“Per riprenderci i Marò basterebbero 5 minuti!”

12
118

Ignazio La Russa con Edoardo Sylos Labini

Voce mefistofelica e una passione inossidabile, angelica, per la politica. Un virus familiare, la politica. Il padre, Antonino La Russa, avvocato come lui, è stato senatore del Movimento Sociale Italiano, “orgogliosamente fascista. Eppure, non aveva timore di criticare ciò che del fascismo non gli piaceva”. Ignazio La Russa, che nel MSI ha creduto e militato fino ad essere eletto per la prima volta deputato nel 1992 – “ricordo che poco prima di essere votato ero andato a teatro a vedere Beppe Grillo. Lo spettacolo mi piacque molto. Grillo non è mica cambiato: solo che allora pagavi per vederlo, adesso basta andare ai suoi comizi” – che dalla guida del Fronte della Gioventù è passato al Ministero della Difesa del Governo Berlusconi, è l’anima della destra italiana.

Ignazio La Russa si racconta ad Edoardo Sylos Labini. 

I siciliani sono un’isola. “Lo diceva Pirandello: i siciliani sono un’isola nell’isola. I siciliani si integrano ovunque, ma restano isole. Sono nato a Paternò, alle pendici dell’Etna, abito a Milano da cinquant’anni, so anche parlare il milanese. Ma con accento rigorosamente siciliano”.

Dalla Sicilia alla Svizzera, sola andata. “Mio padre, con qualche idea di grandezza, mi spedì a studiare a San Gallo, in un collegio svizzero internazionale. Avevo 13 anni. Non è stato facile adattarsi, eppure lì ho imparato il rispetto per le idee degli altri. Pur restando fedele alle proprie. Poi mi sono laureato in Giurisprudenza, a Pavia”.

Il primo comizio. A 10 anni. “Mio padre doveva tenere un comizio a Ragalna, un piccolo comune sull’Etna. Fu trattenuto da un impegno e spedì un suo amico. Il quale ebbe la brillante idea di battere a macchina un discorso e di farmelo leggere, ‘non c’è Antonino La Russa, ma c’è pur sempre un La Russa’, disse. Buttai il foglio. Improvvisai, imitando mio padre. Ovviamente, ricevetti uno scroscio di applausi. Ma perdemmo le elezioni per 12 voti”.

Ignazio La  Russa a una manifestazione negli anni Settanta

Almirante vs. Berlinguer. “Giorgio Almirante era un oratore straordinario. Non ‘tromboneggiava’, colloquiava. Riusciva a conquistare. Poi, certo, se quelli che lo ammiravano lo avessero votato… valeva la legge ‘piazze piene, urne vuote’. Berlinguer, al contrario, era un modestissimo oratore, ma sapeva andare al cuore del suo elettorato.

Il primo amore per un ragazza ebrea e l’esame di coscienza della destra italiana. Proprio giovanissimo al colleggio in Svizzera ci fu la prima cotta per una giovane ragazza ebrea. “Le leggi razziali promulgate da Mussolini furono un’assurdità pazzesca, non ho problemi a riconoscerlo. Occorre ricordare che nel 1995 Alleanza Nazionale nasce sulla base di un profondo esame di coscienza, testimoniato dalle ‘Tesi di Fiuggi’. In esse un capitolo intero è dedicato al ripensamento critico del fascismo. Un ripensamento che a sinistra non è mai stato fatto. Quale politico di sinistra ha il coraggio di dire apertamente che il comunismo è stato una dittatura becera, terribile?”.

Il “caso Ramelli”. “Da avvocato, non ho mai voluto difendere chi avesse imputazioni di mafia o riguardanti reati a sfondo sessuale. Non ho mai voluto difendere gli imprenditori durante Mani Pulite. Sono fiero, però, di aver preso le parti di Sergio Ramelli, il diciassettenne del Fronte della Gioventù che è stato barbaramente ucciso nel 1975 di fronte a casa a colpi di chiave inglese da alcuni estremisti di sinistra, appartenenti ad Avanguardia Operaia. Ucciso perché di destra, perchè a scuola fece un tema contro le Brigate Rosse e per questo accusato di essere fascista. Ci vollero dieci anni per risolvere una inchiesta continuamente ostacolata”.

