E Rimini si sbarazza di Ezra Pound

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ezra poundIncuria culturale. Che palle, che barba, che noia. Ancora una volta bisogna ricordare che Ezra Pound è il poeta decisivo del secolo scorso, che non è un fascistissimo picchiatore ma il sublime aedo dei Cantos, l’opera capitale della modernità, tradotta integralmente in italiano dalla figlia di Ez, Mary De Rachewiltz nel “Meridiano” Mondadori del 1985, che però potete comprare scontato grazie all’edizione del 2013. Che palle, ogni volta, sparpagliare lezioni agli ignavi. Eppure, non si può fare altrimenti.

Quest’anno cascano i 130 anni dalla nascita di Pound e per festeggiare l’evento, lo castrano. I fatti. Nella Rimini guidata dal renziano Andrea Gnassi, il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia Gioenzo Renzi propone «di intitolare al poeta Ezra Pound il Campone di Castel Sismondo» e «di promuovere la costituzione del Centro Studi Ezra Pound con la designazione alla Presidenza di Mary de Rachewiltz». Era aprile, il più crudele dei mesi (cantava T. S. Eliot, pupillo di Ez). Sei mesi dopo, il Comune risponde picche. «Sono rimasto allibito ancora una volta della pochezza culturale politica di consiglieri comunali della maggioranza di sinistra», dice il Consigliere, rei di «non distinguere tra Ezra Pound e Casapond, vittime di un perdurante settarismo ideologico».

Come si sa, Pound sbarca a Rimini nel 1922, per studiare la storia di Sigismondo Pandolfo Malatesta, il prototipo del condottiere rinascimentale, a cui il poeta dedica la manciata ustionante dei “Malatesta Cantos” (VIII-XI). A Rimini, con Olga Rudge, Pound tornerà nel 1963, per ammirare il Tempio Malatestiano, durante un concerto della Sagra Musicale. Nella città del Malatesta, per altro, l’editore Raffaelli continua un lento e meticoloso e nascosto lavoro di pubblicazione di opere poundiane. Spicca, nella vicenda politica, l’assenza dell’Assessore alla cultura Massimo Pulini, storico dell’arte e pittore. L’Assessore Pulini, infatti, non può non dirsi poundiano: nel 1992 ha partecipato a un volume in onore di Pound edito da Greco Editori e curato da Luca Gallesi; nel 1997 ha partecipato alla rassegna artistica milanese “Ezra Pound e le arti: la bellezza è difficile”, sostanzialmente replicata quest’anno a Urbino, sotto l’egida di Vittorio Sgarbi (e la presenza replicata di Pulini).
Ancora una volta, tuttavia, le ragioni sinistre di partito hanno vinto su quelle culturali.