Viasaterna, foto in cerca di ore, giorni e stagioni

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Col tempo_installation view 09 -� ViasaternaDov’è Viasaterna a Milano? Lasciate perdere Google Maps (la ricerca vi porta dritti dritti a un noto editore e il risultato, anche se enigmatico, è in realtà giustissimo, mirabilia dei SEO) e pensate piuttosto a Dino Buzzati,  che nel 1969 collocò questa via immaginaria fra corso Garibaldi e via Solferino.  Poi montate in macchina o saltate sul tram e andate in via Leopardi, al civico 32 per l’esattezza, dietro la curva più romantica di Milano: qui, seminascosta da un muro di cinta e collocata in un piccolo controviale, troverete Viasaterna, la giovane e bella galleria di Irene Crocco, direttore artistico di Fondazione La Raia e già organizzatrice di mostre nella sua casa milanese. 

Lo spazio espositivo, ristrutturato dall’architetto Flavio Albanese, si sviluppa su due piani, più uno inferiore per il materiale documentale (cataloghi, riviste) ed è tutt’altro che un algido white cube, coi pavimenti in legno naturale che si armonizzano col candore eburneo delle pareti. 

In mostra vedrete una serie di oltre 100 fotografie di Guido Guidi, tra i più importanti fotografi italiani e precursore della fotografia di paesaggi interstiziali, liminali e antispettacolari. Nella fattispecie potrete ammirare il progetto intrapreso da Guidi a partire dal 1996 per dieci anni (per un totale di 600 scatti) dedicato al complesso funebre monumentale che l’architetto veneziano Carlo Scarpa realizzò in memoria di Giuseppe Brion, pioniere dell’imprenditoria italiana, fondatore e proprietario della Brionvega: un vero e proprio mausoleo costruito fra il 1970 e il 1978, anno della prematura scomparsa del celebre architetto, eternato da Guido Guidi attraverso un’ampia produzione di scatti, colmi di lirismo e significati reconditi, quasi esoterici,  che rinnovano la visione della Tomba Brion di Carlo Scarpa, con i suoi Propilei e il Padiglione della meditazione collocato su uno specchio d’acqua.

Guido Guidi, da La tomba Brion di Carlo Scarpa, #17134, 20-02-2007, looking southwest, c-print, framed cm 41,5x46,5 -� Guido Guidi courtesy ViasaternaCol tempo. Nei dintorni di Carlo Scarpa è il titolo della mostra curata da Fantom, luci, ombre e grafie che il tempo ha creato sulle superfici del complesso funebre Brion e catturate da Guidi con il passare delle ore, dei giorni e delle stagioni. La mostra mette insieme il tempo e lo spazio in nome della luce, elemento imprescindibile nei progetti architettonici di Carlo Scarpa e che Guido Guidi enfatizza nel suo valore simbolico di veicolo del tempo: per abbracciare Crono non vi ci vorranno 24 ore come nel film di Christian Marclay ma vi basterà soffermarvi  sulle sequenze di Guido Guidi, ordinate in serie come il quadrante di un orologio, per vedere le carezze che il tempo, con luci,  colori e ombre cangianti, ha lasciato sugli scorci del complesso funebre Brion come un eterno presente.

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Emanuele Beluffi
Milanese, dal 2008 cura mostre d'arte e scrive per i relativi cataloghi; nel 2009 inventa una rivista di critica d'arte (“Kritika”, con l’artista Mihailo Karanovic e il critico Stefano Mazzoni). Dal 2018 è responsabile di redazione a Il giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale. Ha scritto di arte su magazine specializzati. Autore, con Flaminio Gualdoni, della monografia sull’artista Andrea Mariconti per conto della galleria milanese Federico Rui Arte Contemporanea (Skira editore, 2012). Nel 2016-17 collabora alla campagna elettorale di Stefano Parisi come coordinatore del Gruppo Cultura di Energie PER l'Italia, organizzando la parte culturale del programma politico. È stato promotore editoriale (editrice Mursia), archivista in Fondazione Biblioteca di via Senato e Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco, agente editoriale (Librimport, libri illustrati d’importazione) entrando in contatto con svariate agenzie di comunicazione come Armando Testa, Lowe Pirella, Ogilvy, Leo Burnett et cetera e redattore in un'agenzia di pubblicità specializzata.