Julian Cope. Vita e miracoli di un barbaro visionario

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329617-julian-cope-at-the-edinburgh-international-book-festival-by-alan-mccredieCome tenere insieme una carriera da rocker; una vita di sperimentazioni lisergiche e un presente da family man folle e irreprensibile; un’attività da critico musicale con predilezione per generi meno conosciuti come il rock tedesco e giapponese; una fisionomia da studioso e autore di bestseller mondiali sulla civiltà dei megaliti; un presente da gonzo writer con tentazioni gnostiche, e mistiche. Domandiamolo al leggendario Julian Cope, classe 1957. Con i Teardrop Explodes ha attraversato punk e new wave a tavoletta. Tra deviazioni, provocazioni, progetti paralleli (Queen Elizabeth, Brain Donor Black Sheep) e carriera solista ha stabilito un canone proprio: un cantautorato ideologicamente risentito con derive sperimentali innervato di puro lirismo. D’altra parte la sua attività di critico musicale non è né casuale né episodica. E’ una serissima ricerca di semi di ribellione in musiche fino a quel momento poco indagate, testimoni i suoi libri: Krautrocksampler. Guida personale alla Grande Musica Cosmica dal 1968 in poi (a cura di L. Fusari, Fazi Editore, 2006) e Japrocksampler (Arcana Editore, 2008).
Ma la ribellione e lo spirito punk non bastano. Cope (che politicamente si definisce un “socialista totalitario”) ha un filone quasi di integralismo arcaico, una ricerca dell’origine che lo ha portato a scrivere The Modern Antiquarian, e The Megalithic European, rispettivamente sulle civiltà megalitiche inglese ed europea-mediterranea.
Ed è appena arrivato in libreria il primo romanzo del gallese visionario: Uno Tre Uno. Viaggio hooligan-gnostico sulle strade della Sardegna e del tempo. (Elliott, pp 384, 22 Euro), recensito entusiasticamente in patria. Il protagonista è un punk rocker che atterra ad Alghero per regolare i conti col passato: c’è di mezzo un rapimento all’epoca di Italia ’90. Quello di Cope è un romanzo on the road, ma anche un giallo e un’investigazione filosofico-teologica. In prosa meravigliosa.

Come mai un così grande interesse per la civiltà megalitica? Cosa ha trovato nella civiltà megalitica che non si possa trovare nelle culture storiche? 

Le culture megalitiche rappresentano le prime occasioni per il genere umano di avere del tempo libero. I suoi templi, i Megaliti, appunto, sono stati eretti per rendere lode a chiunque abbia lasciato loro in eredità uno spazio per respirare e da considerare il proprio posto sulla terra. In un ambiente perennemente inospitale, questi popoli antichi hanno alfine dimostrato di sapere come procurarsi abbastanza cibo – coltivato da loro stessi, cacciato da loro stessi- per avere il tempo di chiedersi: “Chi ci ha concesso questi doni?

Qual è l’errore storico (e se vuole.. l’abuso) delle religioni monoteistiche; il Cristianesimo, per esempio? 

L’errore storico di tutte le religioni monoteistiche è la presunzione dei sacerdoti di ogni dio che quanto è giusto e adeguato per la popolazione di quell’area geografica sarà ugualmente accettabile per ogni altra popolazione a cui quella religione è imposta. E’ quanto meno arrogante da parte dei sacerdoti di una religione del deserto – dove le divinità sono inevitabilmente feroci e spesso remote – l’imposizione su regioni più fertili delle stesse credenze. In una terra in cui il raccolto annuale è garantito, gli dei venerati saranno chiaramente benigni, mentre in una terra desertica, le sorgenti e la terra fertile sono scarse e devono essere costantemente difese, col risultato di essere conquistate soltanto dalle tribù più feroci. In una terra di abbondanza, un atteggiamento di generosità può essere – presso le tribù più forti – più facilmente adottato nei confronti degli altri gruppi più deboli. Gli dei della pioggia, le divinità dei fiumi, il dio del sole – potevano fino ad un certo punto essere tutti condivisi in quell’area. Questa è la realtà della storia e dell’antropologia.

