Da Romolo a Nerone: va in scena la storia dell’Urbe

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Armato di trowel, tra polvere e schegge, Andrea Carandini ha interrogato per larga parte della sua vita le voci del passato. Come a Sherlock Holmes basta un indizio per incastrare il colpevole, lui può capire una civiltà leggendo tra i cocci. Ma per il presidente del Fai, l’archeologo più che come un detective è come Freud: «Sono trent’anni che scavo dentro. Anche lì si porta alla luce, si cercano radici, fondamenta». Tra fragili presenze ed invasive assenze si ricostruisce quel passato che ci fa comprendere meglio il presente, e che Carandini ha deciso di raccontarci a teatro, al Piccolo Eliseo.

“Passeggiate nel cuore di Roma antica tra Romolo e Costantino” è il titolo scelto per il ciclo di quattro appuntamenti a cadenza mensile dedicati alla storia dell’Urbe. Si comincia il 21 gennaio con “Il tempo dei primi re: tra Romolo e Tarquinio Prisco”. Si prosegue il 18 febbraio con le vicende comprese tra la monarchia di Servio Tullio e la dittatura di Giulio Cesare, mentre il 17 marzo si ripercorrono gli ultimi anni della repubblica. Infine, l’ultimo incontro, il 21 aprile, racconta la rivoluzione urbanistica neroniana: l’assolutismo di Nerone e la sua Domus Aurea falliscono e vengono sepolti dalle opere degli imperatori successivi, ma il tessuto cittadino rimarrà lo stesso fino alla fine dell’impero.