Marisa Falbo e le mutazioni digitali della crisalide

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Marisa Falbo "Farfalle in Amore"
Marisa Falbo – “Farfalle in Amore” al MIC-Imagin@rium

I mondi virtuali non sono solo spazi per artisti digitali, ma grazie alla loro attuale evoluzione possono ospitare anche opere di artisti che dipingono tele nel mondo reale.
Tramite dei software, che partendo dall’immagine di un’opera ricavano una normal map e una specular map, oggi è possibile creare l’illusione della materia con cui è dipinto un quadro reale.
La prima artista italiana a sperimentare una mostra virtuale con le sue opere reali elaborate tramite questo sistema è stata l’artista palermitana Marisa Falbo. L’esperimento, coraggioso e innovativo, ha permesso alla Falbo di far conoscere il suo lavoro in tempo reale a migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo grazie alla mostra “Il respiro della crisalide”. L’artista stessa ha ri-creato le texture delle proprie opere fotografate, importandole in successione nel mondo virtuale, mentre i suoi quadri si materializzavano man mano in una dimensione altra, quasi si trattasse di un sogno a colori che stava accadendo sullo schermo del computer. Le sue opere sembravano migrare dal reale al virtuale così com’erano state concepite, ma ancor più solide, al punto che i sensi potevano quasi percepirne l’odore d’olio di lino e trementina. Le sapienti incrostazioni di colore, le trasparenze delle stesure sovrapposte, i segni grafici intrecciati alle pennellate, prendevano vita nel mondo virtuale tanto da sentire la nostalgia del tatto che un avatar non possiede.
I quadri venivano posati su una struttura galleggiante sull’acqua, fabbricata appositamente da Colpo Wexler, mentre la sostanza chimica, convertita in pixel illuminati da luci di taglio, materializzava una visione riflettendosi nell’acqua del metaverso. Ogni baluginio mostrava l’opera ondeggiare in un’ulteriore dimensione onirica.
Abbiamo chiesto a Marisa Falbo di raccontarci la sua emozione nel trasferire le sue opere in un mondo virtuale.
“Ho esaudito il mio sogno di entrare in Second Life nel 2007, dove ho avuto l’opportunità di far conoscere la mia arte esponendo nelle più belle land italiane e straniere”, risponde. “Utilizzare fin dall’inizio dei semplici “prim” e le tessiture di immagini delle mie opere pittoriche per creare dei quadri virtuali con cui realizzare mostre personali nel metaverso è stata un’esperienza straordinaria. Ma quando l’anno scorso è stato introdotto questo nuovo sistema ho potuto constatare come ogni segno, piega e pennellata dei miei dipinti venissero esaltati in maniera sorprendente. Perciò ho sentito di dover realizzare nel metaverso questo lavoro, per poter condividere con tutti la sensazione di percepire la materia di un’opera fino ai minimi particolari”.

Marisa Falbo - La mostra nel mondo virtuale
Marisa Falbo – La Mostra al MIC-Imagin@rium

Questo nuovo metodo che riporta in 3D la materia reale riesce a consegnare opere pittoriche ad una condivisione mondiale e immersiva. Abbiamo chiesto alla Falbo se sia cominciata una nuova era di comunicazione per gli artisti che dipingono su tela.
“Si! L’arte, quella vera, dovrebbe rivestirsi e alimentarsi di nuovi canali divulgativi per essere condivisa dai “media” in maniera adeguata ed arrivare direttamente al cuore della gente”, sottolinea Marisa. “Il metaverso, dove tutto è sogno, spettacolo e magia, è adatto per accogliere quegli artisti che dell’arte hanno fatto motivo di vita. E’ un nuovo “passepartou” di condivisione e comunicazione ed è necessario adeguare il nostro mestiere a queste formule innovative”, prosegue. “L’artista contemporaneo, quello in grado di oltrepassare la siepe di una realtà ormai stantia, non può perdersi queste grandi ed innovative opportunità che gli permettono di dare nuova linfa a se stesso ma soprattutto all’Arte. Un salto verso quella dimensione, anche se viene definita virtuale, ma di virtuale ha molto poco, gli darebbe la giusta sincronia con l’era tecnologica”.
L’opera di Marisa Falbo è un percorso di vita che si snoda continuamente tra tematiche diverse e nuove esperienze. Nel corso del suo itinerario d’artista è attratta dal cambiamento e dalla scoperta di nuove tecniche, ma ogni sua evoluzione assorbe le tracce di quella precedente, lasciandocela intravvedere attraverso velature e sovrapposizioni, nelle stesure cromatiche trasparenti e fra le trame di texture impalpabili. Nella sua produzione più recente si scorge una nuova successione esperienziale, che transita sulle sue tele proprio grazie a quell’episodio “virtuale”. Il successo del machinima che racconta la sua esposizione al MIC-Imagin@rium in Second Life ha determinato una svolta nella tecnica dell’artista: ottenere anche dal vivo quella dimensione 3D che il vastissimo pubblico di Youtube ha apprezzato e continua ad apprezzare.

