Manazza, l’alchimista del colore che sperimenta la forma

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Dall’8 giugno 2016, alla galleria Robilant+Voena di Milano c’è “Untitled” di Paolo Manazza.
La mostra presenta alcuni dei più recenti lavori pittorici dell’artista milanese che nasce giornalista di economia dell’arte e critico d’arte ma che rivela il sé pittore in maniera sorprendente nel 2008, nella sua prima esposizione presso la Fondazione Maimeri.
La sua pittura, se da un lato pare essere composta di opere che nascono da un flusso di coscienza automatico completandosi da sole, dall’altro rivela un atteggiamento di ricerca: quella del significato del colore, e del suo rapporto nei confronti della forma.
Questa ricerca non appare però razionale, ma piuttosto emotiva. L’arte di Manazza riesce infatti a realizzare l’obiettivo auspicato da Kandinsky, ovvero quello di emozionare; e nei suoi accostamenti cromatici pare creare vibrazioni che si muovono in una dimensione profonda e spirituale, aprendo al mondo trascendente e facendo così proprio il messaggio dello stesso Kandinsky, ma anche di Rothko.
Untitled resterà alla Robilant+Voena fino all’8 luglio 2016.