Per Al Pacino a Napoli 700.000 euro e per i teatri?

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Una proposta che non si può rifiutare, in perfetto stile Corleone. Non la testa di un cavallo morto, bensì 700mila euro. A tanto ammonta il cachet che spetterebbe ad Al Pacino per due serate al Napoli Teatro Festival Italia. Soldi pubblici sufficienti a tirare avanti un teatro per un anno, o una piccola compagnia per un lustro.

Da liberali, però, non ci spaventano i super ingaggi se il mercato li sostiene. Solo che i conti non tornano: ipotizzando il massimo successo per i due dialoghi-intervista previsti all’Arena Flegrea (capienza 10mila posti), si arriva a 20mila paganti. Prevedendo ulteriori uscite, per raggiungere il break even, i biglietti devono costare di media almeno 70euro.

Siamo sicuri che 20mila napoletani siano disposti a sborsare da 30 a 250 euro per assistere a un talk-show? E’ giusto che il pubblico si assuma questo rischio, o è meglio che usi in modo meno spettacolare le proprie risorse lasciando ai privati questo tipo di operazioni? Franco Dragone, regista e direttore del NTFI, è legato al Cirque du Soleil. L’operazione Expo nel 2015 non è andata benissimo: mentre i teatri milanesi non hanno preso 1 euro alla compagnia canadese sono stati dati 8,5 milioni di euro pubblici, Expo ne ha incassati meno di 7. Qualcosa non quadra…

6 Commenti

  1. egregio crespi , le chiedo scusa , per lo scambio di persona(in questo caso devo anche chiedere scusa a spirli) ma quando ho letto il titolo ero molto incavolato , è ovvio che dopo le scuse non rinnego niente del mio post , per che credo che la mia città stia subendo un accerchiamento , e so molto bene il per che di tutto ciò .

    • Sono con lei. Mi chiedevo, in modo retorico, se i napoletani fossero disposti a sborsare 700 mila euro in biglietti per assitere a due talk show di Al Pacino. Credo di no. Ma se anche fosse, mi piacerebbe – da liberale – che l’investimento/rischio come succede per i grandi concerti fosse a carico di un’impresa privata e non con soldi pubblici. Se un manager dello showbiz è convinto che Al Pacino sbiglietta da ottenere un cachet così alto, ben venga, produca lo spettacolo, assumendosene il rischio, affittando l’arena e pagando l’attore. Ma un festival finanziato con soldi pubblici deve, secondo me, porsi il tema di cosa è cultura e cosa no. Due talk show con Al Pacino, manco fosse Socrate alla prese con la maieutica, che tipo di cultura sono? Che miglioramento portano a Napoli? boh

  2. se fossi de luca (persona a me non simpatica politicamente)denuncerei questo signore che ha firmato questo pezzo e che si definisce giornalista , de luca la settimana scorsa ha rifiutato di avallare questa sconcezza e per tanto l’articolo è falso (per che è stato scritto dopo che de luca aveva deciso che non si dovevano buttare questi soldi per al pacino) e fuorviante .ma il sig. spirli dalle calabrie , da vero “malanese” deve ingraziarsi i suoi nuovi concittadini .

    • Caro Giovanni,
      essendo OFF una pagina settimanale cartacea, l’articolo viene scritto qualche giorno prima dell’uscita. Nel mentre il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha posto il veto, sul quale concordiamo. Tra l’altro, noi criticavamo l’idea del direttore artistico Franco Dragone di chiamare Al Pacino offrendogli un cachet di 700 mila euro, mentre non entravamo minimanente nel tema politico, bastandoci di porre domande sul come fare e finanziare il teatro. Il nostro ragionamento fila anche se poi Al Pacino non verrà, e anzi fila proprio perché De Luca ha posto il veto. Ultimo: il nostro valido collaboratore Nino Spirlì, questa volta non c’entra nulla, essendo l’articolo firmato da me.

  3. Con tutto il rispetto che ho per Al Pacino, anzi ne vale molto di più però tutto questo quando si possono spendere e questo non è il momento.Se potessimo farlo sarebbe un mio ideale, buttare i politici non nei cassonetti dell’immondizia come hanno fatto alcuni cittadini di uno staterello che non ricordo bene, forse è la Moldavia ma direttamente nella nei camion dove si stritola l’immondizia,il problema è che non abbiamo gli spazi per farlo pur avendo molta volontà,quei sigg.politici sono troppo protetti.Ma credo che continuando così, un giorno i nostri figli o nipoti ci riusciranno.

  4. Perché meravigliarsi ? Accade in una città amministrata dalla SINISTRA. É normale allora lo spreco di soldi pubblici…
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