Milano come Belfast, nel mezzo della guerra civile. “Non era facile essere di destra, tra le file del Fronte della Gioventù, nella Milano degli anni Settanta. Eravamo consapevoli di vivere in una Belfast, in piena guerra civile. La sproporzione con i movimenti della sinistra extraparlamentare era pazzesca, ma non ci sentivamo eroi. E non eravamo, nonostante la fama, aggressivi. Entravamo e uscivamo dai cinema a film iniziato, andavamo allo stadio con la sciarpa che ci copriva il volto, ci sedevamo nei ristoranti con la schiena appoggiata alle pareti. Ci aggredivano in venti contro uno. Una volta mia moglie mi salvò letteralmente la vita frapponendosi tra me e una chiave inglese, che le ferì la spalla. La colpa di quel momento è tutta delle istituzioni: la lotta tra generazioni fu l’alibi per realizzare il ‘compromesso storico’ tra DC e PCI”.

Che cos’è la destra, cos’è la sinistra? “La spiritualità della vita è di destra, il materialismo di sinistra; la meritocrazia è di destra, il 6 politico di sinistra; la famiglia come cellula dello Stato capace di generare cittadini è di destra, la famiglia in cui conta soltanto l’affetto è di sinistra”.

Razzismo gay. “Ribadisco per l’ennesima volta: alle coppie gay devono essere garantiti tutti i naturali diritti civili. Il matrimonio è un’altra cosa, cosa c’entra? E’ come se chiedessi a un gallo di fare anche le uova come le galline. Il fatto però, in questo Paese pazzesco, è che se dico che sono per i diritti civili alle coppie gay ma sono contrario all’affidamento di bambini a una coppia gay mi danno dell’omofobo, dell’arretrato, del reietto. Non è forse questa una forma di razzismo al contrario? Io pretendo di poter esprimere liberamente, in un Paese democratico, la mia opinione. Ma si sa com’è l’Italia: se Berlusconi al posto di andare con le donne fosse gay, governerebbe per altri vent’anni!”.

A proposito di Berlusconi… “Berlusconi è stato un genio della politica. Capì che solo mettendo insieme Umberto Bossi e Gianfranco Fini si poteva battere la sinistra. Creò un collante politico che adesso manca al centrodestra”.

Dica qualcosa di destra. “Fin da piccolo mi appassionava la storia dei fratelli Bandiera. Ecco, quando in certe circostanze il valore della Patria è più importante di se stessi, della famiglia, dell’amore per la democrazia, ecco, questo è qualcosa di destra”.

Capotribù. “Mia moglie aveva una passione per gli Indiani d’America, così ai miei figli, come secondo nome, ho attribuito dei nomi indiani: Geronimo, Cochis, Apache. Per fortuna non ho avuto una figlia, come l’avrei chiamata, Raggio di Luna?”.

Fiorello e i Simpson. “Mi hanno imitato in tanti, il più bravo è senza dubbio Fiorello. Il male dei politici italiani è che aspirano di piacere a tutti; a me basta piacere alla mia tribù. L’esperienza di doppiaggio dei Simpson è stata una delle cose più divertenti che abbia mai fatto. Divenni amico di un grandissimo direttore del doppiaggio, che faceva la voce di Homer Simpson e che era un nostro simpatizzante. Quando morì, di un brutto male, andai al funerale. I doppiatori e gli attori lì raccolti mi guardavano stupiti, ‘ma che ci fa La Russa in mezzo a tutta questa gente di sinistra?’”.

