista immateriale, crede che l’arte non può vivere in eterno perché di eterno c’è solo l’eternità”. calce_arte

Le pareti della nuova mostra  “Little Qube Flat” di Calce sono una barriera di colore che separa dalla relazione orizzontale con chi ti circonda, per proiettarti verso i poli opposti della terra e del cielo. Un’opera da vivere e da abitare, nel tempo effimero di un accadimento veneziano, pregna della stessa idea di cubo, simbolo di resistenza, stabilità e realizzazione completa.  Componendo insieme i pannelli di plexiglas che costituiscono il supporto scelto dall’artista per le sue opere, viene a edificarsi uno spazio/casa che può compiere la duplice funzione di luogo dell’ osservazione e di rifugio.  Il cubo, verrà diviso durante il finissage nei suoi 36 componenti, che saranno poi venduti come multipli al pubblico presente. Un modo per sottolineare il valore effimero e al contempo concreto dell’ opera d’ arte.