Il disegno, dal Cinquecento alla contemporaneità, un’esigenza di conoscenza

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Massimo Pulini
Massimo Pulini

L’azione che prende forma. L’intuizione che forgia la realtà. Il disegno è l’arte che attraversa le arti. Il segno. Lo schizzo del genio. Paul Klee pensava che “il disegno è l’arte di condurre una linea a fare una passeggiata” e di questo girovagare per i secoli e il mondo Rimini torna a raccontarne la storia con la seconda edizione della Biennale del Disegno, dal 23 aprile al 10 luglio. La città felliniana apre i suoi spazi a più di 180 artisti, 2000 opere, 29 mostre di cui una ne contiene in realtà 50: è il Cantiere Artistico, in “scena” nell’Ala Nuova del Museo, una maxi cornice sui contemporanei, fra cui l’illustratore Ericailcane.

Direttore artistico della Biennale è l’assessore alla cultura del Comune di Rimini Massimo Pulini, artista e critico d’arte. Per oltre due mesi Rimini diventa capitale del disegno e quest’anno sceglie come tema “Profili del mondo”, un viaggio da Guido Reni a Francis Bacon, da Chini a Sironi, da Federico Fellini ad Andrea Pazienza, passando da Tiepolo a Boccioni, da Schifano a Fontana. Il Museo della Città, il Teatro Galli, Castel Sismondo e la Far – Fabbrica Arte Rimini, a cui si affianca una costellazione di luoghi satellite della città, diventano scrigno di questa visione creativa.”E’ un attraversamento dei secoli dal Cinquecento alla contemporaneità – conferma Massimo Pulini – un itinerario in cui cerchiamo similitudini e stridori”.

Qual è la forza artistica di questa rassegna?

“L’idea è quella di rappresentare il disegno in un’esigenza di conoscenza, guardando quindi dalla zoologia alla botanica alla geografia, arrivando allo stesso tempo ai caratteri più narrativi, dalla conoscenza al racconto, quello della natura e dell’umano paesaggio, scandagliando l’uomo”.

Quali artisti sono in scena?

“Sono sicuramente interessanti le monografiche di Fabio Orlandi e Galileo Chini, presenti anche Gaetano Gandolfi così come Giuseppe Stampone. Il Teatro Galli ospita una mostra su Andrea Pazienza con circa 80 opere”.

Una perla?

“Molto bella l’esposizione sull’800 milanese “Cenacolo Belgioso” nel Foyer del Galli, con ritrattistica e caricature del periodo post risorgimentale, tra gli illustratori di spicco ci sono Beltrame, Palanti e Pagliano”.

Qual è lo stato di salute del disegno oggi?

“Ha una grande tenacia e resistenza. Lo paragono al filo di una ragnatela, ha la stessa forza. Anche in periodi storici in cui la pittura era in disuso, il disegno ha sempre accompagnato la creazione. E’ il primo specchio dell’anima di un artista”.

E questo specchio, che continua a riflettere intuizioni e capolavori, svela a Rimini l’intimità più profonda, tormentata, nascosta e geniale della storia dell’arte.