Beni culturali in Sicilia? Mettiamoci una croce(tta) sopra…

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Rosario Crocetta, governatore (autosospeso) della Sicilia

Telefonate o non telefonate, un altro capitolo della discutibile gestione di Rosario Crocetta in Sicilia è quello relativo ai beni culturali.
E’ un capitolo tra farsa e tregenda, che conferma (ove ce ne fosse bisogno) che non basta avere i permessini della politically correctness vidimati per fare buona amministrazione. Per stare ai fatti ricordiamo la doppia vicenda Franco Battiato (chiamato da Crocetta come assessore al Turismo) e Antonino Zichichi (ai Beni culturali), e fatti fuori dopo poco tempo.
La nomina di una manager del settore fitness (sic!), Valeria Grasso, a sovrintendente dell’Orchestra sinfonica siciliana, durata solo pochi mesi tra le polemiche.
La situazione del Teatro Stabile di Catania, economicamente in ginocchio. Ricordiamo l’incredibile chiusura nei festivi (sic!) di molti musei e siti archeologici, per questioni burocratico-sindacali. E aggiungiamo l’ancor più assurda vicenda del satiro danzante a Mazara del Vallo. 25 custodi intorno al capolavoro ripescato nel Canale di Sicilia. Il sindaco di Mazara, Nicola Cristaldi, giustamente indignato, è riuscito a ottenere una temporanea riduzione a cinque custodi. Altro che primavera siciliana come da slogan crocettiani. Per la cultura in Sicilia è sempre più inverno pieno.