Il Piss Christ di Serrano fuori da Photolux

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Andres Serrano,Piss Christ, 1987

Populisti, razzisti, fascisti, integralisti. Il bicchiere pieno di piscio di Andres Serrano è stato estromesso dalla rassegna Photolux Festival, che aprirà i battenti il prossimo 21 novembre a Lucca. Il direttore artistico Enrico Stefanelli, accolte le proteste di alcuni consiglieri regionali della Lega e di associazioni cattoliche che hanno visto nell’esposizione del Cristo immerso nell’urina un insulto alla fede (e come dargli torto, scusate?), ha deciso che la foto di Serrano non farà parte di questa edizione di Photolux.

Ma così, a naso, “Piss Christ“, l’opera che l’artista americano realizzò nel 1987 fotografando un crocefisso immerso in un bicchiere colmo di urina (per la cronaca, liquido estruso dal corpo dello stesso fotografo) poteva starci, nel tema (“Sacro e Profano” è infatti il concept dell’edizione 2015 del festival).

E a questo punto anche il ranocchio crocifisso di Kippenberger, bastava fargli una foto e voilà, poteva candidarsi alla rassegna lucchese (giusto: che fine ha fatto, poi, il ranocchio, vietato a Bolzano anni fa?).

E’ tutto un magnificare la fortuna espositiva di Serrano: “Un esperimento irriverente, condotto lungo la linea che collega il sacro al profano, esplorando materia più cruda dell’esistenza: liquidi corporei, carnalità, consunzione e celebrazione vitale, la morte e le icone dello spirito, la vittoria del perturbante e la rottura dei codici borghesi. Piss Christ nel 1989 vinse l’Awards in the Visual Arts del Southeastern Center for Contemporary Art”.

Così Helga Marsala sulla tribuna dell’arte. E ci mancava, il classicone épater le bourgeois…

Ma la bella gente dell’arte non sa, non capisce o finge di non capire, che in un contesto storico in cui i combattenti islamisti e gli shahid e i jihadisti vogliono conquistare l’Occidente non senza averne prima fatto a pezzi i cittadini (sì! i laici, laicissimi citoyen!) al grido “Allahu akbar” (e questo non da settimana scorsa, ma da almeno un ventennio, Francis Fukujama ce l’ha detto), forse non solo il capitalismo e la tecnologia, ma anche la difesa altrettanto tenace di una fede cristiana, carnale, addirittura erotofila, che simbolizza l’esatto opposto dell’orizzonte simbolico dei tagliagole (“Noi amiamo la morte come voi amate la vita”, così Al Qaeda rivendicando gli attentati di Madrid del 2004) si rende quantomai necessaria (non vogliamo dire “valori”, sennò diamo l’impressione di non avere letto Gianni Vattimo? Diciamo “principi guida”, “utili ideali regolativi”, il senso è lo stesso).

E allora ‘fanculo Andres Serrano e gli indignati speciali che gridano alla censura, il suo Piss Christ lo realizzò nello splendido, formidabile 1987, quando la guerra di religione sembrava solo una storia per topi che ingialliscono in biblioteca, quando Khomeini non aveva ancora preso la dirigenza dei mozzorecchi di Teheran e la guerra era fredda e si stava del tutto spegnendo e il pericolo globale era “solo” il secondo pesantissimo affondamento di Wall Street, quando nessuno era in grado anche solo di immaginare un attentatuni, coordinato con geometrica potenza, di otto ingovernabili e totalmente imprevedibili ragazzini nati nel 1990 e giù di lì che ammazzano 200 inermi cittadini francesi in un colpo solo gridando “Vi uccidiamo come voi ci uccidete in Siria”.

La Siria…Ma vaglielo a spiegare, a questi indignati speciali che si lamentano della mordacchia messa al bicchiere pieno di piscio di Andres Serrano.  Non mi risulta che avessero fatto altrettanto quando Charlie Hebdo pubblicò la vignetta del profeta culo all’aria o quella dell’oscena trinità. E’ la doppia morale dei finti laici, dargli al cattolico fa fino, allo shahid che ti taglia la gola (do you remeber Teo Van Gogh? Non il pittore, il regista) per aver fatto un film suona démodé. Vous êtes Charlie Hebdo?

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Emanuele Beluffi
Nato a Milano, vivo e lavoro a Milano. Ordine Nazionale dei Giornalisti tessera n. 173490. Laurea in Filosofia presso Università degli Studi di Milano, Filosofia del Linguaggio-Orientamento Logico-epistemologico. Responsabile di redazione presso Il Giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale. Ho curato cento mostre di arte contemporanea in Italia, in collaborazione con svariate gallerie d'arte; i relativi testi critici sono tutti pubblicati a catalogo e online. Ho scritto una monografia pubblicata da Skira. Ho prodotto un magazine cartaceo d’arte contemporanea a colori su carta patinata, presentato a diverse fiere internazionali d’arte contemporanea e attualmente conservato al Centre Pompidou di Parigi. Profilo completo qui: https://www.linkedin.com/in/emanuele-beluffi/