A Palmira, con la purezza della musica, ritorna la civiltà

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Un concerto tra le rovine dell’antico teatro di Palmira. Le note di Bach e Prokofiev a sciogliere il male assoluto, per ristabilire il contatto ed onorare i caduti siriani. Celebrare il sangue di eroi moderni. La dolcezza, la purezza dell’armonia. Quel che deve essere mancato di più a Palmira negli ultimi mesi, assordata dal suono dei Kalashnikov, dalle deflagrazioni, dalla distruzione della civiltà, lì posta per secoli.

Palmira la liberata, Palmira la romana, Palmira, triste simbolo della fine, del male dell’Isis, diviene delicato emblema dell’inizio, di un nuovo inizio. Cosa di meglio se non la musica per ricondurre l’antico teatro ad un’anima? C’era fretta di riappropriarsi dell’armonia, in questo grande e angoscioso caos. In uno scenario surreale – il sito, infatti, è protetto dall’esercito russo e gli elicotteri volteggiano intorno alla città, come riporta l’Ansa – l’orchestra filarmonica del teatro Marinski di San Pietroburgo ha suonato nell’antico teatro di Palmira, nel cuore dell’area archeologica maledettamente sfregiata dall’Isis. Anche il presidente russo Vladimir Putin si è collegato da Mosca in video conferenza. Presenti il ministro della Cultura russo, le truppe russe, siriane e i rappresentanti dell’Unesco, di vari Paesi.

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1 commento

  1. Grazie ad Israele e agli americani che per la cultura danno sempre il c……il meglio….erano loro,forse,quelli seduti nelle poltrone in prima fila per dimostrare che loro ‘ci sono sempre’ come Netanyahu a Parigi per ‘Charlie’?

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