Il viaggio di Maria Luisa Frisa nelle “forme della moda”

0

Un universo multiforme in continua trasformazione, un mosaico complesso che unisce business e creatività, cultura e comunicazione, espressione e interpretazione. A indagare la dimensione multisfaccettata del fashion system è il libro “Le forme della moda” (Il Mulino, pp. 150, euro 11), di Maria Luisa Frisa, fashion curator, critico e responsabile del corso di laurea in Design della moda e delle Arti multimediali all’Università Iuav di Venezia.

Pubblicato nella collana “Farsi un’idea”, il libro nasce proprio con questo obiettivo: mostrare e spiegare con chiarezza quelli che sono i tasselli costitutivi di questo settore, riflettendo su tutto ciò che caratterizza il sistema moda, spaziando dal suo rapporto con il tempo al tema dell’identità e del genere, dalla sfida ambientale al concetto di lusso, dalla formazione alle nuove figure professionali e l’impatto delle tecnologie.

L’autrice guarda a figure che hanno rivoluzionato questo mondo, dall’inglese Worth che nella metà dell’800 ribaltò il rapporto con la clientela, dettando uno stile e non più rispondendo alle esigenze delle committenti, all’italiano Walter Albini, il padre del pret-à-porter, lo stilista che negli anni Settanta sposa Milano, capisce l’importanza del logo, del marchio come sigillo.

Maria Luisa Frisa riflette sull’affermazione del made in Italy, sull’abuso di questo concetto e su come l’Italia oggi deve essere intesa come laboratorio creativo, la mente, e non per forza laboratorio artigianale.

Un’attenta riflessione è dedicata all’importanza di progettare una moda sostenibile e ai molteplici concetti di lusso, fino al paradosso di quello accessibile con le collezioni firmate per il colosso svedese H&M da creativi del calibro di Karl Lagerfeld, Donatella Versace, Martin Margiela.

Il volume indaga anche una geografia della moda, le sue capitali, si concentra sul ruolo della formazione, sul mondo dell’impresa e sulle professioni con le sue nuove celebrities: i bloggers e gli instagramers. Professionisti e personalità capaci di dettare tendenze, come Chiara Ferragni con il suo blog “The Blonde Salad” o Scott Schuman con “The Sartorialist”. Lo stile corre sul web, può durare il tempo di un clic oppure trasformarsi in business mondiale. Il tempo ancora una volta si intreccia con le due anime del fashion system, cultura e industria.

Un viaggio nella moda e nelle sue forme in cui si intrecciano marketing, curating, editoria e museo.