Il guardaroba del mondo è in scena a Torino

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Foto di Clifton R. Adams

Palazzo Madama ospita la mostra “Fashion. Moda e stile negli scatti di National Geographic“, a cura di Marco Cattaneo e della redazione di National Geographic Italia , in allestimento in Corte Medievale fino al 2 maggio 2016.

Il percorso fotografico racconta attraverso 62 immagini la storia del costume, sorprendente e maestosa. Ad essere indagato è il significato storico e culturale dell’abito e dell’ornamento. I confini geografici sono sfumati dalla moda, che cuce insieme tempo e spazio. Suggestivi accostamenti fotografici illustrano come le capitali fashion – Milano, Parigi, Londra e New York – hanno aspetti in comune con le praterie dell’Oregon, i villaggi africani, i templi giavanesi o un pranzo in Giappone.

Accessori, gioielli e vestiti tradizionali evidenziano l’appartenenza sociale, il credo religioso e le provocazioni, ma anche le contaminazioni che da Oriente irrompono sulle passerelle delle sfilate. Ironia e devozione, effimero ed eterno sono intrecciati nei ricami preziosi, nei colori e nei tessuti.

Immagini realizzate da 36 maestri dell’obiettivo di National Geographic, tra cui Chris Johns, William Albert Allard, Stephen Alvarez, John Chao, Jodi Cobb, Greg Dale, Tino Soriano, Maggie Steber, Luis Marden.

George Simmel scriveva che “La moda è contemporaneamente essere e non essere, si trova sempre sullo spartiacque fra passato e futuro e ci dà, finché è fiorente, un senso del presente così forte da superare in questo senso ogni altro presente“. Ed è un eterno presente quello in mostra a Torino, dove si riflette la continua trasformazione e ripetizione della moda. Incanta il primo piano della bocca di una geisha, mentre mangia con le bacchetta un pezzo di tofu. Il labbro inferiore dipinto di rosso si contrappone a quello superiore, bianco come porcellana. Un contrasto sensuale che esalta le bacchette ebano. Un attimo “fermato” a Kyoto da Chris Johns, nel 1983, sembra una pagina strappata da una rivista. Sono invece conchiglie, campanellini e riproduzioni di guanti in miniatura a decorare nel 1958 i cappelli di due eleganti donne, spettatrici di una regata alle Bahamas. Ironici dettagli raccontati da Anthony B. Stewart. E, ancora, catturano l’attenzione i copricapi di una mamma e un bambino del Laos, seguiti nel loro cammino da W.E. Garrett, così come quelli di due donne negli anni Trenta in Grecia, ispirati agli elmi dei guerrieri, visti da Maynard Owen Williams. E’ un maxi cappello di paglia colorata intrecciata, tipico del Texas, a incorniciare il volto e il corpo di una sorridente ragazza nel 1939, nello scatto di Luis Marden. Si vola invece in Florida con Clifton R. Adams, è il 1929 e sulla spiaggia il fotografo immortala un gruppo di donne in posa. I look sfoggiati sembrano ispirare le collezioni pensate per il 2016: stampe colorate, quadrettoni rossi e bianchi in omaggio al Belpaese e pantaloni dritti e larghi, “cugini” dei cropped pants, tendenza boom invernale che li vede tagliati alla caviglia.

“Fashion” mostra come lo stile racconti le contaminazioni, il desiderio di adornarsi, di apparire e di sedurre. Durante una festa tradizionale in Papua Nuova Guinea, sul palco di Miss Universo o al Casinò di Venezia.