Da Bergamo a New York con i pennelli in tasca

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29 anni, bergamasca, un diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia, un Master in Arti Visive alla Columbia University di New York; i suoi lavori sono stati presentati in esposizioni in diverse città fra cui New York, Berlino, Milano, Londra, Venezia e Kaunas. È una degli artisti nominati nel 2015 per la Rema Hort Mann Foundation Grant di New York, dove vive e lavora da qualche anno. Questa è Lorella Paleni, pittrice; un’italiana a New York. Insegue i suoi sogni e le sue aspirazioni da sempre e colpisce nel segno quando mi dice che “Ogni giorno ti svegli e ti dici che questo è ciò che vuoi fare”. Un esempio per quanti vogliano fare della propria passione e talento il loro mestiere.

Di Lorella sorprendono il carattere forte e determinato, l’estrema sensibilità e naturalmente un talento innato che le sta dando molte soddisfazioni, non solo come pittrice ma anche con le sue stupende video animazioni 

A questo punto la domanda è d’obbligo: è stata valorizzata maggiormente all’estero rispetto al suo Paese d’origine? E perché?

“Siamo un paese – l’Italia – estremamente legato alle tradizioni e alle abitudini, con una gran paura del cambiamento e del mettersi in gioco. E credo sinceramente che ci sia anche un grosso problema di nepotismo che possiamo vedere ovunque, non solo nel campo delle arti. NY è una città estremamente stimolante e ricca per un creativo, cosi come lo è Berlino che anche amo”.

Ha girato molto, è un continuo divenire, sempre alla ricerca di una nuova scoperta; nessuna verità assoluta, quindi. Le sue opere, infatti, dicono soprattutto questo…

“Non penso a nessuno dei miei lavori come a una descrizione, piuttosto come riflessione, e come tali non credo siano rappresentazione fedele di una realtà esterna, di una verità che infatti non credo esista in senso universale. Quello che spero che le mie opere facciano è presentare se stesse come quello che sono: un processo di scoperta, una serie di domande che portano ad altre domande”.

Un processo di maturazione, di evoluzione. Una visione della realtà che corrisponde appieno al periodo storico che stiamo vivendo. La ricerca della novità, attraversare la superficie per giungere alla profondità. Nella società odierna che scorre in fretta a volte manca proprio il concetto di riflessione, di porsi domande e fermarsi a pensare. Oggi raramente ci si prende una pausa per chiedersi dove porterà quello che si sta facendo.

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Lorella si pone ogni volta delle domande, una sua peculiarità, unitamente ad una curiositas che la porta di volta in volta a scoprire nuove sensazioni e visioni…

Quando realizzo un’opera non penso a cosa quel dipinto, disegno o animazione sarà al suo completamento, ma a cosa posso scoprire nel processo del fare. Penso al fare arte come a un fare ricerca che funziona attraverso canali differenti. In parallelo col fare c’è tanto leggere, ricercare e chiedersi, soprattutto”

Il messaggio che vorrebbe arrivasse è proprio basato sul concetto di scoperta e di stimolo per lo spettatore:

Vorrei che gli spettatori rimanessero incuriositi, che se ne andassero col desiderio di scoprire di più, di investigare. Ci sono tante cose che vorrei dalle mie opere ma sono cosciente che quello che voglio è molto più di quanto un’ opera possa effettivamente fare. Vorrei che lo spettatore si sentisse stimolato, in qualche maniera, a mettersi in gioco e farsi domande; vorrei che lasciasse la mostra più curioso di quando vi è entrato.

Esce dagli schemi Lorella. Non si focalizza su un unico punto di vista. Il suo girovagare di città in città, le sue interazioni sociali con culture diverse hanno contribuito a plasmare la sua mente ed anima in maniera plastica, a 360°.

Quello che cerco di fare nei miei lavori è creare uno spazio che evada i sistemi normativi che dominano la nostra società. Vorrei creare visioni che mostrino realtà da differenti punti di vista, che mostrino anche realtà contrastanti, che si contraddicano. Perché penso che l’essere umano sia stato già per troppo a lungo devoto a questa idea di superiorità ed esclusività tipicamente umanistica, tralasciando cosi la ricchezza di un mondo assai più complesso e infinito di quello che abbiamo creato per noi stessi come razza”

Insomma, la società, l’essere umano, il mondo sono ancora da scoprire nella loro totalità; e la ricerca di tale scoperta va affrontata da più punti di vista, evadendo da schemi classici e/o stereotipati?

Vorrei riuscire a minare l’antropocentrismo che sta alla base del pensiero occidentale, l’idea di una gerarchia, completamente arbitraria, che pone l’uomo in una posizione di superiorità rispetto al resto del vivente”. 

Quando si dice la classica “apertura mentale”, che si riflette su temi cari a Lorella, quali “l’Animale’ e “l’Altro”, passando attraverso riflessioni sul linguaggio e come questo giochi un ruolo fondamentale nella creazione di strutture che configurano la nostra immagine del mondo e concetto di reale.

Un’artista talentuosa e poliedrica, alla continua ricerca della prossima scoperta. Perché la vita, nel caso in cui ce ne fossimo dimenticati, è anche e soprattutto questo.

Le prossime scoperte di Lorella?

Ho una serie di progetti in cantiere che preferisco non dire fino a che non saranno confermati e sicuri (e forse anche un po’ per scaramanzia). Un progetto del quale sono particolarmente entusiasta è una spedizione di tre settimane a cui prenderò parte in maggio, attraverseremo l’Amazzonia peruviana, durante il quale collezionerò materiale per un progetto di animazione che voglio realizzare e a cui sto pensando già da parecchio tempo”.

Signore e signori: Lorella Paleni. Decisamente Off.