Poesia, chiude clanDestino. E rinasce sul web

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headThis is the end. Neo pubblicato per l’editore Raffaelli un numero particolare del “Trimestrale di letteratura e poesia” clanDestino. Secondo quanto scritto in copertina, trattasi dell’anno 27 di onorata presenza cartacea, è il n.4 del 2014. Insomma, la rivista viene stampata e diffusa un anno dopo. In questo anno di mezzo, l’editore ha maturato la scelta radicale, redatta in piccolo, in calce, ultimo oblò prima di chiudere la serranda tipografica: «con questo numero di clanDestino, la rivista, dopo ventisette anni, chiude i battenti. […] Negli ultimi anni molte cose sono cambiate e tali cambiamenti ci costringono a trasformare anche l’idea che aveva generato la rivista». Per carità, nonostante le parole di speranza («non è questa decisione da interpretare come una resa, ben lungi da ciò, siamo sicuri che presto riusciremo a trovare un nuovo sistema per continuare il nostro lavoro»), la sostanza non cambia: clanDestino non si sfoglierà mai più.

L’editore, che già stampa, con ostinata fatica, l’Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea (nel prossimo numero, edito a fine anno, ci aspetta una catabasi nell’odierna poesia olandese e sudafricana), incaricandosi di un lavoro di ricerca un tempo compiuto da Mondadori tramite il didatticoAlmanacco dello Specchio, profetizza una iniziativa propria: dal condominio Internet di Raffaelli (www.raffaellieditore.com) leggiamo che «il sito della rivista poetica.it è in costruzione». Cosa sarà, siamo in attesa di capirlo. E clanDestino? La rivista, fondata a Forlì, nel 1988, dai poeti Davide Rondoni e Gianfranco Lauretano, nel frattempo “laureati” tra i lirici più titolati del Paese, è stata una fucina di idee e di belle firme: fin da subito i “clandestini” hanno intercettato i più alti poeti dei decenni trascorsi, Mario Luzi, Franco Loi, Valerio Magrelli, Antonella Anedda, Milo De Angelis, Piero Bigongiari; hanno dialogato con storici della letteratura di platino (Ezio Raimondi, Roberto Sanesi, Roberto Galaverni); attraverso un impressionante lavoro di lettura e di feroce dialettica, hanno avviato alla poesia alcuni tra i poeti più interessanti del ventennio (Francesca Serragnoli, Stefano Maldini, Valentino Fossati, Isabella Leardini e Daniele Mencarelli sono le luci più pure). Di fatto, insieme al trimestrale Atelier (che ancora esiste pur dopo l’abbandono della mente-mentore Marco Merlin), clanDestino è la rivista che, con amore rovinoso e gratuito, ha continuato a credere che fosse ancora possibile la poesia in un Paese impoetico, patetico. 

BORGES_SPECULAREOvvero: il nuovo inizio. E adesso? L’ultimo numero diclanDestino, dedicato a “I volti dell’identità”, curato dalla poetessa Sarah Tardino, nella vaga ricerca di «una definizione del concetto d’identità», ha voluminosi segni di stanchezza. Che c’importa ormai di leggere l’ennesima opinione dell’ennesimo sapientino su un tema tanto astratto? Non a caso, la cosa da ritagliare sono i Nuovi fioretti di San Francesco di Yvan Goll (1891-1950), poeta importante e misconosciuto in Italia, compagno di strada di André Breton e Paul Eluard, tradotto, in alcuni brani intensi e testamentari del 1949, dal poeta Massimo Morasso. Il resto, si può saltare serenamente.
Di fatto, clanDestino prepara la propria nuova alcova: non più cartacea ma virtuale. I direttori sono gli stessi, la redazione pure, adesso si leggono qui: www.rivistaclandestino.com. Pochi fronzoli editoriali, qualche vanità di troppo (Lauretano che pubblica versi suoi e Rondoni che parla pubblicamente con De Angelis), ma parecchia sostanza letteraria: viene resa pubblica, ad esempio, una conversazione «inedita in Italia» (Rondoni) tra Jorge Luis Borges e Vinicius De Moraes, anno di grazia 1975. Dove il Divino Argentino ci dice che se avesse un figlio omosessuale, “farei il possibile affinché desista da questi gusti curiosi”, e riguardo alla vita eterna ha le idee chiare: «Non credo nella vita dopo  la morte, quando  mi sento triste mi consolo pensando che sparirò molto presto, che  non durerò a lungo». Neppure la poesia italiana durerà a lungo. Anche questa è una piccola consolazione.