Simona Armenise, l’artigiana del suono

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Si chiama ORU KAMI (dal giapponese Oru che significa piegare, e Kami, carta) la nuova proposta discografica dell’elegante chitarrista e compositrice barese Simona Armenise. Un solo set che cita l’assorta solitudine dell’artigiano e che richiama le parole genitrici di “Origami”, l’antica arte giapponese del piegare la carta per dar vita a figure floreali, animali e di fantasia. In questo caso i “fogli” sono fatti di chitarre, loop machine, synth e respiri e le sfumature vengono ottenute con i più svariati mezzi: pennelli adoperati per sfiorare le corde, e-bow, chitarre acustiche utilizzate in maniera non convenzionale per ottenere effetti percussivi, synth, pad di ogni tipo, chitarre baritone con accordature non standard. Un insieme di suoni acustici ed elettronici con cui Simona Armenise, come un artigiano, plasma le sue melodie in un percorso d’intrecci interessantissimo, che prevede anche i suoni della natura coi suoi bei richiami (le onde, la sabbia, il vento). Un’esperienza sonora capace di far convivere estetiche differenti trasformando frammenti di musica in paesaggi mentali e manifestazioni oniriche. Un lavoro in cui affiorano le molteplici esperienze artistiche di una performer poliedrica incline al rock e al jazz, ma anche all’elettronica e all’improvvisazione.

In questo viaggio intriso di paesaggi, sogni e atmosfere misteriose, in un dialogo fuori dalle coordinate spazio-tempo, nell’universo classico e elettronico, la Armenise si avvale di una special guest, Ares Tavolazzi (storico bassista degli Area e session man per Francesco Guccini, Antonello Venditti, Paolo Conte, Eugenio Finardi, Vinicio Capossela, Paolo Fresu per citarne alcuni), con il quale ha ideato la Suite di tre movimenti “Thor’s well”, che fa parte del progetto.

Il doppio CD, prodotto da Tommy Cavalieri della Sorriso Edizioni Musicali attraverso la Label Verterecords, e distribuito dalla Ducale, contiene 11 tracce più un video bonus, quello del brano Satiendye, il cui videoclip è diretto da Daniele Coricciati.

L’album si apre proprio con questo brano che ci immerge in un mondo di sogni, quasi ultraterreno, fino ad arrivare a una dimensione da film da fantascienza, come in Akira e in Landscapes, o a melodie dal sapore romantico richiamate dalla chitarra classica di E(s)senza. E non mancano nemmeno i riferimenti rock, come in Haiku. Un progetto che abbraccia tutti i gusti e che sposa anche una causa benefica devolvendo parte di quanto ricavato dalla vendita del disco a sostegno delle attività di Emergency. Un’atmosfera musicale eterea e misteriosa che infonde armonia e la realizza con la solidarietà.