La ballata dell’amore oscuro di Daniele Mencarelli

0
50
menca
Daniele Mencarelli, Storia d’amore, Lietocolle, 2015

Anno di grazia 1992. Il 30 gennaio la Cassazione chiude il Maxiprocesso di Palermo con 360 condannati e 2665 anni di carcere complessivi. Il 17 febbraio viene arrestato Mario Chiesa per aver ricevuto una tangente: è il primo atto di “Mani pulite”. Il 30 marzo Hollywood acclama Il silenzio degli innocenti con cinque Oscar. Il 12 ottobre, da Genova, partono le celebrazioni per il cinquecentenario della scoperta dell’America. Il giorno prima, l’«undici ottobre novantadue» comincia la Storia d’amore raccontata, con micidiale dedizione, da Daniele Mencarelli.

Una storia per poesie, povera e nuda, crudele e crepitante, come lo è l’amore, distante una galassia dalla Storia che ci grandina addosso, che consultiamo su Wikipedia, domandandoci, ogni volta, come scemi, ma davvero è successo questo, ma dov’ero? Questa è una storia piccola, invisibile, forse invissuta, di una «attrice del mio cuore», «Anna che significa ossessione», e di un altro, Gabriele, troppo giovani (lui sedici lei quattordici), improbabili genitori («il dono cresce ti trasforma/ ti vedo donna farti madre/ eterna ragazza negli anni»).

La storia, che dovrebbe essere un “romanzo in versi”, «una ballata che è teatro della voce e dell’amore» come scrive Gian Mario Villalta nel retro del libro, edito da Lietocolle nella neonata collana “gialla” Pordenonelegge, che dura, secondo la scansione cronologica del libro, fino al primo dicembre del 1993, per concludersi con la straziante lettera, «a distanza di vent’anni», di Anna, che smobilita tutto, è semplicemente bella, un falò di lacrime. Mencarelli, classe 1974, sorta di Pan delle periferie romane, già autore di libri fulgidi (Guardia alta e Bambino Gesù), è così: se lo leggi devi avere il coraggio di piangere.