Lei ha detto che i cerchi di pietre megalitiche erano luoghi per antichi festival rock. E’ in cerca dei testi seminali del rock ’n roll?  

La pavimentazione in terra compattata rinvenuta nell’area interna ai circoli di pietra è collegata da numerosi archeologi a pratiche di danza. Nessuna tribù antica aveva così tanto tempo a disposizione da poter costruire un monumento per un solo utilizzo, pertanto questi siti devono essere stati luoghi adibiti a molti usi. Fare le leggi, amministrare la giustizia, concludere matrimoni e contratti: queste funzioni civiche dovevano certamente aver luogo all’interno di questi cerchi. E’ pertanto facile dedurre che questi luoghi funzionavano anche come centri per i festeggiamenti, per la celebrazione di raccolti abbondanti, grandi unioni tra tribù e per tutte le esperienze di vita collettiva che diventano manifestazione di una società dominante. La conclusione che questi avvenimenti siano stati accompagnati con canti, nenie, tamburellare e una base musicale non può certo dirsi infondata.

Tutto ciò ha qualcosa a che fare con il suo interesse per le tradizioni rock nascoste, marginali o non ancora abbastanza conosciute, come il krautrock o il japrock? Ho l’impressione che lei sia alla ricerca di un recondito fil rouge dello spirito rock…  

cover-definitiva-UNOTREUNO_webDai maggiori scenari rock degli Usa e della Gran Bretagna, in una così feconda schiera di raffinati musicisti e cantanti, emerge che molti si possono presumere o perfino scambiare per niente più che un’estensione dei tradizionali quattro salti del sabato sera. Tuttavia, nelle culture marginali, in cui il rock and roll e’ stato sentito dalle autorità come qualcosa da estirpare, vediamo la straordinaria testimonianza del rock and roll come genuino cambiamento politico. La rivoluzione di velluto ha preso il loro nome dai Velvet Underground. Agli spagnoli sono state negate le celebrazioni degli anni Sessanta di cui tutta l’Europa occidentale ha goduto. Il brutale regime di Papadopoulos ha obbligato gli eroi della musica greca – Socrates Drank the Conium, Aphrodite’s Child – a fare la loro musica all’estero. Gli spiriti inarrestabili dei veri Krautrockers – Amon Duuls 1 & 2, Can, Faust, Neu, Popul Vuh – hanno creato una musica che ha superato persino il più grande rock and roll americano e inglese da cui in origine aveva tratto ispirazione. In Giappone, i Flower Travellin’ Band, in sprezzo di ogni convenzione locale, sono apparsi nudi non in una, ma in due delle copertine dei loro album. Questa è la prova dello spirito primigenio di cui vado alla ricerca perennemente.       

La verità deve essere nascosta e riscoperta? La fama e la chiassosità la distruggono? 

Certo! Il vero o la vera artista deve sempre ritornare alla sua fonte originaria, deve tornarvi ripetutamente. Il vero artista sarà sempre corteggiato dai media, è stato corteggiato nel corso della storia dall’ambiente, solo per inciampare alla fine sul bordo sfilacciato della propria moquette di casa. Io ho lottato contro questo nel corso della mia carriera, cercando sempre di seguire nuovi insegnamenti, di fare cose che non sapevo fare. Il punk rock ha reso ciò più facile per me e per molti altri. Il fiume che dimentica la sua sorgente diventa un ampio estuario coperto di detriti, di banchi di sabbia e distese di melma… 

Vivere vs. scrivere. Molti romanzieri conducono vite noiose. Non lei. Cosa crede abbia dato alla sua scrittura il suo speciale accesso all’”esperienza”?  

La mia scrittura fluisce direttamente dalla mia esperienza. Senza le mie esperienze e il mio continuo bisogno di nuove esperienze, non ci sarebbe scrittura. Quegli scrittori che siedono nella solitudine del loro attico meditando poeticamente possono conoscere meno di niente del mondo. Soltanto il confronto con il mondo reale rende capace lo scrittore di creare qualcosa di un qualche valore per il resto dell’umanità.  

Sembra che lei non abbia nessun interesse nella letterarietà, e ha definito il suo romanzo pre-letterario. Perché? 

