“Skelters”, pop-rock spirituale made in Calabria

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Originari di Catanzaro, milanesi d’adozione, gli Skelters sono tra le band emergenti più seguite su Youtube (alcuni brani hanno raggiunto oltre 30000 visualizzazioni).

Siamo apprezzati dal popolo web perché siamo noi stessi. Facciamo e cantiamo quello in cui crediamo. Le persone hanno bisogno di genuinità”, racconta il batterista Emanuele Russo ad OFF.

Sono giovani, spirituali, e con il Beat anni 60’ nel sangue, quello stesso Beat dei Beatles a cui si ispirano, sia nel nome, che trae origine dal brano ‘Helter Skelter’, che nella formazione. Il gruppo si compone, infatti, di quattro elementi: Giuseppe Russo (chitarra e voce), Emanuele Russo (batteria), Luigi Longo (al basso)e Domenico Martinis (chitarra solista e seconda voce).

Nelle loro canzoni si parla di sogni, dubbi, speranze e frustrazioni della vita. Un pop-rock mistico, come loro amano definirlo, con sonorità che attraversano diversi generi: punk, britpop, soul-funky e elettronica.

Nel curriculum del gruppo un ingaggio della Bugbear Promotions, un’esibizione allo storico  Dublin Castle di Londra, e oltre 150 concerti tra  Italia (compresa l’apertura di due concerti dei Subsonica), Inghilterra e Lussemburgo.

Hanno all’attivo anche un disco, Lux Mundi, in lingua inglese, e un EP, 2012, dove alternano brani inglesi e italiani. Poi, nel 2014, arriva la registrazione di quattro singoli in madrelingua, prodotti da Luca Mattioni (già produttore artistico di Loredana Bertè, Nina Zilli, Valerio Scanu e Emma Marrone), il primo dei quali, Siamo ( finanziato con una campagna di crowdfunfing su Music Raiser) diviene un social-videoclip. La band decide infatti di lanciare un’iniziativa su facebook per la creazione del video del brano, e i fans inviano 150 video-selfie. A dirigere il tutto è il fotografo di fama internazionale Paolo Ranzani (tra i suoi lavori, vanta collaborazioni con Dario Argento, Brachetti, Marcorè e la regia del video ‘Alfonso’ di Levante) che dà vita a un video fresco, divertente, dove il pop anni 80’ fa da base a un testo che parla di dualità e contraddizioni della natura umana. Pochi giorni e Siamo spopola su Youtube (oltre 21000 visualizzazioni).

 “Il messaggio che vogliamo trasmettere attraverso la nostra musica è quello di risvegliarci nei più ancestrali sentimenti ed energie. Siamo potenti e dentro di noi c’è una luce che comunica direttamente con l’Universo. Amandoci gli uni gli altri con gesti di disinteressato amore e tolleranza: ecco cosa ci salverà. Ci chiamano la prima band pop-rock spirituale italiana proprio perché portiamo avanti un messaggio dei Maestri di Luce, lo stesso messaggio che Franco Battiato tenta di portare avanti da anni” ci racconta il frontman Giuseppe Russo.

E ora, dopo Siamo e Chimica dell’amore (uscito lo scorso luglio in anteprima su Fanpage.it con un video girato a Vancouver)il 4 dicembre è uscito il loro ultimo singolo, Anima. Si tratta di un brano più intimo, introspettivo. E’ una critica nei confronti della società e dei suoi schemi mentali. Lo stesso video, realizzato con grafiche 3D da Riccardo Mazzucco e ispirato ai videogames anni 90’, è emblematico: un bambino al centro di una scacchiera, metafora della partita tra l’Io e le convenzioni sociali. Un ritornello orecchiabile e un’affannosa questione: meglio vendere l’anima – e uniformarci- o rischiare di essere felici?