Le geometrie spazio-temporali di Solkide Auer

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Solkide Auer – “Timewalkers”

Solkide Auer è il nick-name con cui questo artista digitale di Pescara è conosciuto al pubblico internazionale che frequenta i mondi virtuali. Pioniere di Second Life, Solkide si ricollega allo slogan di Linden Lab “Your world Your imagination”, scegliendo la piattaforma 3D per dare sfogo alla sua immaginazione. Per anni è stato appassionato di videogames in 3D e dopo il suo ingresso nel virtual world l’artista digitale ha intuito che gli strumenti a disposizione lo avrebbero reso artefice, e non più spettatore, della creazione di ambienti virtuali. Da subito ha iniziato a partecipare ad un corso di tecnica costruttiva e, cominciando dalla creazione di oggetti semplici, s’è spinto man mano nella sperimentazione di opere scultoree tridimensionali sempre più grandi e articolate. Oggi è uno dei più noti e stimati artisti del metaverso. Geometria, colore e movimento sono le sue priorità.
Da sempre Solkide Auer ha coltivato una passione per le forme geometriche definite “che abbiano un inizio e una fine”, dando priorità ai colori primari che contraddistinguono quasi tutta la sua produzione creativa. Ispirandosi a forme concrete nel creare ambientazioni che possano dare al visitatore un senso di libertà interpretativa, l’artista fa in modo che i visitatori delle sue intallazioni tridimensionali si trovino in una condizione immersiva tale da sentirsi parte di esse, in connessione diretta con le opere.

Gli chiediamo quale evoluzione nel suo mondo del lavoro creativo egli abbia rilevato durante otto anni di attività in Second Life.
“In questa lunga permanenza inworld ho seguito man mano l’evolversi delle tecniche costruttive, ma sono sempre rimasto legato al metodo di base interno a SL, ovvero il build, una tecnica semplificata di derivazione CAD, ossia il procedimento di base per progettazioni digitali usate dagli architetti” ci spiega Solkide. “Nel corso del tempo questo sistema ha avuto delle implementazioni tecniche come le sculpted e le mesh e ho subito cercato di capire come usarle. L’evoluzione piu importante in Second Life credo non sia stata tanto il processo di costruzione, quanto i generi, gli stili e le dimensioni delle espressioni artistiche dei vari creativi nati inworld come me che hanno creato delle vere e proprie correnti. Qualche anno fa a Washington, durante una conferenza sull’arte digitale, fui apprezzato da Dancoyote Antonelli, creatore del genere “Digital Hyperformalism”, e con grande sorpresa fui citato come uno dei massimi esponenti europei di questo genere”.
Solkide Auer pensa che i creativi digitali in ambienti 3D debbano, a tutti gli effetti, essere inseriti nel contesto dell’arte contemporanea, poichè dal punto di vista digitale l’evoluzione dell’arte sta facendo grandi passi e nel panorama artistico internazionale emergono figure internazionali che cominciano a occupare spazi nei musei di tutto il mondo.

Una delle sue opere più imponenti, “Timewalkers”, realizzata presso il LEA, Linden Endowment for the Arts Committee, è un viaggio nel tempo, immaginato attraverso forme e oggetti che hanno in comune la lettura metrica del tempo stesso.


Una grande sveglia che segna l’inizio di ogni giornata, un metronomo che decide il ritmo da imporre a una melodia e il famoso Pendolo di Foucault che, mediante la sua oscillazione, dimostra la rotazione della terra in un intero giorno siderale. Questi elementi simbolici sono inseriti in un ambiente ideato e creato fantasticamente, tramite forme geometriche e colori fluorescenti. Mediante una navetta su cui gli avatar possono sedersi e lasciarsi trasportare nel tempo, l’esperienza immersiva del visitatore diventa suggestiva ed emozionante mentre partecipa all’incontro immaginario tra spazio e tempo.

“Ho sempre pensato che poter manifestare la propria creatività con strumenti digitali sia il motore principale degli ambienti virtuali” prosegue Solkide. “Se pensiamo che Second Life ha abolito qualsiasi distanza, non solo geografica ma anche tra le arti, regalando la possibilità di creare miscele di forme, luci, colori impossibili da realizzare nella “real life”, possiamo dire che la materializzazione digitale di tematiche astratte o filosofiche ha trovato un terreno assai fertile”.

Tra le sperimentazioni digitali dell’artista c’è stata quella di dimostrare come le intuizioni di Maurits Cornelis Escher, il “maestro dell’impossibile”, fossero invece possibili nel mondo virtuale.

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Solkide Auer – Ricostruzione nel mondo virtuale di “Relativity” (Escher)

“Senza saperlo Escher aveva anticipato i tempi, era avanti di cinquant’anni” afferma Solkide Auer. “Per lui il disegno era illusione: suggeriva tre dimensioni, sebbene sulla carta ce ne fossero solo due. Ebbene negli ambienti tridimensionali virtuali questa illusione scompare e permette all’occhio e alla mente di percorrere le tre dimensioni. Ricostruendo in 3D alcuni dei suoi disegni ho potuto permettere agli spettatori di percorrerli a tutto tondo anche con l’opzione del mouse look”.

Una delle esperienze più significative dell’artista è stata la costruzione di una scenografia virtuale per Rai Educational.
“Un regista che stava preparando un documentario dal titolo “Estremi urbani: Gerusalemme“, in cui s’intervistava un gruppo di architetti israeliani sulle possibilità di riedificare la città, tenendo conto delle varie culture e religioni che vi convivono”, ci racconta Solkide, “si trovò ad affrontare un dialogo con un cyber-architetto che gli espose una sua idea. Il regista ebbe l’intuito di realizzarla ricreandola in Second Life ed io fui chiamato a costruirla seguendo le tracce del cyber-architetto. Ci misi anche qualcosa di mio e sia il regista che l’architetto ne rimasero entusiasti. Una parte del documentario fu girata in digitale utilizzando la scenografia da me ricreata e posso confermare come sia stata una delle esperienze piu belle della mia vita virtuale”.

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Solkide Auer – Timewalkers, particolare

Gli chiediamo, in conclusione, quali saranno sencondo lui le svolte dell’arte digitale 3D nel mondo reale.
“Credo che l’arte digitale in ambienti 3d avrà un forte sviluppo quando le moderne tecnologie saranno alla portata di tutti”conclude Solkide Auer. “Mezzi come l’olografia o l’Oculus Rift che permette di avere una visione in primo piano di un ambiente digitale favoriranno l’interesse del grande pubblico. Laddove si crea una partecipazione emozionale coinvolgente si crea sempre attrazione. Finora ho avuto modo di esporre i miei lavori unicamente tramite video proiettori, ma spero molto in questi mezzi che daranno una spinta non indifferente a una comprensione piu completa di questa forma d’arte”.
Non c’è dubbio che i nuovi strumenti daranno un input eccezionale alla visione dell’arte contemporanea, ma anche a quella antica. E la sensazione di trovarsi dentro l’opera, di percorrerla fisicamente e di catturarne ogni dettaglio in maniera ravvicinata, segnerà una svolta epocale nel mondo dei nuovi media. Nulla sarà più come prima. Ma questa volta in senso positivo.