Simone Cristicchi: “Fui minacciato per il mio spettacolo sulle Foibe”

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Simone Cristicchi

Uno spettacolo in scena da tre anni, successi in tutt’Italia per Simone Cristicchi con Magazzino 18 (qui il link alla pagine facebook della piece). Segno che in giro c’è voglia di uno spettacolo che è anche ricostruzione storiografica fuori dalla vulgata. Fatta di coraggio, documentazione e pochi peli sulla lingua. 
In occasione del Giorno del Ricordo riproponiamo un’intervista cult a Cristicchi. In cui si parla dello spettacolo, e dei non pochi ostacoli, e ostracismi, che ha trovato. 

LEGGI LO SPECIALE “IL GIORNO DEL RICORDO PER ROMPERE IL SILENZIO”

In questi ultimi anni stai raccogliendo il testimone di Giorgio Gaber, porti in tournée in tutta Italia i tuoi spettacoli di teatro-canzone. In questi giorni sei in scena con “Magazzino 18″, uno spettacolo sulla tragedia delle Foibe che è al centro di polemiche secondo me vergognose. Che cos’è il Magazzino 18 e che cosa ti ha spinto a raccontare questa pagina tragica della storia d’Italia?

Magazzino 18 è un luogo realmente esistente che si trova nel Porto Vecchio di Trieste, un hangar dove venivano messe le merci delle navi in transito; in questo magazzino n. 18 si trovano invece le masserizie degli esuli istriani, fiumani e dalmati, che all’indomani della Seconda Guerra Mondiale furono costretti ad abbandonare le loro terre. Sono oggetti di vita quotidiana – letti, armadi, cassapanche, foto, ritratti – che ci raccontano una tragedia cancellata per tanti anni dalla storia e dalla memoria, io la chiamo “una pagina strappata dai libri di storia”. Ogni oggetto racconta la storia di una famiglia, di un vissuto, di un tessuto sociale strappato e mai più ricomposto. Con questo spettacolo ho cercato di ricomporre la loro storia dimenticata e di raccontarla a chi, come me fino a pochi anni fa, non ne era assolutamente a conoscenza.

È una pagina nascosta per 50 anni dai libri di storia, una cosa vergognosa. Come ti spieghi questo dividere ancora i morti in ‘morti di serie A’ e ‘morti di serie B? È vero che hai ricevuto delle minacce perché metti in scena uno spettacolo sulle Foibe?

Lo spettacolo in realtà non è soltanto sulle Foibe, che sono un piccolo capitolo di una storia più complicata. Le persone che mi hanno criticato sono di estrema destra e di estrema sinistra, nessuno si è sottratto alla lapidazione di chi cerca di fare giustizia, di dare voce a chi non l’ha avuta per tanti anni; tutte queste critiche sono arrivate da persone che non hanno nemmeno avuto il buon gusto di vedere lo spettacolo, quindi mi scivolano addosso.

Non capisco perché ti attacchino sia da destra che da sinistra…

Da sinistra perché è uno spettacolo “da fascisti”, da destra perché probabilmente avrei dovuto essere più incisivo in alcuni particolari di questa storia, quando invece il mio spettacolo vuole tendere a una pacificazione tra le parti e forse invece alcuni esponenti dell’estrema destra non cercano il dialogo. Ancora oggi, a distanza di tanti anni, non accettano alcune cose e cercano sempre lo scontro. Non ho scritto questo spettacolo con Ian Bernas per creare ulteriori scontri e offese a questa gente.

La tua è sempre stata una musica di denuncia, ho sempre i brividi quando ascolto “Ti regalerò una rosa”. Tornando a un tema che hai affrontato anche in un tuo spettacolo, chi sono oggi i veri pazzi della nostra società?

Probabilmente i veri pazzi sono i sognatori, quelli che credono che oggi si possa rifare una nuova Italia e cambiare un po’ il mondo, con una partecipazione attiva alla vita politica e sociale. I veri pazzi sono quelli che continuano a sognare e che non si lasciano soffocare da tutto quello che sta accadendo in questo momento.

Tu sei sempre rimasto OFF, anche dopo il successo hai sempre imposto una tua linea artistica e autorale precisa fregandotene del mercato ufficiale, sei perfettamente in linea con il nostro magazine. Che consiglio ti senti di dare ai giovani artisti che cominciano questa carriera e che ci leggono su ilgiornaleOFF?

Il consiglio che posso dare è quello di coltivare una curiosità per il mondo senza avere delle ideologie preconcette, di affidarsi all’istinto perché molto spesso ci guida verso mete a cui non avremmo mai pensato, come è successo a me: sono passato dal fumetto alla canzone, poi dalla canzone al teatro e alla scrittura. Bisogna mantenere le antenne puntate e presentarsi al grande pubblico con una maturità quasi già acquisita, non arrivare da debuttanti e sentirsi però debuttanti sempre, per tutto il proprio percorso.

