I “visionari” anni Dieci del cinema italiano

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IMG_1195 (1)Pedro Armocida, raffinato giornalista e critico cinematografico, direttore artistico della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro per l’edizione 2015 (la 51esima, che si è svolta dal 20 al 27 giugno scorsi) già organizzatore delle passate edizioni sotto la direzione di Giovanni Spagnoletti, ha donato ai cinefili e non solo un saggio imperdibile, a cura insieme ad Adriano Aprà “Esordi italiani. Gli anni dieci al cinema (2010-2015)” (Marsilio Editore, pp. 352, Euro 28,00).
Analizzare, criticare e discutere gli autori esordienti del cinema italiano degli ultimi cinque anni non significa solo portare all’attenzione generale una grande quantità di film e di registi altrimenti a rischio di oblio – in parte a causa di un sistema distributivo che non li sa valorizzare -, ma anche aprire una finestra sulle visioni, le intenzioni, i contesti, i problemi, le difficoltà, insomma il presente e il futuro dell’intero cinema del nostro paese.

Pedro Armocida (1)Il volume costruisce infatti un percorso particolarmente articolato e approfondito sul fare cinema oggi in Italia, iniziando con uno sguardo sugli esordi dei vari rinnovamenti generazionali dal Neorealismo ad oggi, mentre sul magma delle opere prime odierne, costituito soprattutto da “autarchici, strabici e visionari”, provano a confrontarsi tre diversi sguardi di critici cinematografici. Un saggio che può dare una bella botta in direzione dello sperimentalismo, cioè del futuro, per quanto riguarda (fra l’altro) i problemi dell’essere, dello scrivere. Insomma, del rapporto con la realtà.