Il pathos mitico del Venerdì Santo negli scatti di Di Gennaro Sclano

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Il venerdì santo non è solo uno dei giorni più suggestivi all’interno della ritualità della settimana Santa. È il giorno di festa per eccellenza. Molti banalmente credono l’esatto contrario non accorgendosi che il sangue versato da un solo uomo è vino versato perché la festa inizi e continui nei secoli dei secoli.

Il momento solenne della morte di Cristo diviene propedeutico per l’esplicitarsi del vero mistero del cristianesimo, cioè la resurrezione del Messia. Essa è l’atto originario con il quale è stato inaugurato nuovamente l’ordine dell’essere e della vita, come fosse una “seconda creazione”, resa possibile dal Risorto, non fuori del tempo ma nel tempo. È infatti accaduta di notte, in una notte santa, in cui l’atroce bagno di sangue della crocifissione si è trasformato in un lavacro di rigenerazione.

Per il credente l’intera settimana Santa diviene il fulcro del suo credo e le comunità cristiane palesano la loro devozione nei riti e nelle liturgie, rendendo i giorni della passione un’esperienza identitaria di fede e cultura senza precedenti e simili nella storia e nel mondo.

L’isola di Procida è sicuramente uno di quei luoghi in Italia più indicati per sentire l’antica e remota sensazione di un venerdì veramente santo, sia per l’alta partecipazione popolare che per la carica sentimentale dei partecipanti alla processione dei misteri.

I volti dei fedeli segnati da un patos mitico, la carica emotiva che scaturisce dal lento incedere della processione nella cornice magnifica dell’ambiente naturale isolano, sono gli elementi dominanti e fondativi della mostra fotografica di  intitolata “I volti della Passione”. Egli si fa interprete del fascino misterico che impregna i riti del venerdì santo procidano e lo fa attraverso la sensibilità, non di un artista, ma di un discendete fedele di quella scheggia di terra che sin da bambino ha percepito come luogo della propria origine.

Attraverso la fotografia, l’autore vuole rendere anche noi spettatori partecipi di tanta intima religiosità e consci del senso di comunità che traspare dai volti dei tanti giovani e anziani che insieme partecipano al rito sacro, invitandoci a comprendere il vero mistero della festa.

Il Sottosegretario ai Beni Culturali all'esposizione
Il Sottosegretario ai Beni Culturali all’esposizione

La mostra è stata inaugurata il 19 marzo scorso, presso la Chiesa di Santa Margherita a Terra Murata, alla presenza del Sindaco di Procida Avv. Raimondo Ambrosino, del Sottosegretario ai Beni Culturali dott. Antimo Cesaro. Essa rappresenta una chiara testimonianza dell’enorme vastità e profondità del patrimonio culturale italiano, capace di resistere alle spinte titaniche del materialismo, del secolarismo e del progressismo a tutti i costi, che ci ha resi inconsapevoli del patrimonio spirituale e identitario in nostro possesso.