Con Sgarbi la follia arriva a Catania

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“…Un repertorio, senza proclami, senza manifesti, senza denunce. Uomini e donne come noi, sfortunati, umiliati, isolati.” (Vittorio Sgarbi)

L’altro lato della medaglia, spesso celato, volentieri dimenticato, viene riproposto come protagonista in questa mostra curata da Vittorio Sgarbi.

Il Castello Ursino di Catania ospiterà dal 22 aprile al 23 ottobre 2016 il “Museo della Follia”, mostra in itinere ospitata fino al 10 Gennaio del 2016 presso il Palazzo della Ragione a Mantova. L’esposizione mette insieme oli, sculture e disegni di Antonio Ligabue, dipinti del pittore Pietro Ghizzardi, sculture di Cesare Inzerillo e centinaia di opere sulla pazzia create dal 1600 a oggi.

 La collettiva sembra essere inizialmente l’ennesimo pretesto per denunciare i crimini commessi nei manicomi, in seguito ai quali ne fu disposta l’abolizione in tutto il territorio italiano. Tuttavia, messe da parte le intenzioni politiche, rimane impresso l’interessante studio che si fa di un lato che il mondo dell’arte, in tutte le sue sfaccettature, conosce piuttosto bene.

L’esposizione è una coproduzione del Comune di Catania con il Centro Studi & Archivio Ligabue di Parma presieduto da Augusto Agosta Tota, Fenice – Company Ideas e vede il patrocinio del Mibact.

Il percorso dell’esposizione si divide in sezioni: la prima è dedicata alle sculture di Cesare Inzerillo e si intitola “Tutti i Santi”, pazienti dottori e infermieri, ridotti a mummie; la seconda si intitola “La griglia” e consiste in novanta ritratti di pazienti ritrovati all’interno delle cartelle degli ex manicomi d’Italia, disposti lungo 12 m e contornati da una suggestiva luce al neon. La sala dei ricordi è la terza sezione e consiste nella raccolta di decine di oggetti abbandonati, libri sul tema della follia, farmaci abbandonati ed effetti personali dei pazienti. Nella quarta sala viene proiettato il video “Linea diretta – discussione su legge 180” e “X-Day. I grandi della scienza  “Franco Basaglia”. Anche la quinta sala proietta un video, questa volta si tratta di un video denuncia sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. L’ultima sezione, ma non per importanza, è costituita da una grande mostra dedicata a due artisti: Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi, entrambi esponenti dell’arte naïf, eppure diversi nella loro unicità.

Ghizzardi dipingendo uomini e donne in serie rispecchia la fragile condizione umana, ogni ritratto rappresenta le diverse psicologie umane. Ligabue d’altro canto raffigura un mondo popolato solo da animali attraverso i quali sprigiona un senso di rabbia e di conflitto con il mondo che solo con la pittura riesce a risolvere.

Inoltre la mostra è corredata da centinaia di opere fra sculture dipinti e fotografie figuranti il tema della follia, dal 1600 ad oggi.

La mostra di Sgarbi, oltre al tema dei manicomi in Italia mette alla luce un tema molto interessante nel mondo dell’arte, ovvero quello delle malattie mentali e come queste abbiano nel bene e nel male influenzato le opere di alcuni fra i più grandi artisti della storia, per citarne alcuni: Francisco Goya, Edward Munch, Vincent van Gogh, e la depressione di Monet e De Chirico.

Il lavoro del museo vuole far convivere il dolore dei pazienti dei manicomi con quello degli artisti, levando però attenzione alle opere che gli stessi hanno prodotto tramite le allucinate visioni espressione del loro genio creativo puro ed autentico e che dovrebbe rimanere libero da “accessori commerciali”.