101124112231_big

Un po’ di politica. Marò e il “caso Battisti”. “Penso che ormai non esista più il sentimento di orgoglio nazionale. Siamo un Paese che ha restituito i Marò dopo che ce li hanno concessi, perché l’allora premier Monti non poteva rovinare certi rapporti economici con l’India. Basterebbero i nostri corpi speciali, rispettati in tutto il mondo, per riprenderceli in 5 minuti. Ricordo che quando ero alla Difesa rifiutai di firmare accordi con il Brasile, pretendendo la restituzione di Cesare Battisti, un assassino condannato all’ergastolo dalla giustizia italiana che continua a sbeffeggiare il Paese dalle spiagge brasiliane”.

Isis: una soluzione. “Non abbiamo ancora capito che dobbiamo difenderci contro chi vuole scardinare la nostra visione del mondo. In questo senso, un accordo con Putin è necessario, altro che fargli la guerra…”.

Un accordo contro gli sbarchi. “L’emergenza degli sbarchi in Italia si può risolvere. Con Berlusconi siglammo un accordo con Gheddafi per interrompere il traffico di uomini all’origine. Ora non si può? Occupiamo militarmente i porti libici”.

Rosario Crocetta e Ignazio Marino… “Crocetta doveva andarsene da un pezzo. Inoltre, con tutto quello che è successo a Roma, da tempo bisognava dare la parola ai cittadini. Ma il fatto è che, Crocetta, Marino, De Luca, Pisapia, se sei di sinistra resisti sempre. Immaginate se fossi io al posto di Crocetta… Mi caccerebbero a pedate”.

La cultura è sempre di sinistra. “Il PCI, secondo i patti postbellici, non poteva governare l’Italia. Così, occupò, attraverso una azione davvero rivoluzionaria, le scuole, i tribunali, la cultura. Un esempio. Il ballerino degli 883 era un militante del Fronte della Gioventù. Per questo, quando fondammo AN, chiesi a Max Pezzali di darci una mano nel comporre l’inno del partito, cosa che lui fece. Ma quando qualche giornalista lo scoprì, negò con una pervicacia che mi fece arrabbiare. Poi capii: se ammetteva di aver dato una mano a comporre l’inno di AN, non avrebbe più lavorato nello spettacolo”.

Pazzie d’amore. “Una pazzia per amore? Devo ancora farla”.

12 Commenti

  1. Vedo che avete cancellato il mio commento, commento che non conteneva ne ingiurie ne accuse ma che poneva all’onorevole La Russa tre domande; evidentemente scomode per il solerte censore.
    Tre domande che dovrebbero porsi tutti gli uomini Liberi e Giusti alla ricerca della verità, a prescindere dall’orientamento politico.
    1a) chi era il Ministro della Difesa all’epoca dei fatti;
    2a) chi ha ordinato al Comandante della nave di lasciare le acque internazionali per rientrare in acque territoriali italiane;
    3) il nome, il grado, il comando di appartenenza dell’ufficiale che ha ordinato ai due marò di lasciare il territorio italiano (la nave batteva bandiera italiana) e di consegnarsi disarmati (arrendersi) alle autorità indiane.
    Aggiungo: il contratto di noleggio in atto tra la società armatrice e l’entità indiana, probabilmente un “time charter” della durata di 25 anni, è ancora in atto?

    • Non sono Ignazio ma almeno Ti rispondo senza strazio…L’ammiraglio panzuto Giampaolo Di Paola era lo sfigatissimo ministro della difesa all’epoca dei fatti e fu, ancora quale capo di stato maggiore, della difesa, propugnatore della sciagurata legge che, approvata dal governo e parlamentari berlusconiani, istituiva i cani da guardia pubblici su navi private (ecco perché i marò stavano a sparacchiare sulla Enrica Lexie). Nessuno ordinò alcunche al comandante della Enrica Lexie il quale è superiorem non recognoscens quando esercita il comando della nave che è CIVILE. Sicuramente il medesimo si consultò con l’armatore ottenendone copertura posto che a) l’armatore altrimenti avrebbe rischiato di brutto con le sue navi nei viaggi futuri verso porti indiani, b) il fermo invito delle autorità indiane a rientrare in porto accompagnato dal sorvolo di un Dornier Do-228 e dall’invio di una fregata non poteva essere ignorato alla leggera anche per ragioni di sicurezza. D’altro canto se gli sparacchiatori, come da loro asserito, avevano solo bucato l’acqua per spaventare pirati, che problemi c’erano ad assecondare gli indiani?

