Se l’Occidente è condannato al Porno

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Tra i luoghi comuni che si ripetono più spesso per descrivere la società occidentale contemporanea ve n’è uno particolarmente falso: la vulgata secondo cui staremmo vivendo in un’era “post-ideologica”. I mostri totalitari del Novecento sono stati sconfitti e l’umanità sorta dalle rovine del muro di Berlino sarebbe dunque caratterizzata da un grado di libertà di pensiero mai sperimentato prima. Fabrizio Fratus, sociologo, e Paolo Cioni, eminente psichiatra che si ricorderà specialmente per “Euroschiavi”, intaccano questa presunta verità svelandoci le ombre di uno dei principali capisaldi dell’impianto ideologico contemporaneo.

Godere: un verbo che rappresenta uno dei dogmi più radicati nelle ansie e nelle frustrazioni dell’umanità occidentale, orizzonte ideale di ogni agire. Un vero imperativo categorico di cui l’industria pornografica è l’emblema più immediato: basti pensare che il circolo di affari legato al porno si aggira sui 57 miliardi di dollari l’anno, con oltre 4,2 milioni di siti hard consultabili e più di 372 milioni di contenuti presenti sul web.

Ebbene, senza scadere in un facile moralismo, ma anzi adottando piuttosto uno stile ironico e scanzonato, L’ideologia del godimento (Circolo Proudhon Edizioni, pp. 130, 13,00 euro) ci trasporta all’interno di questo mondo mostrandoci l’impatto culturale che ne è scaturito. Ciò che emerge infatti dall’analisi condotta nel libro è che esiste un nesso causale molto forte – Cioni ci spiegherà, tra l’altro, cosa avviene sul piano chimico in un cervello dipendente da porno – tra la diffusione fuori controllo della pornografia e la crisi di coppia, un fenomeno che sta dilagando inesorabilmente nella nostra società. Basti pensare ai sempre più preoccupanti dati relativi ai tassi di natalità fra le popolazioni europei: una realtà che rispecchia il crescente disagio verso la sessualità da parte dei giovani.

eros

Pornografia è infatti sinonimo di masturbazione, l’attività individuale per eccellenza. Una combinazione che si sposa perfettamente con l’ideologia dell’individuo assolutizzato, vittima dell’illusione di poter bastare a se stesso: caratteristiche che mai come oggi sono spinte dalla comunicazione mediatica, spesso proprio attraverso immagini che richiamano la pornografia, per stimolare l’appetito sessuale del fruitore. La nostra è quindi una società saturata dal sesso, inteso come ideale costruito sull’immaginazione, il cui scopo è la ricerca del piacere fine a se stesso.

Non può quindi scandalizzarci la tesi provocatoria presentata da Fratus: la pornografia crea dipendenza e si alimenta di fantasie sempre più spinte, che allontanano il sesso dal semplice rapporto uomo-donna trasformandolo in piacere puro, estensibile a qualunque tipo di rapporto. Il risultato è una visione totalmente falsata del sesso e della sessualità, in cui l’individuo si auto-reclude in una gabbia fatta di immagini e di aspettative irreali che contribuiranno ulteriormente alla crescita delle sue frustrazioni.

L’ideologia del godimento è un libro che tratta di un argomento fin troppo presente nel mondo in cui viviamo, dandocene però una prospettiva totalmente differente, di cui potrà fruire solo chi sarà disposto a mettere in discussione i propri preconcetti sul tema. Corredato da dati oggettivi ed esperienze di vita reali (si pensi a quella di Michael Glatze, ex co-fondatore di “Giovani gay in America”), questa nuova pubblicazione edita dal “Circolo Proudhon” si pone come lettura assolutamente irrinunciabile per chiunque voglia addentrarsi nella selva culturale della nuova ideologia occidentale.

5 Commenti

  1. la pornografia è in gran parte il risultato della impossibilità di accedere al sesso classico da aprte di moltissime persone in società superstressate che apparentemente garantiscono sesso a tutti ma in effetti lo rendono difficile . Viviamo male … la ragazzotta milanese passa gran parte dell’anno stressatissima , indaffaratissima … ma si concede a pochi fino alle vacanze quando si rilassa e diventa erotomane x 15 gg con l’animatore . …x poi ritornare algida in casa …

  2. Il sesso fine a se stesso è come una droga: all’inizio lascia un notevole piacere, ma poi quando questo passa cosa resta? la desolazione interiore. Alla fine si rischia di non essere più in grado di amare.
    E poi il sesso come palliativo ai problemi sociali quali solitudine è ancora più desolante.

  3. Tutto questo,,dimostra che,la maggioranza degli Uomini,sono Normali e che sono quelli che rifiutano le Donne e la Gnocca ad essere Malati!!!

  4. Perfettamente d’accordo.. la società occidentale in crisi enorme… e il papa se ne frega e pensa ai migranti… invece di dire cosa bisogna fare e tornare alla morale all’etica , ai doveri ….

  5. “Il risultato è una visione totalmente falsata del sesso.” E quella giusta quale sarebbe?’

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