E se finisse la civiltà?

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A un certo momento, attorno all’anno 2017, il mondo cessò di esistere. Non ci fu alcuna guerra nucleare, alcuna catastrofe naturale, nulla. Semplicemente per inerzia, per sfiducia nel futuro, l’uomo smise di credere nei valori della civiltà. E tutto si fermò. I governi collassarono, le nazioni sparirono, la popolazione mondiale fu falcidiata e le città finirono preda delle pochi predoni sopravvissuti, riuniti in bande. In questo scenario apocalittico, a partire da una Milano deserta il cui Duomo è pieno di cadaveri accatastati, Luca Doninelli ambienta il suo “Le cose semplici” (Bompiani) “, il romanzo italiano più ambizioso e importante di questa stagione…

2 Commenti

  1. potrebbe anche finire e allora? se finisce la nostra qualcuno lo ha voluto, chi ha permesso all’islam una penetrazione, per ora pacifica ma furba è colpevole, essi sono gli amici della sinistra per la quale, conta il gregge ma non la persona singola, propio la sinistra italiana, l’unica ricca nel mondo, ricca e parassita. l’islam è religione di conquista, come lo è stata anche la nostra, con questi pezzenti al governo ne vedremo delle belle

  2. Non ho, letto il libro quindi non posso esprimere alcun commento. Stando però al riassunto della trama mi fa venire in mente la penetrazione islamica nella nostra civiltà. Un invasore che cancella la musica e le immagini. Un invasore che vuole cancellare noi.

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