  2. Alla demagogia e alla mistificazione non c’è limite.
    Onorevole L a Russa:
    – chi era Ministro della Difesa durante il fatto?
    – chi ha dato l’ordine al Comandante della nave di lasciare le acque internazionali e rientrare nelle acque territoriali indiane?
    – quale comando militare e chi personalmente ha ordinato ai militari italiani di lasciare il territorio italiano (la nave batteva bandiera italiana) e consegnarsi disarmati (arrendersi) alle autorità di un Paese straniero?
    Attendo sue risposte, anche se so che non risponderà mai.

  3. Dr LA RUSSA, ma non era forse lei a capo del Ministero della Difesa Italiano quando I due Maro’, vennero presi a bordo della Enrica LEXIE e portati in guardina dagli Indiani nel Kerala !? Esiste una copia di un “ACCORDO QUADRO Tra Ministero della Difesa e l’ Armatore (Fratelli d’ AMATO) ? Il Capitano all’epoca della Enrica LEXIE, Umberto VITELLI chiese permesso ai d’ AMATO per invertire la rotta e tornare sulle coste Indiane. Domanda: I d’ AMATO consultarono le Autorita’ Italiane ? E se, SI…CHI ? Sono stato anch’io un iscritto del Movimento Sociale Italiano, pensando fosse sinonimo di Patriottismo. Invece mi sono ritrovato in mezzo agli scarti di Sacrestie e di “eia eia alala'”. L’attuale Destra, capitanata da Berlusconi, padrone di questa testata mediatica e’ la celebrazione del Nulla. Giuseppe GARIBALDI e’ l’unico riscontro che ci rimane…il resto glielo regalo. Senza saluti. Arturo G. ROLLO

    • Erri non sapendo di errare e per giunta ripetutamente! Ignazio non era più ministro della difesa il 15 febbraio 2012 allorché avvenne il fattaccio ad opera degli sparacchiatori a vanvera della Enrica Lexie, ministro era invece il panzuto ammiraglio Di Paola (un militare al ministero: quando li abbiamo avuti combinarono solo guai e quando furono anche a capo del governo, vedi Badoglio, combinarono catastrofi come l’8 settembre). La Enrica Lexie era ed è una nave civile, non dipendeva quindi dai militari e il comandante risponde dinanzi alla legge dei propri atti superiorem non recognoscens, salvo il fatto che poi l’armatore lo licenzia. Fu il comandante, informato l’armatore, che informò a sua volta i militari, ad effettuare la scelta senza bisogno di avalli militari o ministeriali.

  4. “Monti non poteva rovinare certi rapporti economici con l’India?”. Mi vien da ridere: vorrei dire piangere. Forse gli era stato chiesto dalla magistratura italiana perchè avrebbe portato loro via il lavoro e la visibilità mediatica (a che mi riferisco? Andate a chiederlo ai sassi, che lo sanno pure loro!!!).

  5. Vedere in tuta mimetica un simile furfante, è la fine del mondo – ci racconti del suo patriottico servizio militare di leva BUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Per Adelfio. Mi consta che l’Ignazio la naja l’ha fatta, nel gloriosissimo ruolo di Sten. Cpl. (spina dorsale dell’Esercito), come me. Il de cuius era in Fanteria (l’Arma regina) ed è stato – se non erro – cannoniere da 106 s.r., il distruttore di carri. Pere cui, da ex Ufficiale d’Arma, le domando se lei – se ha mai avuto l’onore e il privilegio di vestire l’Uniforme – ce ha fatto parte – come sembra – del plotone sciacquini. Mi dica, mi dica e saluti.

  6. 5 minuti e 5 secondi Ignazio: bisogna pur firmare la quietanza liberatoria…

    • Il “leone” la russa, quello che si vuole alleare con alfano?
      Stiano sereni i marò!

Comments are closed.