Il ‘Vocabolario’ della moda contemporanea in mostra alla Triennale

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‘A’ come Alberta Ferretti, ‘B’ come Balmain , ‘C’ come Chanel, e via così, fino alla ‘V’ di Valentino e alla ‘Z’ di Zac Posen. In un ideale vocabolario della moda, sotto le cifre di un alfabeto patinato, si potrebbero elencare centinaia di designer italiani o internazionali che hanno scritto la storia del costume così come lo conosciamo, ma volendo rendere giustizia ai tempi moderni, non si può non pensare a tutti quei giovani nomi della fashion industry chiamati a scrivere le nuove pagine della moda, a rinnovarla, pur rispettandone il dna.

Nasce così, su queste riflessioni, la mostra “Il nuovo Vocabolario della moda italiana”, curata da Paola Bertola e Vittorio Linfante che si terrà alla Triennale di Milano da domani fino al 6 marzo 2016.

Dedicata ad Elio Fiorucci -in fondo chi meglio di lui, se si parla di rinnovare, sperimentare, sconvolgere i codici del modo comune di intendere in costume-l’esposizione accende i riflettori sui nuovi protagonisti della moda nel suo senso più ampio, che comprende pret à porter, accessori, eyewear e bijoux.

L’inedito vocabolario prende il via passando al vaglio i lavori di oltre 100 tra designer e brand che si sono affermati dal 1998 – non a caso: la fine degli anni novanta ha scandito la rivoluzione della comunicazione, anche quella della moda, resa sempre più immediata dall’avvento del web- ad oggi portando alta, nel mondo, la bandiera del made in Italy.
La mostra è articolata in 3 sezioni: ‘Vocabolario’, ‘Narrazioni’ e ‘Biografie’, dove partendo appunto da una selezione di oggetti organizzati per concetti chiave, si prosegue scoprendo il sistema di produzione tra fotografie e illustrazioni, per poi conoscere i singoli nomi del moderno sistema moda, da Vivetta che con i suoi colletti ha rivisitato il concetto di bon ton condendolo di un gentile tocco di surrealismo, ai talenti in erba seguiti da Vogue come Arthur Arbesser, Charline de Luca, CO|TE, Giannico, MSGM o Superduperhats.

In mostra anche le creazioni di Gianluca Capannolo, quelle dei Leitmotiv e poi ancora di Quattromani, la moda gioiosa di Paula Cademartori, le clutch di Giuliana Mancinelli Bonafaccia e gli abiti di Marco Grisolia.

 

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