Giulio Base: “Davanti a Gassman svenni per l’emozione”

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Attore, regista, ma anche produttore e sceneggiatore. Sono tanti gli interessi di Giulio Base. Torinese di nascita, ha mosso i suoi primi passi come attore diplomandosi alla Bottega Teatrale di Firenze, allora diretta dal grande Vittorio Gassman, con il quale debutta a teatro con I Misteri di Sanpietroburgo. Come regista (ma nel film è anche attore)invece il suo primo lavoro è il film Crack (1991), ispirato al dramma teatrale di Franco Bertini, con il quale ottiene un premio internazionale come miglior opera prima al Festival di San Sebastian in Spagna. Negli anni prosegue la carriera in parallelo sia come attore di cinema (in film come il Portaborse di Daniele Lucchetti, Teste Rasate di Claudio Fragasso e Caro diario di Nanni Moretti) e di serie tv di successo (tra le più recenti Tutti pazzi per amore 2 e Una grande famiglia di Riccardo Milani)che come regista con film, ma soprattutto con tante seguitissime serie tv, spesso facendo convivere entrambi i ruoli nello stesso progetto.

Trova anche il tempo per conseguire due lauree: una in Storia del Cinema alla Sapienza di Roma e una in Teologia presso l’Istituto Patristico Augustinianum nella Città del Vaticano che finisce per influenzare il suo percorso artistico (dirige e, spesso, recita in diverse miniserie tv storico-religiose tra cui Padre Pio-Tra cielo e Terra, L’inchiesta e Don Matteo). Nel suo curriculum anche un record per la Corsa più lunga nella storia del cinema ufficializzato dal Guinness World Records per il documentario Cartoline da Roma girato nel 2007 e l’iscrizione al Mensa (associazione internazionale di cui possono essere membri le persone con alto quoziente d’intelligenza). Ultima sua grande passione è quella per i social network dove è seguitissimo (una tra le sue app, Periscope, lo ha messo in cima tra le persone da seguire nel mondo) e condivide quotidianamente sorrisi e momenti di vita.

Ci racconti un episodio OFF degli inizi della tua carriera?

Al provino per essere ammesso alla Bottega Teatrale di Firenze, davanti a Vittorio Gassman, svenni per l’emozione. Lui pensò sempre che l’avessi fatto apposta, mi ammise nella scuola perché pensava avessi recitato bene lo svenimento (che invece era verissimo).

Hai debuttato come attore di teatro con un regista del calibro di Vittorio Gassman nei “Misteri di San Pietroburgo”, che ricordo hai?

Sono stato fan sfegatato di Gassman, poi suo allievo, poi ho fatto con lui il mio primo passo da professionista del teatro (letteralmente, entravo in scena al suo fianco), poi sono stato suo amico, poi l’ultimo regista che l’ha diretto. Mio figlio si chiama Vittorio, non aggiungo altro.

Poi, anni dopo, nel 1998, i ruoli si sono invertiti…sei stato tu a dirigere Gassman nella commedia italoamericana ‘La Bomba’, tra l’altro l’ultimo film che ha interpretato il grande maestro. Com’è stata questa esperienza?

Come si sta a dirigere un tuo mito? In Paradiso.

Hai lavorato in tanti film per la tv e il cinema, sia come regista che come attore. Quali sono stati i film e i registi che hanno lasciato maggiormente un segno nella tua carriera?

Nanni Moretti, è stata la persona che mi ha aiutato di più agli inizi.

Tra le tante cose, sei anche scrittore: hai scritto il libro ‘Le regole di Base. Per una vita felice’. Esiste una formula per la felicità?

No, non esiste, ma con le mie regole do qualche suggerimento.

Sei sempre molto solare, comunicativo e, soprattutto, molto social. Usi assiduamente Facebook, Twitter, Instagram, Snapchat (ultima app dove sei approdato recentemente), e sei anche tra i più seguiti su Periscope. Come nasce questa tua passione per i social?

Mia madre mi ha insegnato a stare al passo coi tempi, altrimenti qualcuno prima o poi ti sorpassa. Lo faccio per essere sempre all’avanguardia e anche perché mi diverto un mondo.

…ma non credi che i social abbiano cambiato le nostre relazioni sociali spesso isolandoci dalla realtà?

Certo che l’abbiano fatto. Ma anche le automobili inquinano e i cavalli non inquinavano. Domani devo andare a Napoli e tornare, prendo un cavallo?

Su uno dei tuoi diversi canali social, Periscope, hai immortalato persino il Papa…cosa è successo?

Il mio studio è vicino a San Pietro, passavo di lì, un amico mi ha avvisato che passava la macchina del Papa, che casualmente è sceso e che casualmente si è fermato davanti a me. Il caso non esiste.

Oltre a questo episodio con il Papa, hai all’attivo diversi film a tema storico-religioso e una laurea in Teologia…il tuo rapporto con la religione cattolica è molto forte. Viviamo in un’epoca in cui si ha persino paura di fare il Presepe e, in generale, di esporre simboli che richiamino la religione cattolica…Ci sono state tante polemiche in merito. Tu cosa ne pensi?

Penso che rimango cristiano e non ho paura.

In questo 2016 in quali vesti ti vedremo?

Regista. Sto terminando le riprese di un film che si intitolerà La Coppia Dei Campioni con Massimo Boldi e Max Tortora. In primavera in tutte le sale. Andate al cinema!