Mistero Hifeng in un turbamento di pixel

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Mistero2_001Se è vero che la realtà ha bisogno d’immaginazione e la fantasia ha bisogno di realtà, il percorso artistico di Mistero Hifeng nei mondi virtuali esprime perfettamente il concetto.
Le opere di questo artista digitale attraversano i labirinti del Metaverso imponendosi con un senso della materia piuttosto insolito in ambienti fatti di pixel, tanto da essere definite vere e proprie sculture.
In effetti quando la modellazione 3D trascende la riproduzione di oggetti reali ci si addentra in una dimensione che va oltre quella del 3D medesimo. Qui la figura umana viene riprodotta e poi sfaldata, frantumata. Poi si congiunge con un’altra figura, questa volta integra, in un intreccio emozionale che abbraccia sensazioni negative e positive insieme. Alcune forme sono reali. Altre vivono d’immaginazione. Ma tutte sono avvolte da un velo di malinconia o vivono in una dimensione di oscurità. Tuttavia sono interamente sensibili alla luce: la afferrano e con essa si vestono.
Le opere di Mistero Hifeng emergono dall’acqua in una sim di Second Life dedicata alla sua produzione in continuo divenire. A volte sembra che s’immergano, ma comunque si riflettono in tutta la loro inquietudine. Tuttavia il turbamento che queste figure sanno comunicare appartiene all’artista in maniera inconscia. Chi lo conosce realmente conosce anche la sua limpidità, la capacità di tramutare un guizzo emozionale in una forma, alieno dal tormento che uno scultore reale, invece, macinerebbe nella materia.

Claudio L. vive e lavora a Pavia. Fuori dai mondi virtuali fa tutt’altro mestiere e dichiara di non sentirsi un artista.
Gli abbiamo chiesto come mai abbia scelto “Mistero” come primo nome dell’avatar che lo rappresenta e perchè le sue pagine social s’intitolino “Cammino e vivo capovolto”.
“Cammino e vivo capovolto è la frase di una canzone di Piero Fabrizi per Fiorella Mannoia “Non sono un cantautore”, ci spiega. “Quasi tutti i miei lavori nascono da frasi di canzoni dei cantautori che ascolto: Fossati, Conte, Paoli… è come se quella frase in un preciso momento mi facesse visualizzare la figura che poi vado a creare. E’ un meccanismo irrazionale, non so come accada”.Mistero1_011
“Per quanto riguarda il nome, sono entrato in Second Life nel 2007” continua Mistero Hifeng, “e affascinato dal 3D e da quel mondo in cui si poteva camminare dentro un’altra dimensione mi sono registrato al volo, con il primo nome che m’è passato per la testa. Non sapevo ancora dove stavo andando. Per me era, appunto, un mistero. Poco dopo cominciai a fare fotografie e a pubblicarle su Flickr, ma restai sorpreso nel ricevere numerosi consensi anche da persone estranee ai mondi virtuali. La fotografia mi appassionava, così comprai una Reflex e frequentai un corso di fotografia reale”, aggiunge Mistero.
Dunque la fotografia, iniziata per gioco e per passione, comincia a impegnarlo sempre più, fino a diventare un episodio professionale quando un’agenzia internazionale che acquista e vende foto online lo contatta per comprare una sua fotografia offrendo una cifra consistente.
“Si, era la foto di una foglia secca. L’hanno venduta in Portogallo per chissà quale campagna pubblicitaria o altro”, dice Mistero. “Mi sarebbe piaciuto conoscere la destinazione di quello scatto, ma la rete a volte non ti fa incontrare nuovamente le tue creazioni o, viceversa, qualcuno se ne impossessa maldestramente ripubblicandole con la propria firma, magari sovrapponendo una poesia sullo sfondo. Quelle che ho scovato sono riuscito a farle bloccare”.

 

Buona parte delle foto che Mistero Hifeng pubblica su Flickr nascono come creazioni digitali.
“Ho imparato a costruire in 3D perchè volevo un pavimento con le ombre”, ci rivela. “E’ straordinario raggiungere un realismo eccellente utilizzando un software. Quello che mi affascina è che posso calcare la mano creando qualcosa che susciti negli altri emozioni forti”.

E Mistero Hifeng ci riesce quasi sempre, anche se più di una volta qualcuno ha espresso sensazioni negative nei confronti delle sue creazioni.
“Si, è accaduto recentemente che una ragazza americana mi abbia scritto in privato con una certa aggressività per accusarmi di odiare le donne, di frantumarle e rappresentarle morte o fatte a fette. E che trovava le mie immagini molto “disturbing”, ci racconta divertito. “Mi sono sentito accusare di perpetrare qualche vendetta contro il sesso femminile, quando, invece, amando molto le donne, la scelta del corpo femminile per le mie rappresentazioni è mirata ad esaltarne la bellezza e la sensibilità”.
La tendenza di questo artista digitale nel creare parti di un corpo frammentate, racconta viceversa una sorta di suggestione in cui si viene implicati nelle relazioni all’interno dei mondi virtuali. La percezione del corpo dell’altro non è sufficientemente rappresentata dall’avatar e nella conoscenza dell’altro prevalgono il pensiero e la voce a discapito della fisicità. Per cui qualcosa sfugge. Il vero volto s’immagina frammentato e inafferrabile. La sua reale gestualità è anch’essa inaccessibile e i frammenti dei corpi di Mistero Hifeng sanno esprimelo in maniera comprensibile.

Mistero3_003Se non riusciamo a conoscere dal vivo le persone con cui ci relazioniamo in un mondo virtuale, di esse ci restano solo particelle che nascono dalla nostra immaginazione. Una parte magari ci appare netta, ben definita, ma un’altra sarà inevitabilmente un insieme di sensazioni sminuzzate. Raccontarlo per immagini è compito dell’artista. E pur non ritenendosi tale, Mistero Hifeng è considerato un artista a tutti gli effetti anche fuori dai mondi virtuali.
Le sue opere di pixel vengono acquistate dai residenti dei mondi virtuali provenienti da tutto il pianeta. I suoi acquirenti sono prevalentemente francesi, arabi, giapponesi, a cui seguono altri europei di cui gli italiani sono una minuscola percentuale. Le creazioni vengono utilizzate per concepire ambienti, arredare parchi e giardini e benchè il prezzo di vendita sia modesto, Mistero Hifeng ha portato a casa qualche migliaio di Euro in poco meno di un anno. Con il digitale, con la creazione di oggetti 3D, puoi produrre a costi molto bassi e se riesci a catturare il consenso degli utenti puoi avere la soddisfazione di essere gratificato non solo emotivamente.