Albertini e Moioli. A Brera si studia nei mondi virtuali

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Macchina Bolle
Albertini e Moioli – La macchina delle bolle

Quando un artista contemporaneo è consapevole e testimone del suo tempo, la sua curiosità lo induce a esplorare ogni tecnologia che si adatti al suo lavoro e presto egli trova la via per conformarsi all’innovazione usandola, ma contribuendo contemporaneamente alla crescita e all’estensione della stessa.
E’ il caso di Stefania Albertini e Giampiero Moioli che da moltissimo tempo lavorano a quattro mani sul rapporto tra virtuale e reale nell’arte e nella progettazione. Entrambi hanno cominciato dalla scultura tradizionale con un materiale semplice e primitivo: l’argilla.
Con la scultura i due artisti cercavano di esprimere idee e immagini inconsce, credendo nell’arte fine a se stessa che genera contenuti e suscita emozioni. E così come ogni artista che sogna di cambiare il mondo, modellandolo a suo piacimento, si sono accorti che potevano creare un loro universo non appena hanno scoperto l’esistenza di mondi virtuali paralleli a quello reale.  Le dimensioni, la fisica, l’interattività erano riprodotte in maniera soddisfacente tanto che, da quel momento, Stefania e Giampiero hanno cominciato a realizzare modelli virtuali di tutto ciò che pensavano e immaginavano.

Abbiamo chiesto a Moioli quali siano state le prime conseguenze di quella scelta.
“Quando abbiamo cominciato a utilizzare i modellatori 3D, abbiamo notato uno sviluppo esponenziale della creatività, fino all’ampliamento delle possibilità di comunicazione. Blender prima e Second Life dopo sono stati i nostri strumenti per creare mondi. Inizialmente Blender era per noi uno strumento per progettare le nostre sculture reali.” continua Moioli. “Poi abbiamo scoperto le altre funzionalità: gli strumenti per l’animazione e quelli interattivi. Quando in Second Life abbiamo importato le cose create con Blender, abbiamo cominciato a modellare il nostro mondo tridimensionale digitale e parametrico, con un sistema di simulazione fisica”.

Attualmente Albertini e Moioli utilizzano OpenSim, un simulatore di mondi virtuali opensource, nato dal rilascio del codice sorgente del client di Second Life. Ed è proprio su OpenSim che gira “Brera Academy virtual lab”, l’isola virtuale del corso di specializzazione in arti visive di cui entrambi sono docenti. Entrambi insegnano Scultura e Architettura virtuale.
Giampiero Moioli, che ha studiato scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera e si è laureato in architettura al Politecnico di Milano, é istruttore certificato dalla Blender Foundation di Amsterdam dal 2008. E’ una figura assai “corteggiata” nei mondi virtuali dove ci sono persone che lo pagherebbero a peso d’oro per ottenere delle sue lezioni. Sono fortunati i suoi allievi dell’Accademia, che ogni anno aumentano di numero in maniera esponenziale, ad avere il “maestro digitale” più stimato nel panorama italiano dell’innovazione 3D!

“All’inizio avevo difficoltà a insegnare arti visive, perché nessuno usava strumenti di modellazione 3D e i ragazzi erano scettici circa l’uso dei mondi virtuali” ci spiega.
“Per i miei studenti architettura virtuale era il rendering, ma quando hanno capito che il mondo virtuale era un luogo dove potevano fare incontri, comunicare e soprattutto vivere l’architettura virtuale praticandola con l’avatar, si sono appassionati ancor di più. Oggi chi realizza architetture virtuali non può limitarsi a sviluppare progetti per spazi reali” sottolinea Giampiero, “ma deve anche essere in grado di creare veri e propri spazi digitali “vivibili”, spazi sociali online o spazi virtuali tridimensionali interattivi e persistenti, all’interno dei quali ci si possa incontrare, scambiare idee ed esperienze. Inoltre è necessario che si capisca come l’architettura virtuale possa generare guadagno”.