13 Commenti

  1. uno che cantava “Voglio essere come Biagio Antonacci” non dovrebbe avere credito…

  2. x straight …ci sono i morti ma anche i vivi ! e tu che vedi solo morti non sai capire da dove vieni e chi sei. Non so come tu possa pretendere di dare lezioni di storia. tu che di certo sei uno di quelli che vorrebbero cancellare questa ignominia con ….” così è la guerra!” Ma dalla memoria collettiva in cui vi siete rifugiati vedete crollare l’ ideologia che vi ha sorretto per anni. e che vi ha fatto giustificare qualsiasi abominio.

  3. Ma perchè ipocritamente fingiamo ancora di indignarci? Ma se della vigliacca invasione delle cavallette piemontese verso il Regno delle Due Sicilie ancora non si dice niente nei libri di storia, dei Militari sciolti nella calce nel lager dei criminali di guerra piemontesi a fenestrelle, delle vigliacchi stragi di Ponteladolfo e Casalduni, Auletta etc etc!!! fingiamo ancora di indignarci per delle centinaia di morti delle Foibe?! Ma di quale itaglia si parla, dello stato? Perchè la nazione non esiste!

    • a proposito delle stragi che citi, furono una rappresaglia a quanto descritto qui di seguito! Perchè non raccontate la storia per intero? Si parla di un reparto di 40 bersaglieri, alc omando del Tenente Bracci mandati a controllare il paese dopo che già 4 ufficiali erano stati uccisi da BRIGANTI!!

      « Il tenente Bracci fu torturato per circa otto ore, prima di venire ucciso a colpi di pietra. La testa gli fu tagliata e venne infilzata su d’una croce, posta nella chiesa di Pontelandolfo. Una sorte analoga toccò a tutto il suo reparto, i cui soldati finirono uccisi a colpi di scure, di mazza, dilaniati dagli zoccoli di cavalli ecc.

      Sei militari, già gravemente feriti, furono massacrati a colpi di mazza. Un cocchiere si segnalò per il suo comportamento, facendo passare e ripassare dei cavalli al galoppo sopra i corpi dei soldati, alcuni moribondi, altri solo feriti ma impossibilitati a muoversi perché legati. Fu allora inviato un altro reparto militare, questa volta di ben maggiore forza, comandato dal tenente colonnello Pier Eleonoro Negri e costituito da 400 bersaglieri. Quando entrarono a Pontelandolfo, il 14 agosto del 1861, questi soldati, che già sapevano della strage dei propri commilitoni arresisi, videro che i loro stessi corpi erano stati smembrati ed appesi dai briganti come trofei in diverse parti della località, con il capo mozzo del tenente Bracci che era stato conficcato su d’una croce, come si è detto sopra. »

  4. Ma non lo sa, il cantautore in un REGIME DI TRADITORI MISTIFICATORI, ANTI ITALIANI, COMUNISTI-CATTO, (i ladri costituenti il regime) le verità vanno bandite o meglio………INFOIBATE, altrimenti loro come farebbero a RUBARE IMPUNEMENTE e IMPUNEMENTE MISTIFICARE, con il loro tira piedi VERITA e STORIA, un loro master by,STALINISTA dal 47……Che ancora ci ammorba, fetido come il BOTTINO!!!!

    • itagliani prima di piangere sulle foibe ricordatevi di Pontelandolfo, Casalduni, Auletta, etc etc

  5. eccolo il motivo per cui ci dobbiamo vergognare del nostro passato! Ma la sinistra italiana che cooperò con Tito nell’ assassinio di tanti nostri fratelli con che pudore può essere ancora in vita e proporsi al governo? Vergogna e disonore sono il terreno su cui essa pretende di costruire futuro del Paese. Nemmeno i nazisti si sono coperti di tali nefandezze. Anche nella sconfitta il loro onore è salvo. Il nostro no!

    • In guerra non c’è onore, ci sono solo i morti. Ripassa la storia che ti fa bene……c’è anche qualcuno che collaborò con gli “Ustascia” uccidendo quasi 900.000 persone nei soli balcani……e poi prima altre morti….precedute da altre morti….fino all’alba dei tempi.
      Ha ragione Cristicchi: “Il consiglio che posso dare è quello di coltivare una curiosità per il mondo senza avere delle ideologie preconcette”

    • Esatto, hai ragione, dovete vergognarvi del vostro passato, ma non solo per le Foibe perchè la vergogna nasce 150 anni fa! Alle falsità storiche che fanno studiare a scuola! purtroppo questa è l’itaglia figlia dei piemontesi, falsi e cortesi! ed è questo quello che valete! NIENTE!

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