11 settembre. A Venezia celebrano l’Islam!

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11 settembreE passato l’8 settembre. Data infausta che rappresenta l’inizio di ogni male d’Italia. Un 8 settembre di 72 anni fa si verificò la profezia marxista anarchica e lo Stato si entinse; con esso ogni regola, ogni convivenza civile, ogni limite alla legge del più forte e del più truffatore.

Quell’8 settembre  finì l’Italia unita risorgimentale, sognata in tempi napoleonici e realizzata in quelli carbonari. Si tornò al dominio straniero dei due secoli e mezzo di declino postrinascimentale. Nessuno vuole ricordare la drammatica incombenza di quella data scabrosa nella realtà odierna.

Invece in tutto il mondo, anche i bambini ed i sassi sanno cosa sia stato ed abbia significato l’11 settembre di 14 anni fa. L’acme della capacità terroristica internazionale di un mondo, né piccolo, né povero, ma costituito da privati dai mezzi relativamente limitati, capaci di colpire al cuore l’intangibile prima potenza al mondo.

Quell’11 settembre, l’Al Qaeda che bombardò New York fece qualcosa, nell’immaginario collettivo, molto più grande della stessa occupazione militare del territorio sirio-irakeno, oggi compiuto dal Califfato dell’Isis-Daesh. Il gruppo di Bin Laden, poche decine di persone, ripeterono una Beffa di Buccari o un regicidio alla Bresci; a vendetta delle occupazioni militari Usa sulla mezzaluna musulmana dal Mediterraneo all’Asia Centrale, fecero strage di migliaia di innocenti per ottenere almeno una vittoria per il mondo arabo, da secoli sempre sconfitto militarmente.

Tutti ricordano l’11 settembre. Per gli occidentali è una nuova Pearl Harbour a tradimento, il simbolo della strage motivata solo dallo sterile odio fondamentalista. Per gli arabi è il gol della bandiera, l’unica volta che sono riusciti a vendicarsi con la forza sull’America.

Adesso qualcuno dopo aver dimenticato l’antitaliano 8 settembre vuole scordare anche il filoamericano 11; ed ha deciso di dare il via, dalla mostra del cinema del Lido di Venezia, ad una marcia degli scalzi, per celebrare, proprio nella ricorrenza del crollo delle Torri Gemelle, la grandezza di immigrati, in larga parte arabomusulmani.

Come avrebbe detto Montanelli, gli organizzatori sono intelligentoni che si godono le proprie cretinerie con i nostri soldi. A partecipare, i soliti giornalisti, registi, comici, cantanti ed attori che sopravvivono  bene grazie alla rete relazionale che, via finanziamenti, sostegni, canoni, concerti assistiti ed altri appalti, dona loro parte delle nostre tasse.

Il solito anatro Germano, i soliti preti del dissenso, carmelitani scalzi che come nella pubblicità poi mostrano ottime Nike sotto la tonaca. E tutte le strutture, divenute nel tempo semipartiti, che hanno ereditato il finanziamento della politica e dell’affido dei compiti dei poteri pubblici, dalle grandi come Arci e Acli, alle piccole come Amnesty ed Emergency fino all’aiuto sanitario internazionale. Un mondo che è il secondo socio dopo lo Stato ad accompagnare ogni quotidiano comune gesto economico.

Poco a suo agio c’è anche CGIL, accorsa all’odore di sinistra dell’iniziativa. Gli altri sindacati più pudicamente hanno lasciato libertà di coscienza di partecipazione. Si capisce perchè l’iniziativa è delirante.

Partendo dall’aperitivo, sul tappeto di un luogo di alto ludibrio e vanità commercial, come il Festival, i nuovi golden boys and girls di Ciano farfugliano che la migrazione richiede esattamente di spogliarsi della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Poi  4 frasi di banalità abbaglianti su guerra, pace,  discriminazioni religiose, etniche e di genere mescolate alle disuguaglianze economiche, alle sconfitte militari fino all’assurdo che i rifugiati emigrano per ottenere  maggiore redistribuzione di ricchezze.

