Schütz, Scheler e l’ordo amoris

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Max Scheler

Prosegue la pubblicazione di testi di fenomenologia da parte di Morcelliana, raffinato editore bresciano che mantiene viva l’eredità di Edmund Husserl e dei suoi pregiati allievi.

Alfred Schütz
Alfred Schütz

Ora è la volta di Max Scheler. Epistemologia, etica, intersoggettività, scritto da un filosofo del calibro di Alfred Schütz (pp. 228, € 17.50). Tra i due correva una generazione intera, hanno condiviso l’origine ebraica, l’essere cresciuti intellettualmente nella scia di Husserl e una morte prematura. Scheler era considerato il maggiore filosofo tedesco per le indagini sulla persona e sulla sfera affettiva, è infatti noto per la teoria dell’Ordo amoris. Fu influenzato da Brentano, ma fu soprannominato il “Nietzsche cattolico” da Ernst Troeltsch per aver rivisto molte idee nicciane nonostante la conversione al cristianesimo.

Di Schütz, padre di un pensiero influenzato dal pragmatismo americano aperto alla sociologia, 80722in questo libro sono raccolti i tre saggi dedicati a Max Scheler, in cui “rovescia il punto di vista di Husserl sull’intersoggettività in direzione del “noi-centrismo” di Scheler, per metterne in luce lo studio degli atti sociali degli individui. L’uomo si dà nel rapporto con gli altri esseri umani. La socialità è centrale in entrambi i pensatori, che in qualche modo sono stati precursori della sociologia. In Tiresia Schütz paragona la persona a uno spettatore a teatro, intenta a osservare il dramma della sua vita sapendo che rivelerà il suo senso solo a fine spettacolo. Gli resta solo da aspettare e vivere, nella speranza di intuirne il significato attraverso la sfera religiosa e metafisica.