“Rispetto alla mia pittura reale, la trasposizione delle opere nel virtuale tridimensionale triplicava la consistenza materica” osserva Marisa Falbo. “Perciò ho provato ad intervenire manualmente sulle nuove tele, conferendo la medesima struttura tridimensionale ai miei quadri. Dopo prove e trattamenti, le mie tele hanno cominciato ad acquisire la stessa densità ottenuta con i software ed ho avuto consapevolezza di come le contaminazioni digitali possano influire positivamente sul lavoro analogico”.

Il-tempo-di-un-battito
Marisa Falbo – “Il tempo di un battito”

La sua recente opera “Il tempo di un battito”, ad esempio, testimonia con estrema chiarezza questo nuovo transito dell’artista tra pittura e rilievo. Le incrostazioni che circondano la figura del bambino, contagiandola, sembrano creare un portale spazio-temporale che ci fa immaginare lo spostamento della figura fra due siti distanti tra loro nello spazio infinito. Frontalmente al quadro possiamo ipotizzare che il bambino venga verso di noi e ci porti in dono una farfalla proveniente dall’immaginario. Ma possiamo anche vagheggiare che lo stesso bambino stia andando verso uno spazio infinito, salvando la farfalla, accompagnandola in una dimensione “altra”. Che stia provenendo dal passato, recandosi nel futuro o transitando in un mondo parallelo, egli sta attraversando il tempo, facendosi strada tra le pieghe della tela stropicciata, resa tale da consapevoli manipolazioni di carta trattata.

Un’artista, Marisa Falbo, che riesce a raccontare il suo viaggio nell’essenza delle cose e degli esseri avvolgendola di poesia. La sua abilità tecnica le permette di rappresentare ogni suo pensiero comunicandolo attraverso forme, figure, colori e simboli, confortandoci oltre i limiti della definizione razionale. Ogni sua opera ci accompagna in una dimensione sensoriale assai estesa, come se attraverso i suoi occhi potessimo vedere oltre. Ed è proprio oltre i confini del monitor, laddove si entra in una terza dimensione immersiva ed emozionante, che la Falbo si conferma artista senza frontiere.
www.marisafalbo.it

Dizionarietto

Normal map
E’ generalmente un’immagine RGB generata per proiezione da un oggetto dettagliato. Questa tecnica permette di migliorare l’aspetto e i dettagli di un modello poligonale semplice. Nei videogiochi e nelle applicazioni di grafica 3D realistica in real-time è utilizzata per migliorare l’aspetto di oggetti senza perdere prestazioni di rendering.
Specular map
Sono le mappe che si usano per definire lucentezza ed evidenziare il colore di una superficie. Quando la luce colpirà un oggetto 3D in cui è stata utilizzata la specular map esso apparirà più brillante.
Machinima
Abbreviazione di “machine cinema” o di “machine animation”, intesa come un insieme di tecniche e come un genere di film che si può produrre direttamente dal computer tramite dei software.
Nei mondi virtuali questa tecnica è utilizzata per riprendere mostre ed eventi. La ripresa può essere trasmessa in diretta streaming nel web.

