Piantatela col fighettismo del cibo!

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L’Italia fino a qualche anno fa era un Pese dove semplicemente “si faceva da mangiare”, si parlava di “cibo” e le star più osannate erano i calciatori; ora invece non si mangia più ma si “provano esperienze” culinarie, il cibo è diventato “food” e i ragazzini vorrebbero diventare cuochi famosi… Ma come abbiamo fatto a ridurci così?
Lo spiega molto bene Guia Soncini nel suo pamphlet “La repubblica dei cuochi” (il Mulino) che traccia i confini – sociali, di costume, mediatici e culturali – di un Paese ormai in mano a chef, masterchef e (presunti) esperti di enogastronomia. Facendo sorridere chi ama i vecchi piatti di una volta e facendo a fette il gastrofighettismo alla Cracco&Co.

 

5 Commenti

  1. Bentornato! E’ valso aspettare. Una cosa che apprezzo delle sue recensioni e’ la franchezza.

  2. Di questo passo rovineremo anche l’ottima cucina che ci hanno lasciato le nostre nonne.
    Ora il cibo e il vino non non sono più buoni o non buoni, ma immancabilmente “interessanti”.

  3. se ne accorgono adesso? sono almeno due anni che i bambini guardano le sfide in tv tra bambini cuochi e i maschi over 40 hanno sostituito alla bionda o alla Porsche il cuoco o il ristorante.

  4. HA PERFETTAMENTE RAGIONE. DA GIOVANE MIO PADRE CHE ERA CREMONESE AL POMERIGGIO DELLA DOMENICA MI PORTAVA A FARE LA “MERENDA” IN TRATTORIA E SI POTEVA GUSTARE LA TRIPPA, IL MERLUZZO FRITTO, I NERVETTI O L’ANGUILLA….ADESSO NON SI RIESCE A TROVARE NIENTE DI TUTTO QUESTO.

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