Berganti Lipani Nicora
Brera Academy virtual lab: Berganti, Lipani, Nicora – Studio per Museo Zoomorfo delle scienze marine

Mentre in tutto il mondo le università lavorano e interagiscono nei mondi virtuali, attualmente l’Accademia di Brera è l’unica realtà istituzionale italiana dove si sta cercando di formare nuove figure professionali in questo settore: progettisti in grado di creare spazi architettonici di relazione attraverso la compenetrazione di arte, progettazione e comunicazione. Alcuni studiano anche fashion design, e tutto ciò che prevede l’utilizzo di strumenti di modellazione 3D sta per determinare una grande svolta economica e culturale.

“Le Accademie sono distaccate dalla realtà” ci rivela Moioli, “e il problema, in generale, è la mentalità ancorata a vecchi schemi che impedisce l’apertura al nuovo“. Un problema tutto italiano che si palesa in vari settori dell’arte e della comunicazione, dove diventa sempre più difficile proporre progetti lungimiranti. Solo chi è molto determinato riesce a trovare degli spiragli per informare e formare, per sperimentare e costruire. Albertini e Moioli sono in azione nei mondi virtuali dal 2005, quando dopo aver sperimentato delle sculture luminose con plastiche morbide, “la Macchina delle Bolle”, provarono a importarle in 3D all’interno degli spazi senza tempo di Second Life e successivamente di Meshmoon. Finalmente le loro bolle potevano rompersi ed espandersi in ogni direzione, dando luogo alla discussione sul significato della scultura oggi.

AlbertiniMoioli SL
Albertini e Moioli – La macchina delle bolle nel mondo virtuale

“All’inizio le nostre sfere deformate non potevano essere riprodotte come tali nel mondo virtuale” ci confida Moioli. “Poi abbiamo cercato dei tutorial in rete e abbiamo imparato. Abbiamo sempre pensato che l’unione dei due mondi, reale e virtuale, dia la possibilità a chi fruisce di un’opera, d’interagire direttamente con essa. In questo modo la scultura è viva e interattiva e cade il confine tra fantasia e realtà. Attraverso gli ologrammi, la realtà aumentata e le avanzate tecnologie del suono e della luce, i mondi virtuali invaderanno la realtà, quella vera e tangibile. E questa sarà una “realtà arricchita” in cui entrambe le realtà si potenzieranno a vicenda”.
Saranno dunque gli artisti visionari che hanno sperimentato  fin dall’inizio il percorso dei mondi virtuali i nuovi punti di riferimento di una nuova generazione creativa e consapevole; persone come Stefania Albertini e Giampiero Moioli alle quali affidarsi non solo per l’insegnamento degli strumenti, ma anche come testimoni di un passaggio epocale delle arti. Le stampanti 3D, l’Oculus Rift, gli schermi olografici e via dicendo, sono pronti per essere utilizzati al meglio e in Italia le competenze non mancano. L’importante è non lasciarle scappare all’estero dove altre realtà culturali sono già da tempo in azione per sfruttare mondi virtuali e progettazioni interattive in 3D.

A chi desidera approfondire l’argomento segnaliamo l’e-book di Giampiero Moioli e Mario Gerosa Brera Academy Virtual Lab – Un Viaggio dai mondi virtuali alla realtà aumentata nel segno dell’Open source”. Prefazione di Philippe Starck.
Qui potete consultare il DEMO
Il sito web di Albertini e Moioli:
http://www.albertiniemoioli.it/

Dizionarietto
Blender: software libero e multipiattaforma di modellazione, rigging, animazione, compositing e rendering di immagini tridimensionali.

Rendering: indica la resa (o restituzione) grafica, ovvero un’operazione compiuta da un disegnatore per produrre una rappresentazione di qualità di un oggetto o di una architettura (progettata o rilevata).
Recentemente ha assunto un valore essenzialmente riferito all’ambito della computer grafica.