Palco Off, la Sicilia teatrale sbarca a Milano

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Locandina PALCO OFF MILANOAncora una volta il teatro diventa fucina di confronti, oltre che di idee. Potremmo dire che dall’incontro di Corrado d’Elia con Francesca Vitale, attrice, autrice e regista formatasi alla scuola del Teatro Stabile di Catania, Palco Off – Autori, attori, storie di Sicilia arriva quest’anno anche a Milano. La direttrice artistica ci ha raccontato come d’Elia, portando in scena due stagioni fa a Catania “Io, Ludwig Van Beethoven”, sia rimasto colpito da Palco Off e sia stato proprio lui a domandarle se avesse mai pensato di portarlo nella città meneghina. Il Teatro Libero ha, così, deciso di farsi casa per queste sei storie che andranno in scena da ottobre a maggio 2016.

«A Catania siamo alla quarta edizione, lì abbiamo sempre voluto fare delle rassegne atematiche – dalla Commedia dell’Arte, allo spettacolo minimalista, a uno musicale», continua la Vitale. «In questa gemella milanese ho, invece, costruito una rassegna tematica». Non è facile dar vita a una panoramica così ben definita senza incorrere nel rischio del regionalismo e, in generale, la drammaturgia contemporanea, talvolta, vi incappa. «Io credo che gli spettacoli siano di un livello tale da uscire da stereotipi meramente regionalistici» e non ci nasconde come sia più semplice, ad esempio, parlare di don Pino Puglisi – ancora così attuale – a Milano, che non in Sicilia, dove risulta un argomento scomodo. “Ù Parrinù” di Christian Di Domenico è, infatti, un racconto del prete ucciso dalla Mafia nel ’93 attraverso le parole e i ricordi di questo ragazzo che l’ha conosciuto sin da bambino (26-28/12).

La direttrice artistica ci sottolinea come sia fondamentale il modo con cui si raccontano tematiche stra-abusate. Si debutta il 17 e 18 ottobre con “Mutu” di e con Aldo Rapè, una storia di mafia, «dove i contenuti dialogici tra questi due fratelli – sacro e profano al confronto – sono molto forti e rendono moltissimo l’argomento, non a caso nel 2012 ha vinto il Premio della Stampa Francese come Migliore Spettacolo Straniero al Festival Off di Avignone di cui siamo partner». In Palco Off sarà affrontata in “Giacominazza” (16-17/01/’16) pure l’omosessualità tramite la figura di una ragazza che si presenta da una cartomante, ma non vogliamo aggiungervi altro. Impossibile elencarvi in modo esauriente tutte le pièce proposte, il consiglio è quello di crearvi magari il vostro programmino personale e dar spazio alla Sicilia e all’off.

«Io sono assolutamente per il teatro off», ci racconta con entusiasmo la Vitale, «perché la mia decisione di mettere in piedi una rassegna è nata frequentando il festival OFF d’Avignon, l’Edinburgh Festival Fringe e anche il Fringe di Torino. In più adoro il teatro off perché, mancando di finanziamenti, scenografie altisonanti in quanto non ce le si può permettere, deve emergere l’abilità di un bravo scrittore e lo stesso vale per l’attore perché non c’è nient’altro che ti aiuti a costruire lo spettacolo. La mia è stata semplicemente una scelta “politica” nel senso di genere. Il teatro off è quello a cui dedico tutte le mie energie e la mia programmazione». Ed è proprio in quest’ottica che l’artista cerca di dar spazio agli autori, attori e alla Sicilia a tutto tondo in questa prima edizione milanese. Ha profondo rispetto degli spettatori, sia che siano catanesi che meneghini, ma al contempo dimostra consapevolezza di un tipo diverso di pubblico, l’humus è differente e va coltivato anche con un preciso lavoro sul territorio.

«A Milano mi sono creata un format in cui si parla di Sicilia a tutto tondo. La prima mezz’ora è riservata a degustazioni tipiche e di vini (merito del supporto degli sponsor), il che aiuta ad entrare in decompressione rispetto ai problemi e ai pensieri quotidiani. Quando ci si siede in sala, verranno proiettate delle videointerviste a siciliani su domande che si son posti loro sulla propria regione. Poi si va in scena e subito dopo è prevista una chiacchierata con gli attori e/o autori. Infine, nei locali di uscita si potrà vedere un’esposizione di artisti siciliani». «Tutto questo», ci spiega, «per avvicinare al teatro proponendo una serata con tanti contenuti e chissà che questo non serva a far dire: però questo teatro non era poi sto “mostro” che pensavo, alla fin fine è anche gradevole».

Ecco la Vitale vorrebbe conquistare anche quelle persone che non sono abituate allo spettacolo dal vivo nella scatola magica. Noi non possiamo che augurarglielo, consigliandovi di provare quest’esperienza, qualora non l’abbiate ancora fatto e, non temete di assistere a spettacoli in siciliano stretto, «in alcune rappresentazioni è prevista qualche inflessione siciliana o al massimo alcune frasi perfettamente comprensibili nell’ambito di un contesto che è prevalentemente in italiano».

Per maggiori informazioni:

http://www.palcooff.it/