2 Commenti

  1. E la tecnologia si è insinuata anche nell’arte della pittura. Sembra strano, ma è proprio così. Ne abbiamo un esempio coi più recenti lavori della pittrice palermitana Marisa Falbo, che coi suoi studi di trasmigrazione dal reale al virtuale degli oggetti che lei ci presenta, ha ottenuto importantissimi risultati nell’arte della pittura, sebbene la pittrice non sia mai stata un’artista digitale. Il suo lavoro è stato apprezzato anche in campo internazionale. E il culmine è stato raggiunto con l’opera “il respiro della crisalide”. Per la realizzazione dell’opera sono stati utilizzati sofisticati software. La sensazione che se ne ricava è l’illusione che gli oggetti dipinti su tela siano reali e non più schiacciati, come sono realmente le immagini dipinte su una qualsiasi superficie. Un altro risultato che si ottiene è l’insieme della visione che pare proiettata su uno schermo cinematografico in 3D. Sicuramente impressionanti sono i luccichii di luci e colori e le zone d’ombra che l’opera ci propone, e che riescono a dare l’illusione all’osservatore di una visione onirica. Insieme all’eterogeneo e complesso lavoro di preparazione, l’artista riesce a ricavarne un’opera davvero completa in ogni suo particolare. La cura degli elementi prettamente di natura tecnologica per la realizzazione dell’opera, è troppo complessa per esporla in modo analitico-descrittivo. E la Falbo ha affermato che è entusiasta di questa sua esperienza pittorica. Lo ha dichiarato nelle sue interviste rilasciate, ove descrive minuziosamente questo suo nuovo, ma non nuovissimo, metodo di lavoro. E
    adopera termini quasi incomprensibili al pubblico meno avvezzo all’evoluzione digitale.
    E al di là dell’uso della tecnologia, lo scopo di Marisa è quello di utilizzare il suo enorme talento artistico per farci immaginare, osservando i suoi dipinti, o meglio le sue opere, di fare parte dell’immagine che ci presenta. Il visitatore che osserva i suoi lavori deve perdersi nell’universo immaginario dell’artista, come se divenisse parte integrante dell’opera, quasi un protagonista di quello che il dipinto vuole esprimere. Il fine della Falbo è quello di identificarci nei soggetti da lei dipinti. E se in questo, la grande artista riesce nell’impresa, può orgogliosamente convincersi che la sua opera è davvero compiuta e perfetta.
    Palermo, 13 agosto 2015.
    Roberto Zaoner.

  2. In un ottica di percezione sensoriale, scopriamo la bellezza nel concepire l’insieme delle opere dell’artista come una visione rappresentativa di festa giocosa che Marisa ci propone in un gioco di ombre e luci. In questo video è la crisalide la protagonista di un ennesimo festeggiamento di inno alla vita, che traspare dalle opere della pittrice. Marisa Falbo ci propone una ricognizione delle sue opere attraverso la danza della pupa, come se volesse guidarci a conoscere le ultime fatiche della pittrice. La danza, le eleganti fattezze, la perfezione nei movimenti, ci inducono a considerare le movenze della crisalide come evento in cui tutto è subordinato ad una festa danzante in onore alla vita ed alle sue molteplici sfumature, nel bene come nel male, e che troviamo nel significato intrinseco delle opere di Marisa Falbo. E tutto si compone, dando un senso di rivincita del bene sul male. E da qui il festeggiamento e la danza. Le opere della Falbo sono ricche del tema della sopraffazione del male sconfitto dall’amore del bene. E, anzi, in alcune delle sue opere, il male non è neanche considerato. Il bene ha già vinto. L’acuta regia preordinata che l’artista ci propone nel trasferirci le immagini del personaggio principale (la crisalide) ci fa sentire spettatori di un proscenio dove tutto è simbolicamente e sapientemente costruito. L’artista immagina il lepidottero passato dallo stato larvale a quello di adulto. E la crisalide, compiuta la metamorfosi, anela alla vita e non vuole più essere soltanto spettatrice. Con raggiante gioia danza, accompagnandoci ad ammirare le tele di Marisa. E lo fa con leggiadria e grazia. Elementi che troviamo nelle opere della pittrice-disegnatrice. Dallo stato larvale, ignaro della metamorfosi che l’avrebbe coinvolto nello stadio successivo di adulto, uscito dal suo involucro di seta, il lepidottero scopre di fare parte del mondo e brama la libertà e la vita. Libertà e vita in un connubio dove ogni essere umano votato alla vita sente come sua gioiosa dimora e parte di sé stesso. Ed è luce della vita, che l’artista Marisa Falbo sa rappresentare bene nelle sue opere.
    Palermo, maggio 2015.
    Roberto Zaoner.

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