Io sono un barbaro opportunista con un computer. Una volta che ho messo piede sulla soglia di una qualche istituzione, sono inesorabile nel perseguire quell’invito fino al suo più alto e soddisfacente climax.    

Su chi si è plasmata la sua prosa? 

La mia prosa e’ una combinazione dei saggi di Thomas Carlyle, i poemi di  Vachel Lindsay, il dialogo di Harold Pinter e la cleptomania culturale di William Shakespeare.  Non ci sonno livelli ai quali non oserei sprofondare o innalzarmi per esprimere la mia idea.  

La sua relazione con un antecedente letterario. D.H. Lawrence. Perché lui? 

Ammiro la disponibilità di Lawrence ad essere in ogni momento meschino e seccante, ed anche il diffusore di quelle convenzioni che lei ha chiamato in causa, la sua principale utilità per la mia scrittura è dovuta alla comune condizione di essere cresciuti ed aver vissuto lo status forzato di outsider in città industriali del Midland. Inoltre il suo libro Mare e Sardegna e’ stato per l’intera durata di Uno tre uno di notevole aiuto nella definizione delle scena e degli intrecci secondari.  

Lei e’ cresciuto con la poesia…

Fin dall’infanzia. I miei poeti e rimatori preferiti sono stati T. S. Eliot, John Donne, Andrew Marvell, Spike Milligan e Tom Lehrer. A questo, il rock’n’roll ha aggiunto più tardi gli assurdi e quasi religiosi metodi di Jim Morrison e successivamente  perfino di Vachel Lindsay. Ognuno di essi era un pinnacolo di Gnosis e Irriverenza. Ed ognuno era Pop Art estrema nella sua immediatezza.      

La sua passione per Maradona. Perché Maradona? Cosa rappresenta? Ad un certo punto della sua vita ha passato mesi chiuso in casa a guardarlo giocare a pallone….

Maradona era quantomeno uno sciamano, se non un Dio. Ogni sua performance metteva in mostra l’umanità nei suoi più alti traguardi, e il suo pubblico era l’uomo qualunque. Niente può essere più elevato che muovere lo spirito primordiale dell’uomo qualunque. Come vorrei avere la stessa capacità.   

Lei ha detto che la sua missione nella vita è “educare ed edificare”, e che la maschera di reprobo è necessaria affinché le persone possano pensare che il suo sia puro intrattenimento. Gli unici insegnanti sono quelli che non appaiono tali? 

Ogni volta che faccio benzina con il mio enorme 4X4 in un’area di servizio dell’autostrada inglese, la confortevole visione universale dell’uomo d’affari seduto alla guida della sua splendida BMW cambia per sempre, evapora al primo sguardo al mio abbigliamento da invasore in pelle e al mio cappello militare. La maschera da reprobo mi permette di essere scambiato da questi uomini per niente di più che una bestia , ed è proprio questo il mio intento: come hanno cantato i MC5: “Chiamami animale”. Le mie parole e le mie azioni sono dirette soltanto a quelle anime intrepide le cui vite si sono già immesse sul sentiero della ricerca di sé, persone per le quali il mio folle (o insano?) vestiario non fa nessuna differenza.      

Lei si definisce un socialista totalitario, e qualcuno ha scritto di lei: “Ucciderebbe per la pace universale”. Lo conferma? Cosa vuol dire socialista totalitario?

Il socialismo non e’ fallito, ma se ne sono appropriati, invece, stronzi mondiali come Hitler, Stalin e Mao per i loro fini spietati. Il capitalismo è una crudele cortina di fumo esattamente come lo fu il monoteismo. Tuttavia, mettendo denaro sonante nelle tasche dei lavoratori, il capitalismo è stato il passo avanti essenziale sulla scala verso la liberazione delle masse dai Diritti Divini dei Re, permettendo ai lavoratori di gustare le carni saporite e gli intrugli inebrianti, di cui essi altrimenti potevano godere soltanto quando questi ricchi bastardi – nei giorni di banchetto o nei giorni santi – si degnavano di dividerli tra il popolo. Niente nella mia esperienza di vita mi può distogliere dalla ferma convinzione che il socialismo sia l’unico fine possibile per un mondo giusto.           

Come può essere un anarchico ed un irregolare mantenendo, al tempo stesso, un forte senso della famiglia? 

