Angelo Mellone, ecco il bildungsroman della destra italiana

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Angelo Mellone, Nessuna croce manca, Baldini & Castoldi, 2015

42 anni innamorato del suo Sud, dell’arrampicata sportiva, dello yoga e dei due figli. Responsabile dei Progetti Innovativi Rai 1, tifosissimo della Lazio. Odia la figura dell’intellettuale tutto cervello: stiamo parlando di Angelo Mellone autore di Nessuna croce manca, ultima  fatica letteraria appena nata, uscita per i tipi di Baldini & Castoldi (323 pp, 16 euro) . Non un saggio politico, né un assaggio ideologico ma un vero e proprio lungometraggio dotato di un’anima narrativa.

Insomma, dimenticatevi la chirurgia documentaristica e sappiate che avrete tra le mani un vero romanzo che ha tutti i tratti tipici del Bildungsroman. C’è una trama, che ripercorre venticinque anni di storia contemporanea, che prende vita nella Taranto di fine anni ’80 e termina nella Roma del 2012,  quando Berlusconi lascia il posto al governo tecnico di Mario Monti. Dalla prima Repubblica alla fine della seconda. Ci sono dei personaggi principali, quattro, che evolvono, vivono, sbattono la testa ed imparano dagli errori, che si illudono e che, magari, realizzano sogni, come Gorgo, Dindo, Chiodo e Claudio e poi c’è un filo conduttore ed una volontà precisa, rendere alla storia l’anima di una giovane idea che fu propria della destra giovanile degli ultimi trent’anni, dal MSI passando per AN: “Volevo costruire in forma romanzata per la destra giovanile ciò che La meglio gioventù ha rappresentato per la sinistra: la biografia di un’epoca che scorre contemporaneamente al passaggio dei protagonisti dall’adolescenza alla maturità degli adulti”, racconta Mellone a ilgiornaleoff.it, “ragazzi che a sedici anni vanno allo stadio e in sezione, si iscrivono al Movimento sociale italiano e (alcuni di loro) si fumano le canne, fino ad arrivare a quattro percorsi di vita molto diversi tra loro: Gorgo diventa giornalista, dopo un evento che distrugge e ricostruisce la sua vita, Dindo diventa critico letterario, Chiodo tatuatore e Claudio deputato del Pdl”

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Angelo Mellone

Non un inno alla mistica dell’azione, non un manuale del perfetto militante bensì un romanzo cronachistico a tutti gli effetti che passa da Tangentopoli e dalla caduta del Muro di Berlino, per l’evoluzione antropologica, ideologica e strutturale della destra italiana toccandosi, contemporaneamente, con la vita dei protagonisti, che parallelamente esistono, e le loro difficoltà, i loro amori, errori, passioni e le loro rotture schematiche; quattro ragazzi che incarnano lo spaccato di un’epoca: “Cosa voleva dire fare militanza a destra negli anni Ottanta? Nel romanzo lo racconto, senza nessuna agiografia o esaltazione. La crudezza delle immagini e la nitidezza dei sentimenti parlano da soli. Sono adolescenti come gli altri, fanno sesso e ascoltano musica, e crescono… certamente attraverso ciascuno di loro cerco di immaginare quattro differenti modi di stare a destra. Perché la destra è tantissime cose, anche parlando in chiave antropologica. Dindo, per esempio, da ragazzino è capellone, sembra uno di sinistra…”. 320 pagine costruite per scene, in alcuni punti quasi un action-movie, con una sceneggiatura ben precisa che consente al lettore di capire cosa succede ai quattro protagonisti in 25 anni di storia. “In questo arco temporale la crescita biografica di Dindo, Gorgo (la femmina del quartetto), Claudio e Chiodo procede per strappi e ricomposizioni, le loro ‘piccole’ storie si intrecciano con la ‘grande’ storia della destra italiana”.