Una marmellata arteriosclerotica dì vecchi sempre giovani (arricchitisi con gi ideali degli altri) riderà, scalza, camminando da un Jack’s Bar all’altro sul tappeto rosso del Lido, mescolando fino all’ultimo alcolici e amorazzi di terza e quarta generazione con le nuove esotiche veline velate.  

L’evento lascia il tempo che trova. A parte il dispetto di sovrapporsi e sporcare l’11 settembre delle Twins, in onore dell’inconfessabile vecchio antiamericanismo comunista di gioventù, Si farà finta di non sapere che gli immigrati non vogliono spogliarsi della loro identità. Che non ce ne sono di cristiani perchè li ammazzano per strada. Che la cultura degli immigrati si fonda sulla discriminazione femminile e sulle caste sociali. E che, a parte i siriani, tutti scappano dall’inferno africano e afgano che non ha bisogno di guerre per essere tale.

Gli immigrati vengono per calzare delle buone scarpe. I nostri showmen bolsi per una sera esiberanno le piante nude dei piedi per fare felici i loro futuri camerieri e colf. Magari con Giulietto, sussurreranno di non credere all’11 settembre e si confesseranno nemici dell’America. Quell’America che deve comprare i loro film e che omaggiano in canzoni e articoli.

5 Commenti

  1. abu bakr
    adesso basta con le cavolate. Vai a rincorrere i i cirrostrati (in realtà scie chimiche al bario o magari allo stronzio, che ci sta meglio) oppure vai a piedi a togliere lo specchio per il laser che dall’atterraggio sulla luna conferma che Armstrong i piedini ce li ha messi su Selene.
    Oppure ancora vai a toglierti il microchip che sicuramente ti hanno infilato da qualche parte.
    Sono stufo di ignoranti globali che usano il rasoio di Occam per farsi i peli pubici, di scienziati d’accatto che discettano di cose che manco hanno letto sul relativo Bignami.
    Ho fatto un Liceo di quelli con tutte le materi, lacrime e sangue, un’Università col massimo dei voti in una disciplina scientifica che allora era “dominata” da Padova. Più di metà dei direttori di Istituto d’Italia nel settore venivano appunto da PD negli anni ’60 e ’70. Ho girato il mondo, conosciuto gente di tutte le nazionalità e classi sociali, di tutte le tendenze e risme. Ho vissuto ed ho letto, ho studiato ed ho ragionato. Sono stufo.
    Sono stato il primo a vendere personal computer nella mia cittadina (1980, prima del DOS di Bill per capirci), ho fatto programmi tecnici per un quinquennio e poi ho campiato orizzonti andandomene per il mondo.
    Sono stufo degli abu bakr di turno che sanno a malapena twittare, chattare e imbibirsi di sciocchezze,
    di Mojto in salsa grillina. Sono veramente stufo.
    Eppure vi amo. Date alla mia vita un senso di pienezza assoluta. Non è bello ma fa comodo sentirsi superiori.
    Vai a giocare in autostrada, va là. Di notte, se puoi.
    Ciao

  2. io me ne sbatto dell’ 11 settembre.
    onestamente sono stato anche contento quando vidi le torri crollare
    Gli americani hanno problemi con l’islam ?
    CAZZI LORO !
    Adesso stai a vedere che dobbiamo pure combattere le guerre al posto loro

  3. ancora convinti che le torri gemelle siano state tirate giù dai “terroristi islamici”????

    • ….no, sono state abbattute da terroristi assassini islamici e, caro Giulietto sai che la terra gira intorno al sole ?

  4. Cos’altro aspettarsi dal lordune barattiano che è diventata la Mostra del Cinema. Di sicuro ci saraà anche la marchetta mollicosa sul TG1.

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