Mia moglie e’ un’anarchica e un’anarchica autentica, ma io sono un socialista. Per me i risultati della Guerra civile spagnola hanno messo definitivamente in discussione la bellissima idea di Bakunin. In un mondo industrializzato di così vaste proporzioni, ogni comunità anarchica si apre in ogni momento all’invasione di avidi e scaltri forestieri. Il mio eroe Zapata rimane la figura più vicina ad un moderno Gesù Cristo in cui noi possiamo mai sperare, eppure vedi il modo cinico in cui è stato profondamente tradito da quegli altri cosiddetti (ha ha ha) rivoluzionari.      

Lei pensa che la famiglia sia un’istituzione di un qualche valore, al giorno d’oggi? Molte persone (e la gran parte del mondo capitalistico) la odia… 

Benché la famiglia nucleare sia finita in Occidente – come mi è stato dimostrato dalla rottura dei matrimoni di quasi tutti i colleghi di scuola dei miei figli- io traggo grande ispirazione dai parenti greci di mia moglie e dalla loro famiglia estesa. Vivono insieme e fanno affari insieme, e sono perfino riusciti – nonostante i tragici sfruttamenti dell’UE – a restare uniti fino ad oggi.     

Lei ha provato tutto: acidi, etc. Eppure porta a termine i suoi progetti, e produce molto…

Io ancora prendo acidi e funghi di tanto in tanto. Io non dico mai “Mai più”.   

Wittgenstein ha detto che il genio (inteso come abilità creativa, non necessariamente come grandezza individuale) è coraggio nel talento. Lei pensa di avere più talento o più coraggio?

Fin dalla prima giovinezza, ho sempre mostrato coraggio e risposto al bullismo nel cortile delle scuole, utilizzando tattiche che erano interamente al di fuori dalle regole percepite – forse l’aver visto il film Arancia meccanica all’età di 15 anni ha ispirato molto di questo.  Gli esaltanti giorni del Punk, poi, hanno sviluppato in me un’attitudine quasi da kamikaze verso le dimostrazioni di coraggio. Naturalmente, io ho dei talenti reali e profondi, ma sono nulla in confronto con il mio inveterato uso di coraggio.

Dei Teardrop Explodes ha detto: “Sono fiero del fatto che siamo andati a puttane alla fine. La maggior parte delle rock band ha promesso di levarsi di torno presto, ma non l’ha fatto”. Cosa pensa delle band che si sono tramutate in tribute band di se stesse, gli Stones, i Metallica, e via dicendo?

Che si fottano, loro e le loro promesse infrante

Lei è stato una popstar riluttante che ha inciso per le etichette più importanti, è un musicologo ed un esperto di archeologia che ha pubblicato libri con editori major. Come riesce a filtrare attraverso il sistema? Come possiamo noi (suoi lettori, ascoltatori, fan) filtrare attraverso il sistema?

Non posso parlare  per altri artisti o presumere di trasmettere loro informazioni inestimabili, che a me hanno richiesto decenni per essere acquisite, perché sono stato benedetto con una partner il cui desiderio di verità è pari al mio, cioè: ricercare non una parvenza di verità, ma la verità stessa. Posso tuttavia suggerire questo, come una sorta di inizio: evitate ad ogni costo il mormorio dei media giornalieri, e non tentate mai di fare qualsiasi tipo di arte che possa più tardi – attraverso il suo accidentale successo – diventare una camicia di forza artistica. Io studio soltanto le culture ricche – Armenia, Italia, Sardegna, Gran Bretagna, Bretagna, Giappone, Germania – le cui condizioni sociali e geografiche risuonano nella mia testa come detentrici di una verità primigenia alla loro base. In molte case discografiche e case editrici ho navigato attraverso incubi aziendali  soltanto grazie ad una estrema discrezione ed offrendo a queste società qualcosa che non potevano trovare in nessun altro posto. Ad ogni artista io grido: “Sii soltanto la migliore versione di te stesso che puoi offrire”. La tua chiara visione ti guadagnerà immediatamente enorme rispetto, perfino da parte dei più grandi stronzi delle corporation.

 

 

Traduzione di  Sabrina Lotti.