La Fabbrica dei malati: brutti, sporchi, e geniali

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Brutti, sporchi, geniali e “malati”. Si chiamano appunto “La fabbrica dei malati” e da canale Youtube si sono trasformati in una crew satirica che celebra confusione e nonsense. Tasso di viralità/vitalità altissimo, tasso di correttezza politica bassissimo. Hanno messo in scena una depilazione al lato b a un uomo circondato da bambini urlanti (nel video Ceretta day), una incredibile partita a carte tra ‘ndranghetisti dove il boss è un nero immigrato (in The maffia game), un bigliettaio-kapò che urla a chi chiede se l’autobus va a Bologna “Solomilano!”, con giochetti Bdsm, discotecari tamarri, che dipingono giusto giusto le alienazioni meneghine.

Sono due gentili fuorisede, Roberto Origlia e Davide Natali, 24 e 22 anni. A Bologna studiano teatro e hanno imparato il videomaking. Nel loro paese d’origine, Monasterace (Locride profonda), hanno preso gli attori: panza e tono dello Zio Sergio (Zzi’ Se), fino ai detti del bagnino del villaggio, mr. Cola Popogna. Hanno trasformato il paesello in un circo di protagonisti. Un po’ come hanno fatto Ciprì e Maresco con gli homeless palermitani, e qui in più c’è una palata di nonsense alla Maccio. Il risultato è quanto di più corrosivo per la retorica del Sud cartolina turistica. Mare, lungomare, case, campagna sono teatri dell’assurdo spinti all’estremo.

fabbrica.malatiE dal 4 ottobre è in arrivo la webserie dal titolo Neko (qui il trailer), per la regia di Andrea Umberto Origlia. Storia in cui Roberto e Davide interpretano tre personaggi a testa, costruita in un intreccio temporale/distopico su dimensioni parallele. Tra horror, sbrachi punk rock, pura curiosità filologica per l’orrido. Ovvio che ormai le migliori provocazioni non le trovi nelle installazioni d’arte, ma su Youtube. Occhio alla loro pagina